Alla Dia Beacon di New York allestimento permanente per le opere di Mario Merz

La prestigiosissima fondazione newyorchese ha acquisito due nuove opere dell’artista italiano – Teatro cavallo e Tavola spirale – e allestito una mostra permanente a lui dedicata con prestiti provenienti dalla Fondazione Merz e collezioni statunitensi

Mario Merz
Mario Merz

Si tratta della più grande mostra organizzata negli ultimi trent’anni negli Stati Uniti quella appena inaugurata negli spazi di Dia Beacon a New York e dedicata a Mario Merz (Milano, 1925 – Torino, 2003), tra i più influenti nomi dell’arte italiana del Novecento e tra i principali esponenti della corrente dell’Arte Povera. Per celebrare l’artista, Dia Beacon ha allestito una sala permanente a lui dedicata, con opere frutto di recenti acquisizioni da parte dell’istituzione insieme a prestiti provenienti dalla Fondazione Merz e da collezioni statunitensi. “Una sala dedicata a Mario Merz alla Dia Beacon, un progetto a cui teniamo molto e a cui stavamo lavorando da tempo, finalmente si è realizzato”, ha dichiarato Beatrice Merz. “La Dia come altre istituzioni dell’arte contemporanea ha riaperto al pubblico da poco e noi siamo felici di far parte di questa nuova vita”. 

L’ALLESTIMENTO PERMENENTE DI MARIO MERZ ALLA DIA BEACON

Oltre ai celebri igloo, la mostra comprende le recenti acquisizioni di Dia, Teatro cavallo (1967) e Tavola spirale (1982), opere che ripercorrono concetti e forme proprie dell’arte di Merz: utilizzando materiali organici, industriali e riciclati, l’artista ha sviluppato un’iconografia peculiare, con installazioni che riflettono sul rapporto tra individui, società e ambiente naturale. Le opere in mostra in particolare mettono in luce i motivi propri della poetica di Merz, come l’uso del neon e la serie di Fibonacci. In Teatro cavallo, due pezzi di neon blu curvi, uno poggiato su un cavalletto e l’altro appeso al muro, disegnano i contorni di un cavallo; Tavola spirale, invece, è tavola a forma di spirale – il cui andamento è dettato dalla serie di Fibonacci – su cui sono collocate frutta e verdura. “La pratica concettualmente rigorosa di Merz accoglie un’iconografia e una sensibilità materiale che rimangono radicali anche oggi e anticipano le tendenze sociopolitiche e materiali dell’arte contemporanea”, spiega la curatrice Matilde Guidelli Guidi. 

MARIO MERZ ALLA DIA BEACON

“Questa mostra riunisce i fili che attraversano l’influente pratica di Mario Merz, dal suo uso del neon come energia dirompente, al suo impiego della sequenza di Fibonacci e dei materiali”, sottolinea Jessica Morgan, direttore di Dia. “Sono lieta di poter mostrare le nostre nuove acquisizioni come parte di questa esposizione: mettendo queste importanti opere accanto a quelle realizzate da artisti che lavorano nell’ambito delle pratiche Mono-ha, Minimal e Postminimal, siamo in grado di offrire un approccio più internazionale che arricchisce la comprensione del pubblico di questi movimenti”.

– Desirée Maida

www.diaart.org

ACQUISTA QUI il catalogo della mostra di Mario Merz all’HangarBicocca di Milano

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.