Nel 2023 inaugurerà a Charleston un grande museo sulla cultura afroamericana

Aprirà nel gennaio 2023, in South Carolina, l’International African American Museum, dedicato alle radici degli schiavi africani deportati in America, ma anche al cammino sulla strada della conquista dei diritti civili. Un museo d’arte e di coscienza civile, sorto in una città simbolo dello schiavismo

Dopo oltre 20 anni di progettazione e di cantiere, l’International African American Museum aprirà i battenti il 21 gennaio 2023. Si tratta di un’istituzione molto attesa dalla comunità afroamericana che si installa in una delle città simbolo della storia dello schiavismo: Charleston, infatti, era il porto commerciale più attivo per il mercato degli schiavi deportati dall’Africa, e il Museo sorge proprio in corrispondenza dell’antico molo dove attraccavano le famigerate navi negriere, il Gadsden’s Wharf sul fiume Cooper. Come spiega la Presidente e CEO, Tonya M. Matthews, il Museo “riguarda milioni di africani catturati e costretti ad attraversare l’Atlantico in un viaggio estenuante e disumano, e che sono arrivati ​​ a Charleston, come in altri porti della costa atlantica americana. Il loro lavoro, la loro resistenza, il loro ingegno e quello dei loro discendenti hanno plasmato ogni aspetto del nostro mondo”.

Il cantiere del Museo. Courtesy International African American Museum

Il cantiere del Museo. Courtesy International African American Museum

L’INTERNATIONAL AFRICAN AMERICAN MUSEUM A CHARLESTON. IL PROGETTO

Scopo precipuo del Museo è indagare la formazione della cultura afroamericana a partire dalla schiavitù nei campi di cotone, passando per le battaglie sui diritti civili e l’affermazione di artisti intellettuali neri, nella Carolina del Sud, negli Stati Uniti e in tutta la diaspora africana. Il Museo consta di un edificio a un piano rialzato su colonne, circondato dall’African Ancestors Memorial Garden, un grande giardino con un’enorme fontana a sfioro sul bordo del molo, piantumato con alberi della flora africana e che ospiterà anche installazioni artistiche. Harry Cobb, capo architetto dello studio Pei Cobb Freed & Partners ha definito l’edificio “un’opera architettonica volutamente non retorica che afferma silenziosamente il potere del luogo, poiché protegge e incornicia un’opera d’arte del paesaggio riccamente articolata”.

Una pubblicazione dedicata a Bessie Coleman, la prima donna nera negli USA a possedere una licenza di volo. Courtesy International African American Museum

Una pubblicazione dedicata a Bessie Coleman, la prima donna nera negli USA a possedere una licenza di volo. Courtesy International African American Museum

L’INTERNATIONAL AFRICAN AMERICAN MUSEUM A CHARLESTON. LE COLLEZIONI

La collezione permanente comprende oggetti che appartennero agli schiavi, ma anche libri e documenti che ripercorrono la storia dell’emancipazione nera e della conquista dei diritti civili, una strada non ancora purtroppo conclusa. Fra i pezzi più significativi della collezione, una copia firmata della prima edizione di Up from Slavery, di Booker T. Washington. La collezione sarà affiancata da un programma di mostre d’arte temporanee, con laboratori e seminari per il pubblico. All’interno del Museo funzionerà anche il Center for Family History, importante strumento per lo studio e la ricostruzione della genealogia delle famiglie afroamericane, che potranno così risalire alle proprie radici in Africa grazie alle ricerche che svolgerà il personale interno, utilizzando il patrimonio documentale del Museo e svolgendo indagini negli archivi africani. È in fase di sviluppo anche un programma di attività espressamente dedicato alle scuole, perché è soprattutto nelle giovani generazioni che è necessario costruire la coscienza delle proprie radici; e per chi invece è bianco, è importante superare i vergognosi pregiudizi razziali che ancora, purtroppo, esistono negli Stati Uniti.

– Niccolò Lucarelli

https://iaamuseum.org/

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Niccolò Lucarelli

Niccolò Lucarelli

Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.

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