“Quando combini l’Opera House, il Museo Munch con le opere iconiche di Edvard Munch, la Biblioteca Deichman e Oslobukta, catturi l’essenza stessa dell’Oslo moderna: arte, architettura e letteratura. Oslobukta, composto dai quattro distretti: Munch Brygge, Sørenga, Bispevika e Barcode, riunisce lo shopping, la gastronomia e la vita quotidiana della città, il tutto in un unico quartiere indimenticabile da scoprire girandolo a piedi. È un luogo che accoglie tutti: amanti del cibo, fashionisti, appassionati di design, amanti della cultura e chiunque abbia voglia di sperimentare il ritmo autentico di Oslo“: così Caroline Krefting, direttore dello sviluppo e degli investimenti della società immobiliare Carucel Eiendom, racconta Oslobukta.
La storia della città di Oslo
La vita sociale ed economica di Oslo ha sempre visto il fiordo come parte integrante e centrale della quotidianità. Oslo, infatti, nasce sul fiordo nel 1048 quando Harald Hardråde fondò la città che divenne un importante centro religioso e commerciale confermato poi, nel 1299, dalla sua nomina a capitale, da parte di Haakon V. Dopo un devastante incendio nel 1624, il re Cristiano IV di Danimarca ricostruì la città più vicino alla Fortezza di Akershus cambiandone il nome in Christiania (poi Kristiania), ma mantenendo il suo legame col fiordo. Con lo scioglimento dell’unione con la Danimarca (1814) e successivamente con la Svezia (1905), la città tornò a essere la capitale della Norvegia indipendente e nel 1925 riprese ufficialmente il nome di Oslo dopo che l’antico villaggio, che fu ribattezzato Gamlebyen (ossia città vecchia), fu unito amministrativamente alla capitale.

Oslobukta e il rapporto della città con il mare
Il lungomare su cui si affacciava la Oslo primigenia nel corso dei secoli è passato da essere un porto medievale poi uno scalo industriale e infine un trafficato tratto di tangenziale. Oggi, quello stesso lungomare è stato reinventato come una delle destinazioni culturali più stimolanti d’Europa. Al suo centro c’è Oslobukta, il quartiere più nuovo della città, a pochi passi dall’iconica Oslo Opera House, dal famoso Edvard Munch Museum e dalla Deichman Library che, aperta il 12 gennaio 1785, è la prima e più grande libreria della Norvegia. Il quartiere ha trasformato un sito storico in un vivace luogo di incontro, dove il passato e il presente convergono attraverso il cibo, il design e la vita di comunità.
Frequentare Oslobukta
Soprannominata la “piccola Venezia” di Oslo perché è attraversata dai canali che, oltre a caratterizzare Oslobukta sono perfetti per sport come il kayak o la canoa ma anche per praticare una delle attività preferite dei local, ovvero sauna e tuffo al calar del sole nella fredda acqua del fiordo, il famoso afternoon dip. Qui c’è Sukkerbiten, il più grande stabilimento di saune galleggianti della Norvegia, forse del mondo, dove ogni sauna ha il proprio stile architettonico, dimensione e differente colore e tutte vantano una impagabile vista sul Teatro dell’Opera e il Museo Munch.

Il quartiere tra arte, shopping e cibo
Per gli amanti dell’arte passeggiare per Oslobukta crea un continuum con l’esperienza della visita alle vicine mete culturali grazie alle molteplici gallerie del lungomare. Fra le più interessanti, a Bispevika c’è QSPA, The Queen Sonja Print Award, uno spazio creativo creato dalla regina Sonja per giovani artisti. La galleria ospita anche alcune opere d’arte della Regina. Sempre a Bispevika c’è VI, VII, una galleria di arte contemporanea specializzata in opere d’arte internazionali che rappresenta artisti come il norvegese Bjarne Melgaard e i newyorkesi Landon Metz ed Eva LeWitt.
Per lo shopping Operagata è il luogo per la moda norvegese con negozi di nicchia unici. Lungo questo viale si trovano, fra gli altri, Holzweiler Platz, il quinto negozio di Holzweiler, uno dei marchi di moda di maggior successo della Norvegia, che comprende un concept store e un ristorante (Café Platz); Thune Jewelry & Watches, una delle aziende leader norvegesi nel settore della gioielleria e dell’orologeria fondata nel 1857 e Norwegian Rain & T-Michael, il primo realizza una versione sartoriale di capispalla impermeabili ispirata alla sensibilità giapponese e alla vita nella città più piovosa d’Europa: Bergen mentre T-Michael ha un approccio concettuale alla sartoria maschile.
In un quartiere come Oslobukta non poteva mancare l’offerta food. La varietà è tale che l’Aftenposten, il più importante giornale di Oslo, lo ha definito la “nuova mecca del cibo“ della città. Si va dallo street-food ai ristoranti stellati, dalle pizzerie ai bar passando per i locali etnici e veg, le bakery, le pasticcerie, le hamburgherie, le gelaterie, i caffè e i cocktail bar.
Alessandra Iannello
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