Statua della Libertà ammanettata, il murale di Izaac Zevalking che turba l’opinione pubblica

Apparso nel centro di Las Vegas, il murale vuole essere una risposta alle recenti misure dell’amministrazione Trump, sempre più restrittive, per l’ottenimento della Green Card. Nel video, le dichiarazioni dell’artista.

Il murale di Izaac Zevalking
Il murale di Izaac Zevalking

L’opera è apparsa alcuni giorni fa su un muro del centro di Las Vegas: la Statua della Libertà, uno dei preminenti simboli dell’orgoglio americano, viene raffigurata piegata sul cofano di una macchina guidata dai funzionari dell’immigrazione e ammanettata. Un’immagine forte, che giunge a seguito delle nuove misure dell’amministrazione Trump, la quale ha deciso di rendere più complicato l’ottenimento della bramata Green Card per coloro che hanno accettato in passato di beneficiare di aiuti come buoni pasto, assistenza abitativa o sanitaria.  

LA STATUA DELLA LIBERTÀ DI IZAAC ZEVALKING

Lo scopo dell’opera è quello di cercare di tracciare analogie con il passato americano: ovvero come sono stati fondati gli USA, composti e costruiti interamente da immigrati. Solo così le persone potranno capire cosa sta succedendo attualmente e applicarlo alle questioni contemporanee” ha dichiarato all’emittente di Las Vegas KTNV Izaac Zevalking, aggiungendo: “nel nostro Paese, con questo clima politico, è il momento giusto per fare azioni che sensibilizzino in merito alla questione dell’immigrazione”. L’artista americano-britannico è l’autore del murale e fondatore della piattaforma Recycled Propaganda, che utilizza anche come nome d’arte. Il tema dell’immigrazione, soprattutto da parte dei paesi latino-americani, è una questione all’ordine del giorno negli Stati Uniti, in particolare a seguito del clima di intolleranza instaurato dall’amministrazione. Contro muri e barriere d’odio, e a favore di un ribaltamento del punto di vista sulla questione sociale, si sono espressi diversi artisti, tra cui Ronald Rael con Teetertotter Wall, in cui delle altalene per bambini attraversano il muro USA-Messico, permettendo a piccoli e grandi, di entrambe le parti, di giocare assieme.

-Giulia Ronchi

https://recycledpropaganda.com/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.