L’impatto della pandemia sui musei dell’America Latina. Uno studio dallo IULM di Milano

Gli studenti del corso, divisi in piccole redazioni, sono stati invitati a compiere una ricerca approfondita sullo stato di digitalizzazione del settore culturale di una specifica area geografica. In seguito, ciascun gruppo ha realizzato un magazine per illustrare i risultati dell’indagine. Prof. Vincenzo Trione. Coordinamento di Camilla Balbi, Anna Calise, Anna Cuomo, Vincenzo Di Rosa, […]

La facciata del Museo LARCO di Lima
La facciata del Museo LARCO di Lima

Gli studenti del corso, divisi in piccole redazioni, sono stati invitati a compiere una ricerca approfondita sullo stato di digitalizzazione del settore culturale di una specifica area geografica. In seguito, ciascun gruppo ha realizzato un magazine per illustrare i risultati dell’indagine. Prof. Vincenzo Trione. Coordinamento di Camilla Balbi, Anna Calise, Anna Cuomo, Vincenzo Di Rosa, Margherita Fontana, Alessandra Sturiano. Il testo è a cura di Viola Tagliabue, Alessandra Barbera, Clarissa Cecchini, Annalisa Moretto e Angela Paolucci.

Copertina magazine ContArte
Copertina magazine ContArte

CONTARTE: IL PUNTO SU AMERICA LATINA E CARAIBI

ContArte in spagnolo significa letteralmente “raccontarti”, è proprio questo il fulcro dell’iniziativa del magazine. Quest’ultimo desidera proporre ai lettori e alle lettrici le storie di realtà culturali apparentemente lontane, provenienti dall’America Latina e dai Caraibi, che durante la pandemia di Covid-19 hanno trovato un modo per superare le distanze e le limitazioni tra esseri umani, comunità e culture, a cui tutto il mondo è stato costretto ad adeguarsi. Lo scopo di ContArte è quello di enumerare alcune delle soluzioni che musei, istituzioni culturali, enti e associazioni hanno adottato per portare avanti le loro offerte culturali, anche in questi tempi difficili.

Crescita degli utenti internet per zona
Crescita degli utenti internet per zona

 

LA DIGITALIZZAZIONE IN AMERICA LATINA E CARAIBI ATTRAVERSO I NUMERI 

Nel 2018 la Commissione economica per l’America Latina e i Caraibi ECLAC ha dichiarato che la percentuale di popolazione dell’America Latina e dei Caraibi che usa internet è raddoppiata rispetto al 2010, raggiungendo il 68% della popolazione totale. All’interno di questo bilancio, il Centro America registra un incremento del +4,7%, il Sud America del +5,3% e i Caraibi del +4,3%. Nonostante questi dati sembrino scoraggianti, il Centro-Sud America ha raddoppiato il numero di persone connesse ad Internet nel 2020. Alcuni sviluppi tecnologici provengono anche dall’ambito museale. L’UNESCO spiega che nel centro-sud America sono presenti 8077 musei, ovvero l’8,5% dei musei del mondo, e che il 99,9% di questi ha dovuto chiudere temporaneamente a causa del virus. Gli spazi museali di 18 Stati sui 33 facenti parte della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) hanno messo in atto buone pratiche in direzione della digitalizzazione durante la pandemia. Dall’inizio della pandemia di Covid, l’America Latina e i Caraibi hanno ospitato 226 attività̀ culturali sviluppate online, ovvero il 27,4% di quelle realizzate su scala mondiale. Tale informazione ci dice che i Caraibi e l’America Latina detengono il record per il territorio con la più̀ alta attività̀ culturale digitale al mondo.

EU-LAC MUSEUMS, PER UNA CULTURA INCLUSIVA E SOSTENIBILE 

EU-LAC Museums è un progetto finanziato dall’Unione Europea con Horizon2020. Ideato sotto gli auspici di ICOM, portato avanti dal 2016-2020. Il progetto ha visto la collaborazione di sette istituzioni culturali europee e centro-sudamericane messe in dialogo con le comunità locali su tematiche sociali ed economiche, quali tecnologia, educazione museale, coesione e inclusione sociale. I 135 laboratori hanno coinvolto 28.000 persone, favorendo l’incontro generazionale e tra popoli diversi. Tra i vari progetti realizzati per la digitalizzazione si ricorda la scansione 3D di reperti archeologici, la creazione di tour virtuali a 360º, la mappatura di siti culturali e la creazione di video e foto sferiche. Le comunità partecipanti, oltre allo scambio di conoscenze, storie, capacità e know-how, hanno dato il loro contributo alla creazione di un Virtual Museum. Quest’ultimo raccoglie pagine informative, racconti audio e video. Il contributo volontario di persone appartenenti alla collettività consente la costante implementazione dei contenuti, anche dopo la conclusione del progetto.

La facciata del Museo LARCO di Lima
La facciata del Museo LARCO di Lima

IL MUSEO LARCO IN LIMA

Il Museo LARCO di Lima (Perù) è un antesignano nella digitalizzazione delle sue collezioni di arte precolombiana: l’istituzione, infatti è stata tra le prime in America Latina a rendersi accessibile al pubblico tramite una transizione digitale. Già̀ nel 2001, grazie al supporto fondamentale di Fundaciòn Telefònica, il museo ha cominciato il percorso di catalogazione elettronica delle sue opere e oggi può̀ vantare la presenza online di tutte le sue collezioni, visitabili sin dal 2007. Le modalità̀ di visita sono diverse: partendo da quella più dinamica, ovvero il tour virtuale a 360°, con contenuti ad alta definizione, sino a quella più tradizionale, che si svolge sfogliando il grande catalogo online, che offre materiali in alta definizione corredati da spiegazioni e approfondimenti sia in lingua spagnola, che in lingua inglese.

La riapertura del Museo Amparo di Puebla
La riapertura del Museo Amparo di Puebla

IL MESSICO IN TEMPO DI COVID-19: IL MUSEO AMPARO E LA DIGITALIZZAZIONE MUSEALE

Durante la pandemia il Museo Amparo di Puebla è stato uno delle istituzioni private sudamericane che ha avuto la possibilità di continuare la propria attività digitalmente. Tramite l’iniziativa Sala de Espera: Segunda Temporada è stato immortalato il processo creativo di 24 artisti, attivi in diverse discipline, avvenuto durante la fase di isolamento sociale. Instaurando un dialogo visivo-uditivo con il pubblico, il progetto ha permesso di generare riflessioni tramite differenti punti di vista. Ciò nonostante, lo stesso direttore del museo, Ramiro Martinez Estrada, ha sottolineato quanto il museo abbia trovato difficoltà nel raggiungere un’ampia fascia della popolazione, poiché la maggior parte delle comunità che circondano l’istituzione museale ha difficilmente accesso ad Internet. Questa problematica si è rivelata rilevante e decisiva, non solo dal punto di vista culturale, ma anche sul piano della politica pubblica a finalità sociale.

IL PANORAMA DELLA DIGITALIZZAZIONE MUSEALE BRASILIANA: IL MUSEO DA PESSOA

Il Brasile è il Paese con il maggior numero di musei dell’America Latina che già prima della diffusione del Covid aveva il più elevato livello di digitalizzazione dei contenuti culturali. Nell’ampio panorama culturale spicca il Museo da Pessoa, totalmente virtuale e collaborativo, simile ad un archivio digitale, dedicato alle persone e alle loro storie di vita. Nato come realtà fisica nel 1991 a San Paolo, nel ‘97 approda al digitale con l’intenzione di raccogliere un maggior numero di narrazioni, attraverso la Tecnologia Social de Memoria attiva dal 2009. L’obiettivo è quello di creare un museo di vita a portata di mano e fare in modo che le storie diventino un antidoto contro l’intolleranza. L’esperienza ha un chiaro intento didattico e sociale e viene fornita gratuitamente ad una comunità potenzialmente mondiale. L’importanza del sito, estremamente interattivo, è sicuramente emblematica di questa tipologia di museo, anche se i contenuti sono disponibili solo in lingua portoghese.

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