Nel New Jersey apre l’Harriet Tubman Museum per raccontare la storia della comunità nera

Aperto nel settembre 2020, ma subito richiuso a causa della pandemia, l’Harriet Tubman Museum inizia di fatto la sua attività a partire dalla prossima primavera. È intitolato a colei che nel 1849 fuggì dalla schiavitù per lottare a favore dei diritti delle persone di colore

L’Harriett Tubman Museum. Courtesy Harriett Tubman Museum
L’Harriett Tubman Museum. Courtesy Harriett Tubman Museum

Il nuovo Harriet Tubman Museum, che sorge a Cape May, in una ex casa parrocchiale del XIX secolo precedentemente associata all’adiacente chiesa battista, racconta come anche il New Jersey non sia stato immune dalla piaga della schiavitù. Dai suoi documenti si potrà ricostruire e apprendere una storia di sfruttamenti e ingiustizie, di cui purtroppo ancora oggi si avverte l’eco. Da qui deriva l’importanza di musei con percorsi simili negli Stati Uniti.

HARRIET TUBMAN MUSEUM: PAROLA ALLA DIRETTRICE 

“Questo museo è il culmine di un incredibile sforzo della comunità per preservare, esplorare e celebrare la storia della nostra comunità, e in particolare quella della comunità afroamericana di Cape May”, ha spiegato la direttrice Cynthia Mullock.Siamo impazienti di aprire il museo ai visitatori, ma siamo altrettanto entusiasti di lavorare con persone e aule digitali in tutto il mondo, con tour ed eventi virtuali”. Il Museo, inoltre, sorge in un isolato che gli attivisti anti-schiavitù di Cape May avevano eletto come loro zona di ritrovo: Lafayette Street e Franklin Street ospitarono infatti un centro di attività abolizionista a partire dal 1846.

L’Harriett Tubman Museum. Courtesy Harriett Tubman Museum
L’Harriett Tubman Museum. Courtesy Harriett Tubman Museum

HARRIET TUBMAN EROINA DEI DIRITTI DEI NERI E DELLE DONNE 

Nel 1830, il New Jersey ospitava più di due terzi dell’intera popolazione di schiavi del Nord, la maggior parte dei quali nella cittadina di Bergen. L’economia locale prosperò proprio grazie ai braccianti neri sfruttati che lavoravano nelle piantagioni, nelle piccole fattorie, nelle officine urbane e, soprattutto, nei suoi porti. La Commissione storica del New Jersey afferma che Harriet Tubman trascorse diverse estati vivendo a Cape May all’inizio del 1850, lavorando come cuoca e domestica per aiutare a finanziare le sue missioni per guidare le persone schiavizzate verso la libertà. Figlia di schiavi, Tubman fuggì nel 1849 dallo Stato del Maryland, e da allora, vivendo in semiclandestinità, si batté per aiutare altri schiavi a riguadagnare la libertà. Allo scoppio della Guerra di Secessione si unì alle truppe nordiste prestando servizio come infermiera volontaria. Abolite, almeno sulla carta, la schiavitù e la discriminazione, Tubman continuò a battersi per il suffragio femminile, al fianco di Susan B. Anthony e di Emily Howland. Non vide la fine di quella lotta, poiché morì nel 1913, sette anni prima della concessione del diritto di voto alle donne da parte del governo USA, una vittoria che fu anche sua. 

Niccolò Lucarelli 

https://www.harriettubmanmuseum.org/

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.