A Vienna riparte la cultura in settembre. City full of creativity

In questo settembre viennese, la città riparte con eventi artistici e culturali. Il report di Franco Veremondi, che ci racconta dell’evento streaming Immersify e di Curated by, l’appuntamento tematico che coinvolge il circuito delle gallerie.

“Alles gut… für jetzt!”. Tutto bene… per ora! È una frase che a Vienna si sente ripetere da ogni addetto del settore arte se gli si chiede un parere sul futuro immediatamente prossimo. Ma quella pausa nel bel mezzo dell’interiezione rivela pure una comprensibile ansia, temendo il riaffacciarsi del contagio dopo che il coronavirus pareva eclissarsi. Neanche a dirlo, sarebbe un colpo tremendo al morale e all’economia, dover dire addio alle numerose cerimonie artistiche che affollano il calendario dell’autunno. Il che riguarda fiere, musei, gallerie, teatri, festival, ma anche i ristoranti, i piccoli e i grandi caffè e gli innumerevoli luoghi di ritrovo, dal centro alle periferie. Naturalmente, ne risentirebbero anche quelle nuove strutture che hanno dovuto attendere il mese di settembre per tagliare il nastro inaugurale, e sono due in particolare: il MQ Libelle, un padiglione vetrato di tonalità verde, nella vaga forma di una libellula, e una terrazza panoramicissima, posti sul tetto orizzontale di quel perfetto parallelepipedo che è il Leopold Museum, uno dei tre “pezzi” grossi all’interno del MuseumsQuartier; la riapertura del Freud Museum, in Berggasse 19, oggi restaurato e completamente riallestito secondo una concezione differente dal “santuario” che era in passato. Non da ultimo, temendo la precarietà del momento, nel pubblico dell’arte è forte il desiderio di poter affermare che l’autunno a Vienna è una stagione bellissima.

– Franco Veremondi

1. IMMERSIFY: LIVE-STREAM DALLA CATTEDRALE DI VIENNA

Immersify – The translucent St. Stephens Cathedral, Johannes Pöll-Ars Electronica Futurelab

Se 21 miliardi di punti laser vi dicono qualcosa, Immersify è l’evento che non corre rischi pandemici, giacché viaggerà virtualmente sul filo della diretta streaming, dalle 16 di sabato 12 settembre (live-stream). Promette un autentico show in alta definizione, e a 360°, all’interno della cattedrale gotica di Santo Stefano. Si configura come viaggio nel vertiginoso vuoto monumentale della costruzione, ricco di storia e di opere figurative e scultoree, altrimenti avvolte dalla penombra. Dire che sarà qualcosa di artistico e tecnologico insieme, non rende granché l’unicità della realizzazione. Basti sapere che per la scansione delle immagini ad alta definizione sono stati posizionati, per l’appunto, 21 miliardi di punti laser. Per gli specialisti del digitale, i vari dettagli tecnici vanno cercati nella pagina web. Il progetto, finanziato con il programma UE Horizon 2020, è stato ideato e sviluppato nell’ambito della imminente edizione di Ars Electronica Festival, l’ultra quarantennale fiore all’occhiello della città di Linz. È in programma dal 9 al 13 settembre. Sotto l’aspetto della creazione di nuovi canali di comunicazione e di eventi interattivi, e altamente immersivi, è facile rilevare come tale settore si sia espanso proprio in tempi di pandemia e post-lockdown. Per cui potremmo condividere con lo storico Sergio Romano l’ipotesi che “non tutto il coronavirus è venuto per nuocere”, riferendosi lui a certe questioni politiche.Eppure l’Ars Electronica Center (AEC) di Linz, istituzione visitabile tutto l’anno e promotrice del suddetto festival, ha cominciato a creare e gestire tali esperienze fin dal 2009, pensandole già in grande e accrescendone progressivamente le potenzialità. Quello fu l’anno in cui l’AEC si dotò di un impianto denominato Deep Space 8K, che oggi consente proiezioni ad altissima definizione su una parete dalle dimensioni di 16×9 metri unitamente a simultanee ed altrettanto grandi proiezioni su pavimento, con tracciamenti laser e animazioni 3D. Insomma, un apparato che l’istituzione vanta come “unico” per alta tecnologia e dimensioni. Cosa può fare, per esempio? Durante l’evento Immersify, che vi verrà proiettato in diretta, i visitatori avranno la percezione sensoriale di esservi all’interno.

Immersify The translucent St. Stephens Cathedral
12 settembre 2020
dalle ore 16
LINZ – Ars Electronica Festival
Dal 9 al 13 settembre 2020
Ars Electronica Center (e luoghi vari)
https://ars.electronica.art/news/

2. CURATED BY 2020 PER LE GALLERIE DI VIENNA

Lin May Saeed – Bilal (Pyramide), Courtesy Lin May Saeed, Jacky Strenz Frankfurt

Hibrids è la tematica su cui si sintonizza questa edizione di Curated by, appuntamento annuale e molto internazionale nelle sedi di varie gallerie del circuito viennese. Sono sicuramente le più attive e propositive, molte delle quali presenti anche alla Vienna Contemporary. Curated by si configura come una sorta di triangolo semantico dell’arte contemporanea. Il gallerista che vi partecipa invita un curatore internazionale affidandogli il compito di selezionare a suo piacere uno o più artisti per l’allestimento tematico di una esposizione, la quale durerà quasi tutto il mese di settembre. La creazione della formula risale a oltre una decina di anni fa, e ora è cresciuta abbastanza nel gradimento del pubblico e della critica, tanto da poterla definire Gallery festival. L’attuale edizione conta 24 partecipanti, tra cui Krinzinger Project, Martin Janda, Mario Mauroner, soggetti solitamente presenti anche nelle fiere più acclamate in giro per il mondo. Tra i nomi c’è anche la Vin Vin Gallery, di Vincenzo Della Corte, un giovane italiano che aveva le carte in regola per una carriera da direttore d’orchestra, e a Vienna – metropoli per eccellenza della grande musica – lui ha poi preso un’altra strada, interessandosi di arte visiva, di artisti emergenti, e ha cominciato a prendere confidenza con i circuiti e i meccanismi espositivi. Fino a quando ha creato un proprio piccolissimo spazio in piena City, trasferendosi in seguito in una sede più ampia in Hintzerstraße 4, nel 3° distretto, aprendosi a nuove prospettive relazionali. Per questa manifestazione ha invitato la giovane curatrice statunitense Emily Watlington che ha proposto una collettiva di artisti quali Mária Bartuszová, Lin May Saeed, Trevor Shimizu, Erika Verzutti, Elaine Cameron-Weir. Dell’allestimento, che lei ha chiamato Crumple, dice di aver voluto accostare oggetti ibridi tra fragilità e permanenza, precarietà e consistenza materica.Tra i curatori invitati c’è l’italiana Chiara Vecchiarelli, attiva in vari recapiti dell’arte tra Palazzo Grassi, Artefiera, la Biennale di Istanbul, l’EHF di New York, documenta di Kassel, e nota anche per i suoi saggi e articoli. A volerla in questa occasione viennese è stata l’ottima galleria Hubert Winter, e anche lei ha optato per una collettiva con Iván Argote, Eliza Douglas, Jojo Gronostay.

Curated by
Fino al 26 settembre 2020
Varie sedi
https://curatedby.at/

3. VIENNA CONTEMPORARY

Kamilla Bischof, Courtesy Galerie Meyer Krainer

Non è un caso che la maggiore fiera viennese del contemporaneo si sia ridotta a meno di una settantina di gallerie delle circa 110 solitamente presenti, è l’indice dell’incertezza che pervade l’Europa. Solo la schiera dei curatori resta numerosa, e per il secondo anno consecutivo c’è Johanna Chromik, polacca cresciuta a Berlino, a curare la direzione artistica. Alla Vienna Contemporary resta comunque la spiccata vocazione internazionale, ma quest’anno con la presenza di soli 16 paesi stranieri. Tre gallerie italiane tra le partecipanti: la Alessandro Casciaro di Bolzano, la Doris Ghetta di Ortisei, queste ormai delle veterane, e per la prima volta la 10 A.M Art di Milano. Ai partecipanti, la direzione ha ufficialmente espresso gratitudine “per i loro sforzi, il coraggio e la fiducia”, assicurando che per salvaguardare la sicurezza e la salute di tutti l’organizzazione ha sviluppato un sistema di prevenzione completo, attenendosi ai requisiti posti dal governo austriaco. Così, tra le varie misure, saranno pianificate fasce orarie per i visitatori e un sistema di rilevamento della tracciabilità dei contatti. Attivata anche l’estensione online della fiera sotto la sigla vc_on,  una soluzione ormai consueta che garantisce la visibilità “planetaria” della manifestazione. Per il resto, tutto si svolgerà secondo una pianificazione collaudata con una particolare attenzione rivolta all’Europa centro-orientale. Senz’altro da esplorare c’è la consueta sezione ZONE 1 con progetti di singoli artisti, che per questa edizione è curata da Cathrin Meyer, una viennese che lavora a Berlino. Permangono le sezioni Video, Explorations e un programma giornaliero di discussioni chiamato semplicemente Talks.

Vienna Contemporary
Dal 24 al 27 settembre 2020
Marx Halle
Karl-Farkas-Gasse 19
https://www.viennacontemporary.at/ 

4. PARALLEL VIENNA

Lisi Haemmerle Gallery Project, Parallelvienna_2019, © Verena Tscherner

Dinamica, particolarissima, e anche bizzarra, il nome di questa fiera dice molto del suo DNA. È nata per tenere il passo della Vienna Contemporary marciando in parallelo, e anzi, anticipando di due giorni l’apertura per durare di più. Una sfida, ma in realtà non lo è. Le sue peculiarità? È una fiera nomade, nel senso che ad ogni edizione cambia indirizzo, utilizzando edifici pubblici sgombri e inutilizzati; quest’anno si svolge nella ex sede degli uffici della WKO, la camera di commercio viennese. Presenta pratiche artistiche delle generazioni più giovani, raramente sono presenti artisti affermati, e soprattutto riunisce iniziative artistiche di vario genere. È un ibrido tra fiera d’arte, piattaforma espositiva e studio d’artista. Nella sezione Gallery Statements, ad esempio, vi sono mostre allestite da gallerie commerciali, ciascuna con la presentazione personale di un artista; oppure Artists Statement, ovvero artisti indipendenti che presentano la loro mostra; oppure ancora Project Statements con altre modalità. E invece dei soliti stand da fiera d’arte, ogni espositore occupa una stanza separata per la mostra da presentare. La partecipazione in alcune sezioni è solo su invito del team curatoriale.

Parallel Vienna
Dal 22 al 27 settembre
Rudolf-Sallinger-Platz 1
https://parallelvienna.com/

5. VIENNA DESIGN WEEK

Marie Schumann, Breathing Softspace (Interactive Textile Installation), Courtesy VDW

Manifestazione mobile anch’essa come Parallel, la Vienna Design Week – che nonostante il nome dura sempre 10 giorni – quest’anno, ha scelto di posizionarsi nel 12° distretto, tradizionale quartiere operaio con una sua storica e un mix socio-culturale con background migratorio. Questa sarà la quattordicesima edizione, diretta come sempre da Lilli Hollein che ne è stata la fondatrice. Sede principale della manifestazione è l’edificio oggi sgombro dell’Amministrazione locale, nei cui spazi, oltre ad un info-point, saranno allestite mostre e organizzati dibattiti e conferenze. Comunque tutta l’area metropolitana è coinvolta in questo festival a ritmo serrato: innumerevoli gli appuntamenti di vario genere, molti dei quali anche virtuali, per le ovvie ragioni. Il tradizionale appuntamento con i Passionswege (percorsi di passione), che coinvolgeva designer internazionali e laboratori o fabbriche nella progettazione e realizzazione di oggetti, in questa edizione si trasforma in una retrospettiva storica sui quei manufatti, quindi sarà un’occasione per riesaminarli e per riflettere sulla loro riuscita nel corso del tempo.

Vienna Design Week
Dal 25 settembre al 4 ottobre 2020
Amtshaus Meidling (sede centrale e info-point)
Theresienbadgasse
https://www.viennadesignweek.at

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.