Resta allestita fino ai primi giorni di gennaio l’antologica che l’IMMA di Dublino dedica all’artista portoghese Paula Rego. Una antologica che prende le mosse dai collage politici degli Anni Sessanta e arriva fino alla campagna sull’aborto del 2008.

La carica creativa dell’artista portoghese Paula Rego (Lisbona, 1935) arriva nelle sale dell’IMMA, l’Irish Museum of Modern Art di Dublino, per la mostra Obedience and Defiance a cura di Catherine Lampert.
L’antologica, che raccoglie più di 80 lavori, tra cui molti mai esposti prima, si concentra sui temi principali della produzione di Rego, presentando alcune delle più importanti opere dell’artista, dagli Anni Sessanta ai nostri giorni.

PAULA REGO: DALLA POLITICA ALL’INTROSPEZIONE

L’esplorazione artistica di Paula Rego spazia dall’impegno politico alle incursioni introspettive, elaborando avversità e dolore. Attraverso fiabe, folklore, letteratura e attualità, tratta violenza, povertà, tirannia politica, discriminazione di genere, aborto, amore e risentimento.
Le donne, grandi protagoniste delle sue opere, sono fiere e vulnerabili, dai lineamenti duri e marcati, ma esprimono con orgoglio ogni emozione. I colori accesi e contrastanti catturano e, grazie alle dimensioni quasi naturali delle figure, il senso di coinvolgimento nelle scene è facilitato.

Paula Rego, Snow White and her Stepmother, 1995 © Paula Rego. Courtesy Marlborough Fine Art
Paula Rego, Snow White and her Stepmother, 1995 © Paula Rego. Courtesy Marlborough Fine Art

LE TECNICHE DELL’ARTISTA PORTOGHESE

Le tecniche pittoriche usate da Paula Rego nel corso della sua vita sono state le più svariate.
La prima produzione, degli Anni Sessanta, la vede prediligere una tecnica mista. Particolarmente presenti sono i collage, come si nota nelle sue opere politiche in cui si scaglia apertamente contro la dittatura di António de Oliveira Salazar. La mostra si apre proprio con questi lavori, dove l’artista si lascia guidare dall’idea surrealista del disegno automatico. Paula Rego, infatti, tenta di liberarsi dalla parte conscia della sua mente per consentire all’inconscio di dirigere il processo creativo. A volte queste opere hanno una forte tendenza astratta ma rimangono sempre evidenti elementi figurativo-narrativi, come si può notare in Salazar a vomitar a Pátria, lavoro del 1960, dove si vede il dittatore del Portogallo vomitare sul Paese in segno di prevaricazione.

LA METAFORA DEL CANE IN PAULA REGO

Intorno agli Anni Ottanta, Paula Rego comincia a essere più figurativa. È questo il periodo in cui inizia anche la sua predilezione per i pastelli. Questa scelta stilistica per molte delle sue più importanti opere degli ultimi trent’anni indica una maggiore enfasi del disegno sulla pittura, sebbene entrambe queste tecniche siano presenti nella sua produzione.
Sono questi gli anni in cui elabora i suoi sentimenti conflittuali nei confronti del marito Victor Willing, malato di sclerosi multipla. Risale a questo periodo la serie Menina e Cão, dove l’artista, come già aveva fatto in passato, utilizza la figura degli animali per rendere le scene di vita rivelatrici della sua intimità. In queste opere il cane accudito rappresenta metaforicamente come il marito veniva emotivamente percepito, le fatiche, le premure e il sacrificio che ne scaturiva.
La metafora del cane torna ancora nella serie Mulher Cão realizzata durante l’elaborazione del lutto per la morte del marito. In questo caso sono le donne ad assumere posizioni e movenze canine: si rannicchiano, abbaiano, ringhiano. Come nell’elaborazione di ogni dolore, queste donne sembrano vivere la loro sofferenza e allo stesso tempo tormentarsi per una punizione inflitta.
Le tre grandi opere presenti nelle sale dell’Imma mostrano tre diverse donne che comunicano dolore, rassegnazione e umiliazione. In Sleeper la donna riposa su una giacca da uomo. Anche in questo caso è presente l’ambiguità che contraddistingue questa serie. L’artista disorienta lo spettatore con l’immagine di questa donna dormiente posta in un angolo con accanto una ciotola in uno stato quasi punitivo, ma che attraverso quell’indumento potrebbe essere alla ricerca di conforto.
Soprattutto in queste opere si nota la vicinanza stilistica tra Paula Rego e Lucian Freud, ma una sostanziale differenza li allontana. Mentre Freud si concentra sulla fisicità del suo modello, alla ricerca dell’individuo nella sua forma più pura, espressa attraverso il ritratto, Rego rielabora la propria interiorità, ricrea complessi drammi e narrazioni.

Paula Rego, Angel, 1998 © Paula Rego. Courtesy Museu Paula Rego. Casa das Histórias Paula Rego, Cascais
Paula Rego, Angel, 1998 © Paula Rego. Courtesy Museu Paula Rego. Casa das Histórias Paula Rego, Cascais

LA TESTIMONIANZA DELL’ABORTO

La mostra prosegue muovendosi attraverso la prolifica produzione dell’artista. Fiabe e racconti popolari vengono reinterpretati per creare storie oscure e moderne. The Pillowmen, Il crimine di Padre Amaro, Biancaneve, Jane Eyre sono solo alcune delle riletture che vengono riprese da Paula Rego.
La curatrice Catherine Lampert ha sottolineato in un’intervista che scopo di questa esposizione era riuscire a portare in mostra i diversi percorsi seguiti dall’artista, ponendo in luce come anche la politica permei il suo lavoro.
Su tale argomento la serie sui diritti all’aborto è fra le più incisive. Paula Rego si dedica a questa produzione subito dopo il fallimento del referendum in favore dell’aborto in Portogallo, nel 1998. Nelle sue opere testimonia il modo pragmatico con cui le donne comuni affrontano l’aborto illegale. La durezza delle espressioni, le posture, la sofferenza portano agli occhi la cruda consapevolezza della realtà. Le incisioni, otto delle quali presenti in mostra, sono state riprodotte come parte della campagna pro-choice portoghese del 2008, quando è stato approvato il referendum.
La mostra consente un’immersione totale nel mondo di Paula Rego, terminando con un documentario girato dal figlio dell’artista, Nick Willing, dove la stessa Rego racconta in prima persona le sue opere e le sue esperienze di vita.

Michela Sellitto

Dublino // fino al 3 gennaio 2021
Paula Rego – Obedience and Defiance
IMMA – IRISH MUSEUM OF MODERN ART
Royal Hospital Kilmainham
www.imma.ie

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Michela Sellitto
Nata a Salerno nel 1983, dopo dodici anni di studio appassionato della musica classica decide di trasferirsi a Napoli per dedicarsi ad altre discipline artistiche. Prima una breve frequentazione all’Accademia delle Belle Arti, poi si iscrive alla facoltà di Architettura presso l’Università Federico II, dove è attualmente laureanda. Fotografa freelance, ha assecondato il suo grande amore per la fotografia approfondendo questa materia presso una scuola professionale. Attualmente scrive di arte per Artribune, Exibart e LaCOOLtura, mentre è fotografa di live per la rivista di musica online L’indiependente.