È dedicata alla produzione giovanile di Henri Matisse la mostra allestita nel museo a lui intitolato, a Le Cateau–Cambresis.

Ai primi anni della vita e della carriera di Henri Matisse, nato il 31 dicembre 1869 a Le Cateau–Cambresis, non era mai stata dedicata una vera mostra. Eppure il suo percorso è estremamente interessante, proprio perché tormentato, a iniziare da una vocazione artistica non semplice e non priva di ostacoli. Al contrario di quella di Picasso, pre-destinato dalla famiglia ‒ il padre dipinge ‒ alla pittura, Henri è spinto dal padre alla carriera notarile e deve farsi strada con forza anche quando nel 1889 decide di deludere il genitore per compiere degli studi artistici e poi partire alla volta di Parigi per frequentare una scuola d’arte. A Parigi, Matisse segue un percorso non lineare, cambia spesso maestro prima di trovare la sua strada, soprattutto grazie a Gustave Moreau e ai numerosi incontri con i colleghi. Consigliato dai suoi amici, aprirà una scuola d’arte nella Ville Lumière (1908-1911). Ma è grazie all’incontro con Signac e al superamento delle influenze dell’Impressionismo e del Divisionismo che si afferma il “Donatello parmi le fauves”, come nel 1905 lo definisce il critico Luis Vauxcelles commentando il suo quadro Femme au chapeau. Con il Fauvismo finalmente Matisse afferma la sua personalità artistica rivoluzionaria. Proprio attraverso la passione per il colore, che studia scientificamente applicando le teorie e il cerchio cromatico dello scienziato francese M. Chevreul, i legami con il nord riappaiono, quelli con la tradizione tessile dei nonni che tenevano un commercio di bobine di filo colorate. Alla fine della sua vita lascerà il pennello per le forbici, risolvendo un problema estetico della storia dell’arte, dice Patrice Deparpe, direttore del museo che ospita la mostra, “la questione della predominanza del colore o del disegno”. Quando si pensa a Matisse si pensa ai colori e alla luce, eppure il precursore del movimento “fauve” è nato nel nord. E in quel nord dove è nato, due anni prima della sua morte, nel 1952, fonderà a Le Cateau-Cambresis il Musée Matisse con un primo dono di ottanta opere, che quindi precede la creazione del Musée Matisse di Nizza, inaugurato nel 1963, nella città in cui Matisse si trasferì e visse dal 1917 sino alla morte.

LA MOSTRA

Per i 150 anni dalla nascita di Henri Matisse il museo di Cateau-Cambresis gli rende omaggio con una mostra eccezionale grazie alla famiglia Matisse, alla Pierre and Tana Matisse Foundation (New York) e ai più importanti musei francesi e stranieri (MoMA di New York, Centre Pompidou,  il Louvre, ma anche i musei di Stoccolma, Copenhagen, Londra, Mosca, Filadelfia e San Francisco) oltre ad alcune collezioni private.  La mostra approfondisce il primo periodo dell’attività dell’artista, attraverso 260 opere, alcune mai esposte al pubblico, e una quarantina di lavori ai quali Matisse si è maggiormente ispirato nella sua giovinezza (Rembrandt, Goya, Delacroix, Cézanne, Monet, Picasso…).
Ricercata e colta, la mostra curata da Patrice Deparpe è uno strumento prezioso per comprendere il periodo meno conosciuto dell’artista e permette di costruire un percorso ricco e complesso sino all’affermazione dell’artista. Tutto è raccontato con grande precisione e finezza: dalle radici a Cateau alla sua vocazione per la pittura nell’Aisne, dal periodo di apprendistato a Parigi ai suoi atelier alle copie dei maestri realizzate al Louvre ai suoi viaggi e alle sue influenze. Sino all’ultima sezione al primo piano del museo, consacrata alla didattica – il riferimento è alla scuola aperta da Matisse ‒ e alla sala destinata al Fauvismo, al Cubismo e agli incontri con Picasso e Gauguin. La mostra si chiude e nasce Matisse, l’artista mondialmente conosciuto.
Qui il percorso si arresta perché a partire da questa data, per il curatore, si può considerare finito il periodo di “apprentissage” e Matisse diventa il maestro riconosciuto e acquistato dai grandi collezionisti francesi e stranieri fra i quali il mitico Chtchoukine, grande industriale moscovita a cui la fondazione Vuitton ha dedicato recentemente una mostra.

Henri Matisse, Autoportrait, 1900. Centre Pompidou, Musée national d’art moderne Centre de création industrielle © Photo RMN © Succession H. Matisse
Henri Matisse, Autoportrait, 1900. Centre Pompidou, Musée national d’art moderne Centre de création industrielle © Photo RMN © Succession H. Matisse

LE SEZIONI

La prima sezione della rassegna è ricca di documenti inediti che riguardano la famiglia di Matisse al nord, che allora produceva per l’industria tessile, la boutique dei nonni, la madre che eseguiva decori su ceramica. Racconta le origini dell’artista e il percorso tormentato che lo ha portato a trovare la sua vocazione nonostante la volontà paterna di farne un notaio. L’apprendistato dal notaio fa ammalare Henri ed è la malattia che diventa l’occasione della sua conversione alla pittura e al colore: costretto a letto, chiede alla madre una tavolozza e dei colori e davanti a questi comprende che la sua via è segnata. Più tardi dirà: “A partir du moment où j’ai eu cette boite à couleurs dans les mains, j’ai senti que c’était là qu’était ma vie”. A costo di deludere il padre, frequenterà la scuola di disegno di Quentin de la Tour dove uno degli insegnanti gli consiglierà di partire per Parigi.
La seconda sezione racconta l’apprentissage a Parigi: Matisse cambia spesso maestri, frequentando diverse accademie e atelier e non riesce a entrare alla scuola prestigiosa delle Beaux-arts, ma conserverà con cura il disegno di nudo che non gli permise di superare la selezione e lo donerà al suo museo nel 1952.
Nella terza sezione si celebra la scoperta delle opere degli “antichi” maestri e la mostra mette vis à vis l’originale e la copia di Matisse: Matisse-Goya, Matisse-Rembrandt, Matisse-van Gogh, Matisse-Cézanne, Matisse-Gauguin ma anche Monet e Chardin. Sono diciannove in tutto le copie realizzate da Matisse fra il 1892 e il 1900 e qui esposte. Nel 1915 la copia di Matisse da Jan Davidsz de Heem, Nature morte d’après “la desserte” è un capolavoro di modernità. Ma sono i viaggi, i giochi di influenze e gli incontri con Russell, Signac, Derain, Picasso che trasformano Matisse senza dimenticare l’amico Marquet. La quarta sezione è dedicata all’atelier di Matisse alle prese con la scultura e l’influenza di Rodin, ma ricostruisce il mondo dell’artista anche attraverso gli oggetti dell’atelier stesso, che ritornano sistematicamente nei quadri, e le storie dei suoi modelli dal vivo.
La quinta sezione mette in gioco la trasmissione: nel 1908 Matisse fonda la sua scuola sotto l’impulso di Sarah Stain, di Hans Purrmann e di un gruppo di giovani artisti affittando un locale al 56 della rue de Sèvres: le opere degli allievi sono messe a confronto con quelle del maestro e ricreano l’atmosfera dell’atelier condiviso. Nel 1911 chiude la scuola, dirà in seguito: “J’en vins à la conclusion que j’ètais un peintre et démissionnais rapidement de l’école” per consacrarsi alla sua attività di artista.

SULLE TRACCE DEL PITTORE

Andare a Cateau-Cambrésis è facile da  Lille, un’ora di macchina attraverso un bel paesaggio del nord, che si riconosce nei primi paesaggi di Matisse, o da Parigi solo un’ora e quaranta minuti di treno regionale. La visita alla mostra e al Musée Matisse vale già il viaggio, ma oltre al museo è possibile vedere la casa dove è nato, passare davanti al collegio dove ha studiato, visitare la casa familiare, aperta al pubblico dal 2008, dove ha vissuto per vent’anni a Bohain, ricostruire il contesto storico e sociale scoprire una regione la cui attività principale all’epoca era l’industria tessile.

Devenir Matisse. Installation view at Musée Matisse, Le Cateau-Cambresis 2019
Devenir Matisse. Installation view at Musée Matisse, Le Cateau-Cambresis 2019

UN MUSEO IN PIENA ESPANSIONE

Il Musée Matisse, nato nel 1952 e già ampliato nel 1956, è oggi situato nel Fénelon Palace, ha una superficie di 2400 metri quadrati e possiede 1876 opere, di cui 783 di Matisse (26 dipinti, 21 sculture, 479 disegni, 220 stampe, 32 libri illustrati, 1 vetrata, 19 oggetti personali). Ma è composto anche di un’altra donazione molto importante in relazione a Matisse, quella dell’editore greco Teriade, Stratis  Eleftheriades, editore dello stesso Matisse e di Marc Chagall, Pablo Picasso, Alberto Giacometti, Fernand Léger, Georges Rouault, Le Corbusier. Un terzo fondo contiene inoltre il fondo Auguste Herbin con 65 opere. Questo museo in piena espansione sta per diventare ancora più grande, occupando i mille metri quadrati dell’antico mercato coperto di Le Cateau, un bell’edificio attinente che permetterà l’ampliamento nel 2022.

Elisabetta Villari

Le Cateau-Cambresis // fino al 9 febbraio 2020
Devenir Matisse
MUSÉE MATISSE
Place du Commendant Riché
https://museematisse.fr/

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AutoreHenri Matisse
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Elisabetta Villari
Elisabetta Villari, docente all’Università di Genova (DIRAAS), dove insegna Antropologia dell’immagine del mondo greco e antropologia del mondo antico. È stata invitata all’ENS a Parigi e all’UCSC in California come visiting professor. Ha tenuto seminari anche all’EPHE, all’INHA a Parigi e all’EHESS e ha svolto conferenze in molte università straniere. Dal 2005 ha organizzato a Genova una serie di incontri internazionali: le Giornate Warburghiane in collaborazione con istituzioni italiane e straniere. Ha collaborato con il Manifesto. Ha curato e scritto articoli per riviste straniere e libri, fra i quali “Walter Benjamin, Il viaggiatore solitario e il flâneur” (Melangolo 1998), “Musica corporis” (Brepols Turnhaut 2008), “Aby Warburg antropologo dell’immagine” (Carocci 2014), “Il paesaggio e il sacro” (De Ferrari 2013), “Politeismi antichi” Gup 2019.