L’annuncio arriva via social, con il tono enfatico che da sempre accompagna la narrazione familiare Trump: è infatti Eric il terzo figlio del presidente degli Stati Uniti d’America a presentare al pubblico il progetto della futura Biblioteca e Fondazione dedicate a Donald J. Trump, destinata a sorgere sul waterfront di Miami, in Florida. “Sei mesi di lavoro anima e corpo”, scrive il giovane imprenditore statunitense, accompagnando il messaggio con un video inedito che anticipa forme e ambizioni di quello che viene definito un “punto di riferimento duraturo di un uomo straordinario”.
🚨 FIRST LOOK: The Donald J. Trump Presidential Library is officially here.
— Eric Trump (@EricTrump) March 31, 2026
Over the past six months, I have poured my heart and soul into this project with my incredible team at @Trump.
This landmark on the water in Miami, Florida will stand as a lasting testament to an… pic.twitter.com/azV1hx0HG2
Annunciata l’apertura della Biblioteca e la Fondazione di Donald J. Trump a Miami
Il rendering del complesso restituisce un’architettura monumentale e fortemente simbolica, dove il dispositivo espositivo si intreccia con una precisa strategia narrativa: quella della celebrazione del Presidente e della sua famiglia. Nella grande hall al piano terra campeggerà una riproduzione dell’Air Force One, collocata come fulcro scenografico dell’intero percorso. Attorno a questo si svilupperanno ambienti espositivi, una vasta sala conferenze, sale per ricevimenti e una serie di spazi pensati per eventi e attività istituzionali, immersi in un sistema di aree verdi.
La Biblioteca presidenziale di Donad J. Trump in America
Più che una biblioteca nel senso canonico, il progetto sembra configurarsi come una macchina di autorappresentazione, dove la dimensione archivistica convive – e forse cede il passo – a quella esperienziale. Il video diffuso insiste sulla spettacolarità degli spazi e sulla loro funzione, delineando un ambiente in cui il visitatore è chiamato a partecipare a una narrazione costruita attorno alla figura del Presidente, tra impresa, politica e mito personale.
Contribuire al progetto attraverso delle donazioni
Non secondario è l’aspetto economico e istituzionale. Sul sito della Fondazione è già attiva la possibilità di effettuare donazioni, aperte a individui, aziende e organizzazioni, con un linguaggio che richiama trasparenza e conformità normativa: i contributi, si legge, “devono rispettare leggi e regolamenti e possono essere soggetti a revisione, mentre l’ente si riserva il diritto di rifiutare fondi non in linea con le proprie politiche”, sebbene queste politiche non siano ben esplicitate. In questa prospettiva, la futura Biblioteca e Fondazione Trump si inserisce nella tradizione delle presidential library statunitensi, ma ne estremizza i tratti, trasformando la memoria in esperienza e l’eredità politica in brand architettonico.
Valentina Muzi
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