Miraculous Journey di Damien Hirst in Qatar. L’opera torna a far discutere dopo 5 anni

L’installazione, composta da 14 sculture, accoglie i visitatori del Sidra Medicine Center di Doha. Svelata e poi subito coperta nel 2013, è stata in questi giorni inaugurata nuovamente in concomitanza con l’apertura del nuovo ospedale. Scatenando polemiche, ma anche le reazioni favorevoli dei Movimenti per la Vita.

Damien Hirst
Damien Hirst

Nel 2022 il Qatar ospiterà i mondiali di calcio. In vista di questo importante evento un’aria di modernità sta spirando ovunque nel Paese, attraverso interventi infrastrutturali, grandi operazioni di sviluppo e anche l’acquisto di opere d’arte contemporanea. Tra queste, la “scandalosa” The Miraculous Journey di Damien Hirst, una serie di sculture commissionate da Sheikha Al Mayassa Bint Hamad Al Thani, sorella di Sheikh Tamim bin Hamad Al-Thani, emiro del Qatar, nel 2013 al top della power list di Art Review. Collezionista attivissima, 35 anni, artefice del rinnovamento artistico culturale del Paese, insieme alla Qatar Museum Authority e alla Qatar Foundation, ha commissionato l’opera all’artista britannico vivente più famoso al mondo per il Sidra Medical Center, edificio che ad oggi conta ben 65 interventi realizzati da artisti arabi e internazionali contemporanei

IL VIAGGIO MIRACOLOSO

La serie, concepita nel 2005, e realizzata nel 2013, aveva fin da subito destato scandalo per forme e contenuti. Ci sono voluti, racconta lo Studio Hirst sul suo sito, tre anni per realizzarla: il viaggio miracoloso, spiegano “comincia con la fecondazione di un uovo e termina con un bimbo perfettamente formato”. Le 14 statue che danno vita al processo e lo raccontano, passo dopo passo, da una palla di cellule fino alla formazione del feto, sono alte dai 5 agli 11 metri in altezza e pesano 216 tonnellate. L’opera, spiega Hirst, “proviene dal desiderio di creare qualcosa di monumentale ed essenzialmente umano”, con un approccio scultoreo che presto diventerà fondamentale per la sua pratica artistica. Questa celebrazione della vita, che accoglie i visitatori in visita all’Ospedale di Doha, appena inaugurato, non ha mancato tuttavia di destare scalpore, nè le reazioni favorevoli dei movimenti per la vita: la pratica della rappresentazione del corpo umano è nel mondo arabo non usuale, inoltre l’opera ritrae esplicitamente l’utero femminile, andando a toccare un aspetto particolarmente sensibile della vita della donna.

 

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. T H E M I R A C U L O U S J O U R N E Y Repost from @almayassabnthamad . رحلة الإنسان في الحياة تبدأ بتلك المعجزة التي يمضي بها قبل الولادة، عمل فني رائع للفنان داميان هيرست عن مراحل تكون الإنسان بمستشفى سدرة والذي يختص في رعاية النساء والأطفال. تهانينا لسدرة للطب الإفتتاح الرسمي. #الاحتفال_بسدرة #فن #قطر . Our miraculous journey starts before we are born, magnificent work by @DamienHirst speaks of the beauty of an extraordinary human process as a gift of Allah, occurring at Sidra Hospital as well as all across the globe, every second. Congratulations to @SidraMedicine on the official opening. . #Sidra #Art #DamienHirst #Hirst #Qatar #PublicArt #bronzesculptures #sculpture #14sculptures #sculptures #miraculousjourney #gestation #fetaldevelopment #fetus #pregnancy #artinqatar #artinstallation #mothers #childrenshospital #womenshospital #sidramedicine #journey #lifejourney

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LE POLEMICHE

È significativo come dopo 5 anni di vita l’opera, al tempo coperta (ufficialmente per aspettare l’opening dell’ospedale in realtà a causa delle molte critiche ricevute), poi svelata nuovamente in questi giorni, abbia conservato la propria carica in grado di scatenare dibattiti tra favorevoli e contrari. Hirst pare invece molto orgoglioso del proprio operato, essendo il suo il “primo nudo” in un progetto d’arte pubblica in Medio Oriente. E dopotutto, se pensiamo al senso di scandalo che riesce ancora a procurare l’opera L’Origine del Mondo di Courbet, oscurata più volte da Facebook e attaccata da molti utenti delle pagine social dei principali quotidiani nazionali (è avvenuto non più tardi di ottobre 2018) che l’avevano pubblicata, forse anche in Occidente il rapporto con il nudo non è ancora del tutto risolto.

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