Arte Povera e non solo. Il programma del 2020 di Magazzino Italian Art a New York

Il museo nato dalla volontà dei collezionisti Giorgio Spanu e Nancy Olnick e simbolo dell’impegno culturale italiano a New York ha in serbo per l’anno in corso una serie di mostre incentrate sull’Arte Povera e le sperimentazioni artistiche americane tra gli anni Sessanta e Settanta. E non solo

È basato sullo scambio e il dialogo tra artisti italiani e americani il programma per il 2020 di Magazzino Italian Art, spazio espositivo nato nel 2017 a New York, lungo le sponde dell’Hudson, dalla volontà di Giorgio Spanu e Nancy Olnick, la cui collezione vanta oltre 500 opere di arte italiana del secondo Dopoguerra, soprattutto della corrente dell’Arte Povera. E proprio quest’ultima sarà la principale protagonista di mostre e conferenze cui si aggiungono anche una rassegna cinematografica, talk con artisti e presentazioni di libri che vedranno al centro artisti della contemporaneità. “Abbiamo pianificato con grande attenzione il programma 2020 con l’intento di osservare l’Arte Povera e l’arte contemporanea italiana attraverso una lente globale, nella speranza di ispirare nuove prospettive e spunti critici”, spiega il direttore di Magazzino Vittorio Calabrese. “Quest’anno siamo particolarmente lieti di presentare un’ampia gamma di mostre ed eventi nella sede di Magazzino, e di intensificare le nostre collaborazioni con gli istituti culturali che condividono il nostro impegno per offrire agli artisti italiani contemporanei una piattaforma negli Stati Uniti e promuovere un più consapevole apprezzamento dell’arte italiana del Dopoguerra”. E adesso scopriamo nel dettaglio le mostre che animeranno la nuova stagione espositiva di Magazzino Italian Art. 

– Desirée Maida

www.magazzino.art

1. MEL BOCHNER IN DIALOGO CON BOETTI E FONTANA

Mel Bochner, Language Is Not Transparent (Italian / English), 1970/2019, oil pastel and acrylic on wall, 72 x 48 in. (182.8 x 121.9 cm). Courtesy the artist.

 

Inaugurerà il prossimo 13 giugno la mostra dell’artista concettuale americano Mel Bochner, le cui opere verranno messe in dialogo con quelle di Alighiero Boetti e Lucio Fontana, provenienti dall’archivio di Bochner, dalla Olnick Spanu Collection e da altre collezioni internazionali. L’esposizione è incentrata quindi sugli sviluppi artistici degli anni ‘60 e ‘70 sulle due sponde dell’Atlantico, ovvero Spazialismo e Arte Povera in Italia e la Process Art negli Stati Uniti, dando così la possibilità di esplorarne linguaggi, sperimentazioni e stili.

Dal 13 giugno 2020 all’11 gennaio 2021
Mel Bochner, Alighiero Boetti e Lucio Fontana
A cura di Mel Bochner in collaborazione con Magazzino
Magazzino Italian Art

2. LA PERSONALE DI NAMSAL SIEDLECKI

Namsal Siedlecki, Them (1466), 2019. Courtesy Magazzino, Roma

È frutto della collaborazione annuale tra Magazzino e Casa Italiana Zerilli Marimò (New York University) la personale dedicata a Namsal Siedlecki, artista italoamericano nato negli Stati Uniti e residente in Toscana che nella sua pratica esplora le dicotomie tra spazio pubblico e privato, storia dell’arte e scienza. La mostra comprende una serie di tele scultoree, realizzate con il calcio formatosi in alcune grotte della Francia, oltre ai risultati delle sue ricerche nell’ambito della produzione di rubini sintetici.  Magazzino ha inoltre commissionato all’artista una nuova opera site-specific che sarà esposta nella sede del museo in contemporanea con la mostra presso Casa Italiana Zerilli Marimò. 

Dal 5 maggio al 18 giugno 2020
Namsal Siedlecki
Casa Italiana Zerilli Marimò, New York University

3. L’ARTE POVERA E I SUOI MULTIPLI

lighiero Boetti, Mappa, 1983, embroidery on fabric, 45 1/2 x 70 x 1 in. (115 x 177.8 x 2.5 cm). Photo by Marco Anelli. Courtesy the Olnick Spanu Collection.

Si tornerà nuovamente a parlare di Arte Povera con la mostra che inaugurerà il 27 ottobre all’Istituto di Cultura Italiano di New York, in maniera particolare dei multipli dall’artista. Arte Povera e “Multipli”, Torino 1970-1975 è il titolo dell’esposizione che ripercorre quanto avvenuto negli anni Settanta a Torino: il gallerista Giorgio Persano commissionò ed espose nella sua galleria “Multipli” una serie di multipli, in tiratura limitata, di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Gilberto Zorio, Marco Gastini, Giorgio Griffa e Salvo. La mostra è organizzata da Magazzino in collaborazione con la Fondazione ICA Milano e l’Istituto di Cultura Italiano di New York.

Dal 27 ottobre al 4 dicembre 2020
Arte Povera e “Multipli”, Torino 1970-1975
Istituto di Cultura Italiano, New York

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.