Passeggiate virtuali tra i musei di New York

In questi giorni di quarantena si può volare virtualmente dall’altra parte del mondo, godendosi l’offerta online delle istituzioni newyorkesi, a loro volta in lockdown. Cominciamo dai musei.

Bisogna stare a casa, lo hanno capito anche a New York, dove venerdì scorso il governatore Andrew Cuomo ha emesso un’ordinanza che limita allo stretto necessario gli spostamenti consentiti in città. E così l’irrequieta metropoli, in cui normalmente il problema è cosa fare prima, ha chiuso le porte, gli eventi sono tutti cancellati, i musei chiusi e così i locali, i bar e i negozi di generi non essenziali. Ma, chiuse le porte del reale, New York ha aperto le porte del virtuale: per sfuggire all’angustia claustrofobica dei minuscoli appartamenti newyorchesi, non resta che affidarsi al meraviglioso mondo online dove ce n’è per tutti i gusti. Chi quotidianamente si nutre dell’offerta culturale della città non resterà a secco nelle prossime settimane: sono tante le cose da fare online per distrarsi, intrattenersi e magari anche imparare qualcosa. Sia le grandi istituzioni culturali che le gallerie private si stanno attrezzando per offrire esperienze di visita da remoto, delle permanenti come anche delle mostre temporanee. Allora vi va di fare un viaggio all’insegna dell’arte a New York? Delle gallerie vi racconteremo nel prossimo articolo, ma intanto andiamo a passeggio tra i musei della Grande Mela. La buona notizia è che tutto gratis!

1. IL MET

Met, New York

Partiamo dal museo dei musei, il Metropolitan. Sul sito del MET si trovano diverse opzioni per visitare le gallerie senza muoversi da casa. Lo staff del museo ha messo insieme un digital digest, una raccolta di tutte le esperienze che si possono fare su metropolitan.org, che continuerà ad aggiornare periodicamente, offrendo al pubblico approfondimenti sulle diverse collezioni del museo. Al momento, il museo invita i visitatori a esplorare la retrospettiva su Gerhard Richter, ospitata al MET Breuer, attraverso video d’epoca, interventi dell’artista e approfondimenti su singole opere. La mostra, dal titolo Gerhard Richter: Painting after All, ripercorre il lavoro dell’artista tedesco mostrando la coesistenza della pittura figurativa e di quella astratta in una pratica che si è sempre mossa con scioltezza tra i due lati dello spettro. È una mostra imperdibile. Ma ci sono anche occasioni per ammirare alcune delle collezioni classiche del MET, come le British Galleries, recentemente riallestite e oggi visitabili online con una serie di contenuti attraverso i quali imparare a conoscere e apprezzare l’arte decorativa inglese. Per un’immersione totale in alcune delle gallerie del museo, invece, ci sono i video di The MET 360° Project, brevi video filmati a 360 gradi, grazie ai quali si può passeggiare tra le opere in mostra o esplorare l’edificio che ospita il MET Breuer così come anche The Cloisters: portate il cursore sul video e con la manina fate girare le immagini per cambiare punto di vista e guardare tutt’intorno a voi. Affascinante, inoltre, il progetto Heilbrunn Timeline of Art History, in cui opere d’arte vengono associate a saggi su temi correlati e inserite in una cronologia della storia dell’arte e della cultura mondiale. Ancora in divenire, questa banca dati interattiva è forse poco intuitiva e, poiché non ancora completa, a volte può disorientare, ma l’idea di dare un contesto storico e intellettuale all’arte è sicuramente coerente con gli obiettivi di un museo enciclopedico come è il MET. Un altro modo interessante per esplorare le collezioni del più grande museo newyorchese è ascoltare le tante audioguide raccolte su Soundcloud dove, facendo una ricerca tra le playlist, si possono trovare anche mostre degli anni scorsi. Infine su Google Arts and Culture c’è un’ampia raccolta delle opere del MET e di alcune delle mostre del passato, con contenuti da leggere, guardare e ascoltare e spazi in cui muoversi (virtualmente, ovviamente…).

2. LA FRICK COLLECTION

The Living Hall, The Frick Collection, New York. Photo Michael Bodycomb

E a proposito di Google Arts and Culture, per chi non lo conoscesse questo è il momento migliore per familiarizzare con questo incredibile strumento: qualsiasi luogo del mondo vogliate visitare, Google offre la possibilità di navigare su una mappa e scoprire tutti i luoghi più significativi da un punto di vista culturale. Quando sulla colonna di sinistra appare il tasto “Guarda in Google Arts and Culture”, si può accedere a una pagina dedicata dalla quale esplorare quella specifica istituzione culturale, con tanto di mostre online e possibilità di aggirarsi tra le gallerie. Per restare nei pressi del MET, per esempio, basta scendere di qualche strada a sud sulla mappa per incontrare la Frick Collection che, sia su Google che sul proprio sito, offre una quantità di esperienze online, dai virtual tour (particolarmente gustosi in un museo di ambienti come è la Frick Collection, nata come residenza privata) alle audioguide e le collezioni digitali, nonché un ampio archivio di eventi e conferenze ospitati dal museo in passato. Ce n’è abbastanza da passarci una mezza giornata.

3. DAL GUGGENHEIM AL JEWISH MUSEUM

La rampa a spirale del Guggenheim di New York allestita per la mostra “Artistic License”. Photo Maurita Cardone

Rimanendo sul Museum Mile, nell’Upper East Side di Manhattan, camminate verso nord lungo l’elegante Fifth Avenue sulla mappa di Google Arts and Culture e arriverete al Guggenheim, dove potrete vedere esterni e interni dell’edificio disegnato da Frank Lloyd Wright e passeggiare sull’iconica rampa a spirale. Su Google però non è purtroppo disponibile la mostra attualmente in corso, Countryside, The Future, un viaggio tra le varie espressioni del processo di trasformazione planetaria degli spazi extraurbani. Della mostra si può però avere un assaggio in un video sul sito ufficiale del museo, introdotto dall’architetto Rem Koolhaas che ha concepito e curato la rassegna.
Il museo mette inoltre a disposizione una serie di risorse per visitare il Guggenheim da casa, scoprendo la storia della collezione e dell’edificio e addentrandosi nel lavoro quotidiano dello staff e dei curatori. A pochi passi (virtuali e reali) dal Guggenheim, troviamo il Jewish Museum che, subito dopo aver chiuso il 13 marzo, ha messo online un’ampia scelta di possibilità per visitare il museo da casa, a partire dal materiale audio che comprende audioguide, interventi di artisti e focus su specifici oggetti della collezione. Si può esplorare anche la mostra attualmente in corso, Rachel Feinstein: Maiden, Mother, Crone, attraverso video, immagini e testi.

4. LA STORIA DI NEW YORK E QUELLA NATURALE

L’ingresso alla mostra Voice of the Village al Museum of the City of New York. Photo Maurita Cardone

Se invece dell’arte preferite un’immersione nella storia di New York, ce n’è da passare giornate intere sul sito del Museum  of the City of New York, che mette a disposizione degli utenti diversi oggetti della mostra permanente, New York at its Core, una sorta di storia enciclopedica dei cinque borough, due mostre online, una delle fotografie di Reginald Marsh e una di abiti haute couture di Worth & Mainbocher, oltre che una selezione di oggetti della collezione, divisi per aree tematiche, alcune delle quali corrispondono a mostre organizzate negli scorsi anni dal museo. Tra le altre, particolarmente gustose sono la serie dedicata al teatro di Broadway, quella con le fotografie di Jacob Riis che documentano la vita degli immigrati di inizio Novecento, quella che raccoglie gli scatti di Stanley Kubrick quando lavorava come fotografo per la rivista LOOK e una raccolta di lavori newyorchesi di Berenice Abbott.
Attraversando virtualmente Central Park con una passeggiata virtuale autoguidata, dall’altro lato della città, nell’Upper West Side, si incontra un’altra icona tra i musei di New York, il Museum of Natural History, che offre numerose possibilità di esplorazione online, compresi i virtual tour delle gallerie, dove si può passeggiare tra dinosauri, balene e scheletri: godibilissimo anche per i bambini. Il museo offre anche visite guidate pre-registrate sul proprio account Twitter, così come stanno facendo altri musei sotto gli hashtag #MuseumAtHome e #MuseumMomentOfZen, entrambi ottime fonti per stare al passo con quello che le varie istituzioni culturali stanno rendendo disponibile al proprio pubblico online.

5. IL WHITNEY E IL NEW MUSEUM

The Whitney’s Collection. Selections from 1900 to 1965. Installation view at Whitney Museum of American Art, New York 2019. Photo Ron Amstutz

Scendendo downtown, si può fare un salto al Whitney Museum dove è attualmente in corso la mostra Vida Americana, dedicata all’influenza dei muralisti messicani sull’arte statunitense. Online si trova una selezione di opere, alcune immagini dell’installazione, testi di approfondimento, l’intero catalogo, video di presentazione e tutte le audioguide. Lo stesso vale per la collezione permanente, recentemente riallestita, così come per le altre mostre sia in corso che concluse, tra cui segnaliamo la bella Making Knowing: Craft in Art, 1950-2019.
Poco più giù, dalla sua sede su Bowery, anche il New Museum offre una serie di contenuti in “consegna a domicilio”, come il museo stesso ha battezzato la sua offerta digitale in tempi di quarantena. Con le audioguide, potete esplorare le mostre attualmente in corso di Jordan Casteel, Peter Saul e Daiga Grantina. Della prima è disponibile sul sito del museo anche una conversazione con il curatore Massimiliano Gioni, all’interno della ricca collezione di video sugli eventi e le interviste messa online dal museo: piena di cose interessanti da guardare e ascoltare. Il sito del New Museum ha inoltre una interessante sezione di mostre online, First Look: New Art Online, in cui, in collaborazione con Rhizome, il museo raccoglie e rende accessibili al pubblico progetti digitali su commissione, tenendo fede al suo impegno per l’innovazione nell’arte. Infine, negli archivi digitali del New Museum, potete ripercorrere la storia del museo e delle sue mostre, attraverso video, fotografie, materiale audio, cataloghi, interviste e altro.
Se poi, stufi di stare tra quattro mura, sentiste il bisogno di stare all’aperto, potete scegliere un’esperienza che mescoli arte, natura e città, passeggiando sulla High Line, grazie a Google Arts and Culture. Ma non fate tutto in un giorno, che la cultura stanca…

Maurita Cardone

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Maurita Cardone
Giornalista freelance, abruzzese di nascita e di carattere, eterna esploratrice, scrivo per passione e compulsione da quando ho memoria di me. Ho lavorato per Il Tempo, Il Sole 24 Ore, La Nuova Ecologia, QualEnergia, L'Indro. Dal 2011 New York è il posto che chiamo casa e che nutre senza sosta la mia curiosità. Qui per quattro anni ho codiretto il giornale italiano La Voce di New York e mi sono appassionata del carosello di storie che fanno la ricchezza di questa città.