Nasce a Zanzibar il Freddie Mercury Museum. È nella casa-natale dell’ex leader dei Queen

Il museo si trova in Africa, nel quartiere storico di Stone Town, al piano terra della casa dove ha trascorso l’infanzia la leggenda del rock. Nasce dall’iniziativa di due imprenditori: un imperiese e un zanzibarino

Fonte Tripadvisor, Foto dei viaggiatori inviata da n0eandrea (nov 2019)

I tanti fan dei Queen in pellegrinaggio a Zanzibar, luogo di nascita del loro compianto leader, avranno di che rallegrarsi: il Freddie Mercury Museum ha finalmente aperto i battenti nella sua casa natale. È successo lo scorso 24 novembre, in occasione del ventottesimo anniversario della scomparsa del musicista, vero nome Farrokh Bulsara, nato su questo arcipelago della Tanzania al largo delle coste dell’Africa orientale il 5 settembre 1946, ma emigrato in India dopo pochi anni. Dopo essere tornato a Zanzibar nel 1963, con l’esplosione della rivoluzione che portò al rovesciamento del governo appena eletto, il cantante e la sua famiglia sono fuggiti a Londra, dove sono poi stati fondati i Queen. 

LA FREDDIE MERCURY HOUSE

La casa sorge nel quartiere storico di Stone Town – un antico centro per il commercio con influenze swahili e islamiche – ed è stata trasformata nel Tembo House Hotel, meglio noto come Freddie Mercury House, uno degli alberghi più antichi della città che negli anni ha inglobato l’appartamento del cantante. Chi andava in cerca di suoi cimeli (come il suo compagno di band, il chitarrista Brian May, andato a fare una visita la scorsa estate), però, ne restava sempre deluso, trovando solo un’insegna e qualche foto in una bacheca esterna all’edificio. Ora non è più così, grazie all’iniziativa di due imprenditori: il ligure Andrea Boero, che vive da anni a Zanzibar, e il zanzibarino Javed Jafferji, un amico della famiglia di questa leggenda del rock. 

Screenshot da profilo Instagram di Brian Harold May
Screenshot da profilo Instagram di Brian Harold May

COME NASCE UN MUSEO

Un sentito ringraziamento”, sottolineano Boero e Jafferji che hanno compiuto un meticoloso lavoro di ricerca documentaria, “va alla famiglia Bulsara, agli amici di Freddie Mercury e ai Queen che in questo coinvolgente percorso ci hanno sostenuto e soprattutto riposto la massima fiducia”. Il museo, situato al piano terra della casa dove Freddie Mercury visse i suoi primi anni di vita, raccoglie vari cimeli, tra cui il suo certificato di nascita, 100 foto esclusive, testimonianze degli amici più stretti del cantante e dediche di vari personaggi, cercando di ricostruire le radici zoroastriane del cantante, la sua fanciullezza in Zanzibar, la scuola a Panchgani in India e il suo percorso che lo ha portato a diventare una delle più grandi stelle del panorama musicale internazionale.

-Claudia Giraud

Freddy Mercury Museum
Shangani Street, Stone Town, Zanzibar City, Tanzania

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).