Arte pubblica: Londra avvia un processo in chiave Black Lives Matter per sostituire le statue

Sull’onda lunga delle proteste per Black Lives Matter, il sindaco di Londra Sadiq Khan ha istituito il gruppo per rappresentare meglio la popolazione della capitale e riaprire un dibattito sano

Londra avvia un processo in chiave Black Lives Matter per sostituire le statue
Londra avvia un processo in chiave Black Lives Matter per sostituire le statue

L’abbattimento della statua di Colston a Bristol è stato un punto di svolta, soprattutto dopo la scultura di una donna nera messa al suo posto da Marc Quinn: ha rinvigorito l’idea che l’arte pubblica abbia un significato. Vedo le bambine nere guardarla e mi chiedo come avrebbe ispirato anche me, se l’avessi vista da piccola”: con queste parole la storica dell’arte e gallerista 27enne Aindrea Emelife ha commentato l’istituzione di una nuova commissione per i landmark a Londra, di cui farà parte. Nato su idea del sindaco della capitale inglese, Sadiq Khan, il gruppo è formato da 15 studiosi e attivisti, e vuole affrontare il significato delle dediche di statue e strade per “dare speranza” ai giovani membri della società. Il primo cittadino aveva annunciato la decisione di voler creare una commissione pochi dopo la demolizione della statua dello schiavista l’estate scorsa, sull’onda delle proteste per Black Lives Matter in tutto il Paese.

Sadiq Khan, sindaco di Londra
Sadiq Khan, sindaco di Londra

ARTE PUBBLICA A LONDRA

L’inclusione inizia dalla commissione, tra i cui membri, insieme a Emelife, afroinglese, compaiono l’attore britannico di origini pakistane Riz Ahmed, il fondatore di QueerBible Jack Guinness, il capo di City Sikhs Jasvir Singh e l’attivista e filmmaker anglonigeriano Toyin Agbetu, fondatore dell’organizzazione pan-africana per i diritti umani Ligali. “Durante tutta la mia vita da curatrice, scrittrice e storica dell’arte, e da giovane donna nera”, ha detto Emelife al Guardian, “mi sono spesso ritrovata in ambienti con ben poca diversità”. Il nuovo approccio vuole superare questa prospettiva, portando le esperienze e la visione delle minoranze inglesi nella vita pubblica e stimolando l’edificazione di nuove statue invece del loro abbattimento. “Mi sono chiesta: se ci fossero più opere pubbliche che riflettessero davvero Londra, e tutto il suo brodo di culture, prospettive e idee, quanto sarebbe diversa? Questo può ispirare un cambiamento nella società, nel modo in cui vediamo le persone di colore, i membri della comunità LGBTQIA+ o le persone con disabilità? Dopo l’anno che abbiamo passato, abbiamo bisogno di qualcosa che scateni il dibattito e la gioia”, ha ribadito Emelife.

Emelife
Emelife

NUOVE PROSPETTIVE

Il sindaco aveva già commissionato una statua della leader suffragista Millicent Garrett Fawcett in Parliament Square e ha promesso il suo sostegno per una serie di nuovi memoriali nella capitale, tra cui uno dedicato al teenager nero Stephen Lawrence, assassinato nel 1993, alla generazione Windrush, arrivata in Inghilterra tra il 1948 e il 1971, oltre all’edificazione di un museo nazionale della schiavitù e di un memoriale di guerra per le vittime sikh. Ora la nuova commissione, co-presieduta dalle vice-sindache per l’integrazione e la cultura, rispettivamente Debbie Weekes-Bernard e Justine Simons, prenderà così in carico la ridiscussione delle eredità londinesi da celebrare, segnalando con delle raccomandazioni come ristabilire un equilibrio nella rappresentazione pubblica. Questa lavorerà a fianco del Borough Working Group, compost da consigli locali, e di un Partners Board, composto da gruppi che si occupano di arte, patrimonio, volontariato, diversità e sfera pubblica. “Per troppo tempo troppi londinesi si sono sentiti non rappresentati dalle statue, dai nomi delle strade e dai nomi degli edifici tutt’intorno, ed è importante che facciamo il possibile per proteggere la nostra ricchezza e diversità”, ha sottolineato Khan, ricordando come “ogni membro porta con sé grandi intuizioni e conoscenze che aiuteranno a migliorare la rappresentazione del nostro panorama pubblico”.

Giulia Giaume

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.