La marionetta Amal, protagonista di un lungo viaggio attraverso l’Europa, è giunta a Bruxelles. Per ricordarci il dramma dei minori costretti a migrare da soli

The Walk, il più lungo festival itinerante mai realizzato, è da poco passato per Bruxelles.
Il gigante buono Amal, una marionetta alta 3 metri e mezzo, ha camminato lo scorso 6 ottobre insieme a una folla di bambini festanti da piazza la Monnie, nel centro della capitale europea, fino all’ex mattatoio di Anderlecht, oggi spazio culturale di primaria importanza.
Da mesi la Piccola Amal attraversa le strade d’Europa per ricordarci il dramma dei migranti bambini, soli di fronte al mondo.
Il colossale progetto è partito lo scorso 27 luglio dalla città turca di Ganziantep con l’intento di giungere, il prossimo 2 novembre, alla sua destinazione finale, Manchester. Nel suo viaggio tra Grecia, Italia, Svizzera, Francia e Belgio, in molti, tra educatori e ONG, hanno potuto contribuire a far risuonare ancora più forte il grido dei 200mila minori non accompagnati giunti in Europa negli ultimi anni: “Non dimenticateci”.

Il PIU GRANDE FESTIVAL ITINERANTE DI SEMPRE

All’origine di questo viaggio lungo 8mila chilometri c’è l’incontro, presso la giungla di Calais, tra Amal, una bambina di 9 anni che da sola ha attraversato l’Europa dalla Siria, e i produttori di Good Chance Theatre, organizzazione nata nel 2015 allo scopo di raccontare un dramma difficilmente comprensibile attraverso collaborazioni creative tra artisti internazionali e rifugiati.
Il giorno in cui sono andata nella giungla ha cambiato la mia vita“, racconta al Guardian Tracey Seaward, una dei quattro produttori di The Walk. “In quel momento ho deciso che dovevo fare tutto il possibile per aiutare”. Tracy è produttrice dei film di Stephen Frears, anche lui partner del progetto, noto per aver prodotto la celebre serie di Netflix The Crown, per la quale ha anche vinto un Oscar.
Amir Nizar Zuabi, direttore artistico di Good Chance, non esita a mettere l’accento sull’urgenza del messaggio: “L’attenzione del mondo è altrove in questo momento, il che rende più importante che mai riaccendere la conversazione sulla crisi dei rifugiati e cambiare la narrativa che la circonda. Sì, i rifugiati hanno bisogno di cibo e coperte, ma hanno anche bisogno di dignità e di una voce”.
Ed è con questo spirito che Amal ripercorre, finalmente in compagnia, il suo lungo viaggio.
Ha persino incontrato il Papa”, dice Jack Ellis, rinomato attore britannico che marcia con noi per le vie di Bruxelles. Dopo Atene, Roma, Marsiglia, Colonia e altri 60 tra villaggi e città del continente, Amal è ora diretta a Calais, per poi incontrare l’arcivescovo di Canterbury e giungere quindi alla sua destinazione finale, il festival internazionale di Manchester.

Amal a Bruxelles
Amal a Bruxelles

AMAL A BRUXELLES

A ogni tappa dell’itinerario sono andati in scena performance ed eventi solidali gratuiti, coinvolgendo le principali realtà locali. Bruxelles è stata l’occasione per assistere a uno spettacolo supervisionato dal coreografo belga Sidi Larbi Cherchaui, attento osservatore del fenomeno migratorio, e avvicinare i cittadini all’associazione Bxlrefugees, una piattaforma solidale nata con l’obiettivo di favorire l’inserimento dei migranti nel tessuto sociale belga.
Chased, questo il nome della performance, ha avuto luogo all’ex Mattatoio di Anderlecht dando spazio a ballerini, circensi e traceur semi-professionisti. L’opera ha esplorato la dimensione mnemonica del trauma dell’Amal reale, divenuta per l’occasione simbolo di centinaia di migliaia di minori che hanno subito lo stesso destino. Perseguitata dai suoi ricordi, la bambina vede una minaccia in tutto ciò che la circonda, costretta a muoversi da una comunità all’altra senza meta.
In questo senso, lo spettacolo ha voluto elaborare le intenzioni con cui Good Chance Theatre ha attivato la sua rete internazionale: sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi migratoria e sostenere l’accesso all’istruzione per i giovani rifugiati.

UNA MARIONETTA GIGANTESCA

Alla realizzazione della Piccola Amal, come l’hanno soprannominata i suoi costruttori, ha lavorato la Handspring Puppet Company di Cape Town, nota al pubblico per aver partecipato anche alla creazione del musical War Horse, acclamato in tutto il mondo.
Com’è immaginabile, costruire un oggetto così grande e soggetto a un utilizzo così frequente è tutt’altro che facile. “La nostra fortuna è che abbiamo avuto tutto il tempo necessario per pensarla e svilupparla”, rivela James Dee, maestro burattinaio e manovratore di Amal.
In questo senso la pandemia ci è stata di grande aiuto”. James non esita a mostrarci tutti i meccanismi e trucchi che rendono Amal così umana: un complesso sistema di cavi permette infatti alla testa di ruotare sull’asse orizzontale e verticale, mentre gli occhi sono telecomandati da una batteria interna. “È la prima volta che introduciamo un elemento digitale, normalmente operiamo sempre a mano”. Il tutto è gestito da un trampoliere e burattinaio che dall’interno controlla le dinamiche del busto, delle gambe e allo stesso tempo decide la direzione da prendere osservando ciò che lo circonda dalla struttura in canne che forma il torace. Agli operatori esterni restano le braccia, controllate attraverso delle aste. “In caso di necessità aggiungiamo un’asta alla testa, Amal pesa solo 25 chili ma se c’è vento diventa impossibile da maneggiare”.
Oltre alle evidenti sfide di natura tecnica e burocratica, necessarie per la messa in campo di una manifestazione lungo tutta l’Europa, l’organizzazione deve anche affrontare l’ostilità di quanti hanno cercato di fermarli, come il partito greco ultranazionalista Alba Dorata, oggi ufficialmente riconosciuto come organizzazione criminale. “Volevano distruggerla”, ci dice James, “fortunatamente la popolazione ci ha protetto, hanno creato un cordone attorno a noi e siamo riusciti a continuare il nostro cammino”.

Leonardo Delfanti

https://www.walkwithamal.org/

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Leonardo Delfanti
Leonardo Delfanti nasce a Verona e intraprende sin da giovane una carriera come performer di danza e teatro, grazie alla quale collabora con compagnie italiane ed europee. Nel 2019 ottiene una laurea in Filosofia presso l'università di Verona e, subito dopo, si trasferisce in Grecia dove segue il master in crisis journalism presso l'università Aristotele di Salonicco. Al momento si trova in Belgio dove continua il suo Erasmus presso l'Universitè Libre di Bruxelles.