Al MoMA di New York Kassel Corridor, l’installazione di Bruce Nauman fruibile solo da una persona

Esposta per la prima volta nel 1972 a Kassel per documenta 5, l’opera del celebre artista è adesso in mostra al MoMA. Ed è fruibile solo da una persona alla volta…

Bruce Nauman (American, born 1941). Kassel Corridor: Elliptical Space. 1972. Painted wallboard, wood, and door hardware. Exhibition copy. Outer wall: 144 × 564
Bruce Nauman (American, born 1941). Kassel Corridor: Elliptical Space. 1972. Painted wallboard, wood, and door hardware. Exhibition copy. Outer wall: 144 × 564" (365.8 × 1432.6 cm), Inner wall: 144 × 558" (365.8 × 1417.3 cm), Width at center: 27" (68.6 cm), Width at ends: 4" (10.2 cm). Solomon R. Guggenheim Museum, New York. Panza Collection. Installation view, Bruce Nauman: Disappearing Acts at The Museum of Modern Art, New York (October 21, 2018–February 25, 2019, at MoMA and MoMA PS1). © 2018 Bruce Nauman/Artists Rights Society (ARS), New York. Digital image © 2018 The Museum of Modern Art, New York. Photo: Martin Seck

È dedicata a uno dei maggiori esponenti della Conceptual Art, e tra i principali artisti del Novecento, Bruce Nauman: Disappearing Acts, grande retrospettiva in corso al MoMA e al MoMA PS1 di New York su Bruce Nauman (Fort Wayne, Indiana, 1941). La mostra, che proviene dallo Schaulager di Basilea e che è stata premiata da Artribune come migliore esposizione del 2018, propone oltre 160 lavori dell’artista diventato celebre per le sue opere che riflettono sull’utilizzo del linguaggio e dal forte impatto emotivo: celebre, tra tutte, è One Hundred Live and Die del 1984. Nell’ambito della mostra newyorchese, un’opera in particolare è incentrata – anzi, è proprio la conditio sine qua non – sull’esperienza dei visitatori: si tratta di Kassel Corridor: Elliptical Space, installazione che è fruibile solo da una persona alla volta al sesto piano del MoMA.

L’INSTALLAZIONE

Kassel Corridor è stata esposta per la prima volta a Kassel nel 1972, in occasione di documenta 5, quell’anno curata da Harald Szeemann. Si tratta di un corridoio stretto formato da due pareti curve, al quale si accede da una porta collocata al suo centro. Per questa opera, Nauman ha dato precise indicazioni circa la sua fruizione: per accedere al corridoio, infatti, bisogna prenotarsi. Al banco informazioni del quinto piano del museo, un operatore controlla quali siano le fasce orarie ancora prenotabili e fornisce un regolamento con le indicazioni da seguire: al visitatore verrà affidata per la durata di un’ora la chiave della porta del corridoio, da non condividere con nessuno. Inoltre è consigliabile, una volta entrati in Kassel Corridor, chiudere la porta a chiave. Le ragioni sottese a queste indicazioni si spiegano attraverso la natura stessa dell’installazione: un’opera che riflette sul rapporto tra mostrarsi e nascondersi, tra voyeurismo e privacy.

LE REAZIONI DEL PUBBLICO

Stando a quanto riferito dal museo, Kassel Corridor sta riscuotendo un certo interesse tra i visitatori: ogni giorno, intorno alle ore 15, gli slot di visita risultano tutti prenotati, e si crea anche una lista d’attesa. Di solito gli ospiti si intrattengono dentro l’installazione quasi per tutto il tempo a loro concesso, consegnando le chiavi una decina di minuti prima che scada l’ora a disposizione. “Sembra che le regole imposte allo spettatore sia parte dell’opera”, ha spiegato ad Artnet News l’assistente curatoriale del MoMA Taylor Walsh. “L’individualità dell’esperienza è davvero importante”.

–       Desirée Maida

New York // fino al 18 e 25 febbraio 2019
Bruce Nauman: Disappearing Acts
MOMA
11 West 53 Street
MOMA PS1
22-25-Jackson Avenue

www.moma.org
www.momaps1.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

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