Nelle Americhe cadono ancora le statue: abbattuti il Generale Lee e Cristoforo Colombo

Una folla giubilante ha applaudito la rimozione del monumento dedicato al confederato, eretto più di 130 anni fa a Richmond, mentre a Città del Messico la controversa statua del navigatore verrà sostituita con un monumento alle donne indigene

Generale Lee
Generale Lee

L’onda lunga delle proteste per Black Lives Matter continua a colpire i simboli colonialisti e suprematisti. Dopo 131 anni la statua del generale Robert E Lee, dell’esercito confederato, non svetterà più sulla capitale della Virginia, Richmond, già centro nevralgico del commercio schiavista. La statua è stata allacciata con delle cinghie, issata e rimossa: nonostante sia un piccolo passo contro la supremazia bianca nel Sud degli States, la piccola folla radunatasi sotto il piedistallo graffitato è scoppiata in grida di gioia quando il monumento di bronzo ha toccato terra. Pochissimo prima, quasi settemila chilometri più a sud, un’altra statua veniva trascinata via con disonore: quella di Cristoforo Colombo, a Città del Messico.

Statua del Generale Lee con plinto scritto
Statua del Generale Lee con plinto scritto

LA STATUA DEL GENERALE LEE A RICHMOND

È un bel giorno per la democrazia“, ha detto un uomo nella folla riunitasi a Richmond intorno al plinto di Lee, il pugno alzato in supporto alla lotta per la sopravvivenza nera. “La Germania ha zero statue di Hitler o Rommel. Hanno imparato la lezione e noi dobbiamo imparare la nostra“. Sembra essere d’accordo il governatore della Virginia, Raplh Northam, che ha trasmesso la rimozione in streaming su Facebook e Twitter e aveva ordinato la rimozione di tre altre statue su Monument Avenue la scorsa estate. Robert E Lee è stato il più importante generale sudista nella guerra civile americana del 1861-1865, che si concluse con la vittoria dell’Unione guidata dal presidente Abramo Lincoln; eppure, nonostante la sconfitta, centinaia di statue dei confederati furono erette in diverse città del Sud, specialmente in quelle con la più grande popolazione afroamericana. Non proprio un caso. La statua di Richmond, realizzata in Francia dallo scultore Marius-Jean-Antonin Mercie ed eretta nel 1890, è alta quasi sei metri e mezzo (la più grande del generale in tutto lo stato), ed è ancora elencata nel National Register of Historic Places come capolavoro. Non è la prima statua del generale confederato a essere rimossa – quattro anni fa veniva abbattuta quella di New Orleans – e sono in molti a sperare che non sia l’ultima. Ora al posto del generale verrà posta un nuovo monumento che rappresenti davvero l’identità della città, hanno fatto sapere le istituzioni.

Statua di Colombo
Statua di Colombo

LA STATUA DI COLOMBO A CITTÀ DEL MESSICO

Poche ore prima, una grande statua di Cristoforo Colombo – piazzata nel trafficatissimo Paseo de la Reforma – veniva rimossa a Città del Messico. La figura in bronzo risalente al XIX secolo era stata spesso presa di mira dai manifestanti, che hanno denunciato il ruolo del navigatore italiano nella colonizzazione delle Americhe. Ora la statua, che era già stata rimossa per un restauro lo scorso anno e che molti avevano auspicato non tornasse, sarà sostituita con un memoriale dello scultore messicano Pedro Reyes in onore delle donne indigene, ha annunciato la sindaca della città Claudia Sheinbaum Pardo. Non si sa più di così, ma giorni prima, in occasione della Giornata internazionale della donna indigena, la sindaca aveva affermato che il nuovo monumento onorerà le donne influenti nella storia messicana.

– Giulia Giaume

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.