Compie due anni il centro per l’arte contemporanea Bombas Gens a Valencia. La storia

Compie due anni Bombas Gens, da fabbrica di pompe idrauliche a centro d’arte contemporanea. A Valencia il mecenatismo privato è anche impegno sociale e filantropia.

Bombas Gens a Valencia ph. F. Gómez
Bombas Gens a Valencia ph. F. Gómez

C’era una volta una fabbrica di pompe idrauliche, costruita nel 1930 da un imprenditore illuminato che, tra gli orti di Valencia, costruisce cinque capannoni con una facciata modernista, nello stile decó delle palazzine borghesi dell’Ensanche. Durante la guerra civile spagnola (1936-39) la fabbrica viene requisita e autogestita dagli operai per fornire materiale bellico alla causa repubblicana. Negli anni Novanta, gli eredi di Carlos Gens vendono lo stabile, la produzione cessa e i capannoni cadono in abbandono. È una coppia di collezionisti locali, José Luis Soler e Susanna Lloret, che nel 2014 acquista e riscatta dall’oblio la vecchia fabbrica nel quartiere di Marxalanes. L’idea è creare un centro culturale vivo, pensato per rendere pubblica la propria raccolta d’arte contemporanea. Nasce così una fondazione privata a carattere familiare dal nome emblematico, Per Amor a l’art, che si articola intorno a tre pilastri: l’arte, la ricerca scientifica e l’azione sociale. 

UNA CANTINA MEDIEVALE E UN RIFUGIO DELLA GUERRA CIVILE

In tempi record, Bombas Gens si è consolidato sul territorio anche grazie a due attrattive estranee all’arte contemporanea. Durante i lavori di ristrutturazione sotto la ex fabbrica sono emerse testimonianze d’epoche diverse. Da una parte i resti di un edificio rurale, una alquería – in arabo una cascina in campagna – costruita alla fine del Trecento, ma sviluppatasi tra il XV e il XVI secolo. Della cascina medievale restano oggi, visibili al pubblico grazie a una splendida cornice museale, la cantina con volta a botte, otri in terracotta e parti della pavimentazione in ceramica bianca e blu. Non c’è solo medioevo nel passato di Bombas Gens. Della storia più recente di Spagna è testimone il rifugio antiaereo costruito sotto due metri e mezzo di cemento armato, con duplice accesso per proteggere gli operai della fabbrica. E’ impressionante accedere all’angusta sala ipogea di circa 20 metri quadrati e leggere alle pareti le strette norme di sicurezza del rifugio, rimasto praticamente intatto dal 1938.

I PRIMI DUE ANNI DI BOMBAS GENS

Dal luglio del 2017 Bombas Gens si è convertito in uno degli spazi più interessanti a Valencia e in un’entità culturale in espansione. La direzione è affidata a Nuria Enguita (Madrid, 1967), storica dell’arte e curatrice dalla consolidata traiettoria internazionale, che dal 2015 ne gestisce i contenuti artistici e coordina l’équipe organizzativa e che ci racconta la storia dello spazio.

Bilancio del primo biennio?
Finora il nostro principale obiettivo è stato valorizzare la collezione Per Amor a l’Art, nata una decina d’anni fa e curata da Vicente Todolí. Le mostre che si alternano con cadenza semestrale sono incentrate su temi e artisti della collezione, che comprende oltre cent’anni di fotografia classica, da Cartier Bresson a Luigi Ghirri, ma anche pittura e scultura astratta, soprattutto opere dagli anni Ottanta a oggi. Attualmente è in corso un’ampia rassegna di fotografia giapponese tra il 1957 e il 1972, intorno alla breve stagione della rivista Provoke: si tratta della più importante raccolta di fotografia in mano privata fuori dal Giappone. Cerchiamo poi di promuovere gli artisti più giovani in collezione: è il caso di Nicolás Ortigosa (1983) con la sua personale interpretazione della Divina Commedia.

Bombas Gens ph Alfonso Claza per R. Esteve Estudio
Bombas Gens ph Alfonso Claza per R. Esteve Estudio

Che tipo di pubblico ricevete?
Prima di tutto ci siamo aperti a Marxalanes, il quartiere artigiano sviluppatosi negli anni Sessanta, dopo la deviazione del corso del Turia in seguito alla grande inondazione del 1957; qui offriamo attività di carattere sociale e ricreativo per bambini, giovani e famiglie. Per la città di Valencia, in generale, siamo già un punto di riferimento culturale e il 20% del nostro pubblico, secondo le inchieste, è composto da turisti stranieri. Il letto del fiume ci separa dalla centro storico, ma in realtà siamo a soli 300 metri dall’Ivam, l’Istituto d’arte moderno, e vicinissimi al Convent del Carme, altro nuovo spazio culturale d’avanguardia.

Come gestite il patrimonio storico emerso in maniera inaspettata dal sottosuolo della fabbrica?
La tendenza è considerare il tutto come materiale vivo, del presente, non come oggetto del passato. Per questo abbiamo inaugurato da poco la mostra Herencias, che racconta la microstoria e l’etnologia degli edifici rurali dove, in epoca medievale, si producevano già vino e seta. Abbiamo poi da poco presentato la pubblicazione digitale dal titolo Bombas Gens, 1930-2019. Storia, riabilitazione e nuovi utilizzi, curata da me e da Paloma Berrocal, l’archeologa che ha diretto gli scavi. Mi permetto però di ricordare, che a causa degli spazi ridotti sia della cantina medievale sia del rifugio antiaereo, la visita è guidata ed è meglio prenotare con anticipo sulla nostra pagina web”.

Nuria Enguita (foto E. Morán)
Nuria Enguita (foto E. Morán)

Progetti per il futuro?
Nella stagione 2019-2020 presentiamo il lavoro di due artiste donne: ospiteremo la mostra dell’indiana Sheela Gowda (1957) che attualmente è allestita all’Hangar Bicocca di Milano (curata dallo stesso Vicente Todolí, ndr) e della giovane valenciana Inma Femenía (1985). Si intitolano Hiperspacios e Botanicos le rassegne dedicate alle opere in collezione. La visita guidata a Bombas Gens comprende anche l’incantevole giardino, che mischia con naturalezza oltre cento specie diverse per ricreare veri e propri quadri paesaggistici. Qui la scultrice Cristina Iglesias ha realizzato A Través, opera site specific in bronzo fuso e acqua che si ispira alla storia del fiume Turia e delle sue devastanti inondazioni. Mecenatismo e filantropia sono dunque i pilastri della Fondazione Per l’amor a l’art: oltre ad eventi di carattere artistico e sociale, parte delle risorse sono destinate infatti alla ricerca scientifica sulle malattie rare, come la malattia di Wilson.

-Federica Lonati 

Centre d’art Bombas Gens, Valencia, www.bombasgens.com. Per orari di visita e prenotazioni consultare la pagina web o inviare mail a [email protected] tel. 963 466856.

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.