La storia di Flash Art in 10 tappe: mentre Politi riceve la Laurea Honoris Causa a Macerata

La rivista Flash Art in dieci tappe. L’editore Giancarlo Politi racconta la storia di Flash Art. Mentre l’Accademia di Belle Arti di Macerata gli conferisce la Laurea Honoris Causa.

Not Afraid of Love - Maurizio Cattelan, La Monnaie. La nona ora ©Silvia Neri
Not Afraid of Love – Maurizio Cattelan, La Monnaie. La nona ora ©Silvia Neri

Milano, via Carlo Farini, 68: è la sede italiana del periodico Flash Art, una delle maggiori riviste internazionali di arte contemporanea, la prima a nascere in Italia. Giancarlo Politi è l’ideatore ed editore del periodico che ha incantato anche la Cina. Progetto portato avanti con la moglie Helena e la figlia Gea che attualmente guida la redazione del giornale fondato nel 1967 (lo scorso anno ha festeggiato 50 anni, mentre quest’anno ricorrono i 40 anni della versione International). Domani, 9 febbraio 2018, sarà conferita a Giancarlo Politi la Laurea Honoris Causa presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata La cerimonia si terrà negli spazi dell’Aula delle Lauree Josef Svoboda, con la Laudatio della storica dell’arte Laura Cherubini. Abbiamo incontrato Politi e abbiamo ripercorso con lui la storia del magazine in 10 tappe.

A cura di Alice Celeste, Valentina Bazzoli, Elena Giorgini, Mara Trementozzi.. L’articolo è una esercitazione del corso di “Arte e Web” alla Facoltà di Arti e Turismo dell’Università IULM di Milano.

1. LA NASCITA DELLA RIVISTA

Il numero con la ristampa della prima copertina N° 335 2017

È il 1967, siamo a Roma. Emerge sempre di più la necessità di avere un’informazione veloce sul mondo dell’arte. Così Giancarlo Politi crea la sua rivista di arte contemporanea, la prima. “Ero un insegnante”, racconta, “ma ho lasciato tutto. Mi sono licenziato e buttato a capofitto in questa scommessa”. Così è iniziata l’avventura di Flash Art, un tabloid con la funzione di far conoscere l’arte contemporanea al mondo. “Volevo fare un’informazione veloce, flash, una piattaforma accessibile a tutti”. “Inizialmente è stato faticoso. La rivista viveva solo delle sue vendite e la pubblicità non esisteva quasi. Alla fine però è diventata un punto di riferimento per artisti e critici, che hanno apprezzato il format e hanno iniziato a cercarmi”.

2. DA ROMA A MILANO

Roma

 

Roma è la città più bella del mondo”, così esordisce Giancarlo quando gli chiediamo perché sposta la sede della rivista dalla capitale culturale alla capitale economica d’Italia, Milano. “A Roma ci si siede a tavola a mezzogiorno e ci si alza alle quattro, non si poteva lavorare così”. Politi quindi decide di spostarsi nel capoluogo lombardo, città che già frequentava e che considera la “porta per l’Europa”. Una realtà cosmopolita, frequentata da artisti che si sarebbero rivelati importanti, come Fontana e Manzoni. Un luogo dove sarebbe stato possibile avviare un progetto che si proponeva di superare i confini nazionali, gettando le basi per la nascita di “Flash Art International”. “Così un giorno, mi sono svegliato, ho preso la macchina e sono arrivato qui”.

3. FLASH ART INTERNATIONAL

N° 271 mar. apr. 2010

Flash Art comunica fin da subito sia in italiano che in inglese. Nel 1977 Politi e la moglie Helena Kontova decidono di scindere la rivista in due edizioni separate: Flash Art Italia e Flash Art International. New York, tra gli anni ‘60 e ‘70, è il centro dell’arte contemporanea, per questo gli artisti sentono la necessità di un confronto con il panorama internazionale. “In quel periodo, l’arte italiana era ancora molto legata all’accademia  ed è proprio con la rivista che il panorama contemporaneo italiano inizia a respirare una ventata di freschezza. I lettori internazionali, invece, restano più interessati al proprio sistema dell’arte”. Flash Art International, maggiormente apprezzata sia dai lettori che dallo stesso fondatore, presenta un campo d’azione geograficamente molto più dilatato: dal Giappone agli Stati Uniti, dall’Europa alla Cina. 

4. KOONS E CATTELAN

Jeff Koons ritratto al Whitney Museum di New York con il Balloon Dog

Andammo a vedere una mostra di Jeff Koons a New york, che molti ignorarono e nessuno recensì. Mi piacque molto e così gli facemmo un’intervista per la quale l’artista venne a Milano. Gli dedicammo anche la copertina”. Così nasce il legame tra Politi e l’artista kitsch per eccellenza. “È l’uomo più intelligente che abbia mai conosciuto”. Qui il creatore di Flash Art ci svela come il ruolo dell’artista cambi nel panorama contemporaneo: infatti non deve più essere solo bravo, ma anche intelligente, deve capire la strategia da usare, in quali gallerie esporre e chi frequentare. Quanto all’Italia, è Maurizio Cattelan che conquista la scena degli anni Novanta. All’artista padovano, Flash Art dedica dodici copertine, tra le quali due spiccano: “Strategie”, un castello di carte realizzato con circa 500 copie dei numeri precedenti della rivista di Giancarlo Politi e “Untitled – I.N.R.I.”, che raffigura un cavallo morto con un bastone conficcato nel corpo con la scritta INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum), realizzata appositamente per apparire sulla rivista di arte contemporanea.

5. LE COPERTINE

Damien Hirst N° 265 ago.sett. 2007

Flash Art è diventato negli anni un “must” per gli artisti di arte contemporanea. Se da una parte, infatti, Giancarlo Politi ritiene che solo parlandone un’opera acquista valore e significato agli occhi del pubblico, dall’altra è la presenza in copertina a consacrarne la massima attenzione e curiosità non solo da parte della stretta cerchia degli addetti ai lavori.

6. LA RIVISTA CECA

Not Afraid of Love – Maurizio Cattelan, La Monnaie. La nona ora ©Silvia Neri

Abbiamo pubblicato molte edizioni di Flash Art, in svariate lingue. Mi raccontava qualcuno che in Cina si passavano un’unica copia di Flash Art per mesi. Era l’unico momento di informazione che arrivava dall’estero. Attualmente abbiamo una rivista che invece va molto bene, si chiama Flash Art Czech & Slovak Editon”. Helena Kontova spiega che la particolarità della rivista è che viene pubblicata in duplice lingua, così i cechi possono leggere in slovacco e gli slovacchi in ceco. Il periodico ha ottenuto anche il supporto dei Ministeri della Cultura sia di Praga che di Bratislava. Politi ci rivela anche un lato della sua vita personale. “Mi chiedete qual è stato il momento più bello di questi cinquanta anni? È stato quando ho incontrato Helena e ci siamo sposati a Praga, momento clou della mia vita personale”.

7. BIENNALE DI PRAGA

Biennale di Praga 9

L’intraprendenza del team Flash Art si spinge ben oltre i confini prettamente editoriali. Nel 2003 propone la Biennale di Praga, “Una delle esperienze più stimolanti degli ultimi anni”. La prima edizione, dal significativo titolo “Peripheries become center”, ha luogo dal 26 giugno al 24 agosto 2003 alla Galleria Nazionale di Praga – Il Palazzo delle Fiere (Veletržní palác). Già dalla prima edizione il taglio della Biennale si caratterizza per la visione accattivante del periodico italiano, improntato alla contemporaneità. Vengono analizzati, con occhio critico, i temi più scottanti del periodo.  Flash art continua ad abbracciare i progetti artistici e culturali di cui la Biennale si occupa. Ogni due anni, infatti, troviamo in prima linea Helena Kontova a dirigerne l’allestimento.

8. GLI OSTACOLI

Biennale di Praga

La rivista, nei primi anni della sua vita, ha dovuto affrontare alcuni problemi finanziari, ma grazie alla tenacia del suo ideatore si è fatta strada nel panorama editoriale, diventando una delle maggiori pubblicazioni di arte contemporanea nel mondo. Non sono stati pochi gli ostacoli che ha dovuto affrontare: “All’inizio la rivista vivacchiava grazie all’aiuto di amici, di qualche mecenate e soprattutto con la mia energia. Sembravo un pazzo! Andavo in giro a raccogliere pubblicità, a cercare finanziatori, ci credevo davvero. Dalla fine degli anni ‘70 in poi è stato un crescendo di successo”.  Le vere difficoltà sono subentrate successivamente, negli anni Duemila. La crisi economica dell’arte porta le gallerie a diminuire l’uso della pubblicità e di questo le riviste ne risentono.

9. DAL CARTACEO AL DIGITALE

Giancarlo Politi ph. Piotr Niepsuj

 

L’avvento di Internet, nei primi anni del 2000, ha determinato un necessario adeguamento al progredire dei tempi. “Il passaggio dal cartaceo al digitale” spiega Politi, “è stato necessario”.  L’edizione cartacea all’inizio del secolo veniva acquistata sempre meno. Pertanto, anche grazie all’aiuto della figlia Gea, in grado di avere uno sguardo critico maggiormente in linea con le richieste del progresso contemporaneo, è stato creato il format digitale.

10. DI PADRE IN FIGLIA

Flash Art International N° 317 50 anni 2017

 

Una sfida quella di cinquant’anni quando parte la scommessa di Flash Art. Un’intuizione nel corso degli anni, con l’apertura internazionale. Un ostacolo da superare, quello dell’avvento della digitalizzazione e delle nuove forme di comunicazione, di fronte al quale Giancarlo Politi non vuole nascondere i suoi limiti: “Ritengo che l’arte contemporanea debba essere vista e seguita in diretta da gente contemporanea. Oggi è un mondo che non mi appartiene più”.  Da qui la sua volontà di lasciare il comando della sua “creatura” alla figlia Gea, che con il suo team di giovani giornalisti guida oggi il periodico.

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