Fabulations. Il nuovo saggio di Franco “Bifo” Berardi sulla futurabilità

Al via “Fabulations”, rubrica di Marco Petroni composta da un insieme di letture, storie inorganiche che nasce da una proliferazione e dispersione. “Fabulations” è disunita e frammentaria, attraversa i territori ampi delle arti visive, delle discipline del progetto, della filosofia un principio compositivo di pensieri e immaginari che dà vita a una poetica aleatoria e selvaggia modellata su un flusso di rete permanente. Letture, libri, generi, frammenti in/dipendenti. La singola parte s’innesta nell’insieme generando una molteplicità, un dispiegamento distributivo di pensieri, un montaggio che determina relazioni tra le letture e i pensieri. Non c’è più associazione ma ricollegamento, fabulations.

Server alla Silicon Valley
Server alla Silicon Valley

Futurabilità, il nuovo saggio di Franco “Bifo” Berardi, conferma la coraggiosa linea editoriale di Not/Nero Editions. Si tratta di un volumetto denso che affronta la crisi di elaborazione del pensiero contemporaneo di fronte alla deriva irrazionale del mondo. Berardi definisce così la cornice nella quale dispiega i suoi pensieri: “Intrappolati nella loro impotenza i popoli hanno perso la calma. La cultura hipsterica del cool sta perdendo terreno, ma al contempo prevale un’ondata di sragione”.
La comunicazione è alla deriva nell’infosfera dell’odio gratuito che domina i social network, il risentimento identitario ha sostituito la cultura della solidarietà e dell’ascolto inclusivo.
È così che la ricerca di una sopravvivenza del pensiero e di un discorso pubblico conseguente si perde nella proliferazione dell’indistinto contraddittorio tra vero e falso. Si alimenta una poltiglia mediatica frutto di un’accelerazione di segni e messaggi che nella rete, nel web cancella “la possibilità stessa di discriminazione critica tra vero e falso, tra bene e male. Illuminismo oscuro”. In questo scenario l’autore, dopo un’attenta analisi del meme come unità di base del discorso pubblico odierno, propone l’ironia come strategia per produrre concetti per la comprensione del mondo che sta emergendo e per capire, nel pieno di questa tempesta, dove si dispieghino “i germi della possibilità”. Il paradigma del possibile chiama in causa l’arte e le discipline del progetto come pratiche capaci di definire una nuova soggettività.

Franco “Bifo” Berardi ‒ Futurabilità (Nero Editions, Roma 2018)
Franco “Bifo” Berardi ‒ Futurabilità (Nero Editions, Roma 2018)

POSSIBILI FUTURI

È in questo passaggio che Bifo definisce il concetto di futurabilità come una molteplicità di possibili futuri: una trasformazione altra, che già agisce nel presente. Immersi nella tempesta perfetta, l’autore ci invita a usare il pensiero critico per creare lo spazio del possibile alla ricerca di nuovi equilibri e, in maniera anche violenta, la definizione di valori più condivisi. Un progetto del reale e del quotidiano che con le sue complessità e indeterminatezze apre nuove possibilità d’indagine di problemi e urgenze reali delle comunità urbane e digitali. Uno scenario in continuo mutamento che tende a rimuovere nostalgici meccanismi di protezione e si definisce in pratiche che guardano alla possibilità come paradigma di riferimento. Nell’epoca dell’automazione selvaggia del lavoro che Bifo definisce del game over, riprendendo la scritta che appariva sullo schermo della prima generazione di videogiochi degli Anni Settanta. “Quello che si andava profilando era il mondo del game over integrato: un mondo in cui l’automa vince grazie alle istruzioni inscritte nel suo design”.

Un meme con protagonista Donald Trump
Un meme con protagonista Donald Trump

USCIRE DALLA TRAPPOLA

Ma chi è il designer? Una moltitudine di soggetti che dentro il gioco cooperano ma fuori di esso sono tremendamente soli. È il modello produttivo della Silicon Valley, dove apparentemente il processo di invenzione e implementazione della conoscenza è delegato ai designer che in realtà non si conoscono l’uno con l’altro. I loro cervelli non hanno un corpo collettivo, non hanno un cervello collettivo. Si muovono nel solco della competizione frammentata e individuale così da poter essere più facilmente controllabili. Agiscono in un sistema integrato dominato dalla segretezza e dallo sfruttamento di grandi quantità di dati, informazioni che noi produciamo nella nostra compulsiva connettività quotidiana. Sembra di essere in trappola. Come se ne esce? È ancora la definizione del possibile a tracciare una via d’uscita: “La possibilità è ancora lì, nascosta nella connessione tra cervelli attualmente costretti a operare per il solo profitto delle grandi corporation, ma potenzialmente in grado di inventare un altro modello fondato sull’utilità sociale, costruire una piattaforma tecnica e sociale che punti all’autonomia dell’intelletto generale: questo è il programma di lungo periodo che può produrre degli effetti”. Futurabilità rappresenta una lettura utile e necessaria per comprendere gli oscuri meccanismi che dominano il dibattito politico e culturale del nostro tempo.

Marco Petroni

Franco “Bifo” Berardi ‒ Futurabilità
Nero Editions, Roma 2018
Pagg. 252, € 20
ISBN 9788880560357
https://not.neroeditions.com

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AutoreFranco Berardi
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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.