Un tunnel autostradale sotto Stonehenge? E in Inghilterra scoppia la polemica

In Inghilterra gli archeologi sono sul piede di guerra perché la società Highways England vuole costruire un tunnel proprio sotto il famoso sito archeologico di Stonehenge. La polemica s’infiamma

Stonehenge, Wiltshire, England This is a photo of listed building number 1010140 ph Diego Delso fonte wikipedia

Un tunnel autostradale che attraversi uno dei siti inglesi più famosi e prestigiosi del mondo? Sembra un’idea folle eppure in Inghilterra l’eventuale costruzione di un’arteria per la viabilità nell’area che circonda Stonehenge è argomento di dibattito. Da un lato c’è la volontà di snellire il traffico dell’intera regione, congestionato dal grande flusso turistico, dall’altro studiosi e archeologi che sono sul piede di guerra in difesa del luogo. Chi la spunterà?

LA STORIA

Risale al 2014 la protesta sollevata da un gruppo di cittadini che si lamentava del grande flusso turistico e di macchine che quotidianamente percorrevano la A303, la grande autostrada a due corsie che unisce Basingstoke nell’Hampshire all’Honiton nel Devon passando per Stonehenge, sito di epoca neolitica che dal 1986 fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Un problema non di poco conto dato il numero di persone che ogni anno si recano sul luogo per visitare il sito. Ma come risolvere il problema urbanistico? Facile: costruendo un grande tunnel di 1.8 km a quattro corsie che passi proprio sotto il sito archeologico, limitando così i flussi di automobili che si riversano sull’attuale autostrada. Soluzione questa che, manco a dirlo, ha fatto gridare allo scandalo archeologici ed intellettuali, preoccupati per gli eventuali danni ai grandi monoliti, resistiti per decine di secoli, ma ora seriamente a rischio per le continue sollecitazioni.

LE DUE POSIZIONI

“Stiamo per perdere per sempre un sito di grande valore”, ha dichiarato a Courthouse News David Jacques dell’Università di Buckingham, “Stonehenge non riguarda solamente le pietre ma un intero paesaggio. Se lo distruggiamo non potrà mai più tornare indietro e tutto perderà di valore”. E c’è chi sostiene addirittura che “i lavori potrebbero portare a un dissesto del terreno e al conseguente crollo di tutto il sito”.
La Highways England, la società che gestisce le autostrade, si difende sostenendo che “tutte queste accuse sono solo inutili allarmismi. La nostra società ha contribuito a migliorare le condizioni di viaggio di tutta la nazione e anche questo progetto sarà in linea con i nostri standard”.

I PROGETTI

Diverse sono le proposte che sono state presentate dal 2014 ad oggi. A febbraio, ad esempio, è stato bocciato un progetto perché troppo vicino a Blick Mead, un’area archeologica, poco lontana da Stonehenge, che risale al mesolitico. Anche il Comitato del Patrimonio Mondiale UNESCO ha espresso le sue perplessità sul progetto, condannandolo perché “inciderebbe negativamente” sul sito archeologico, ma il loro dissenso, purtroppo, non ha alcun valore giuridico. E quindi quale sarà il destino di Stonehenge? Intanto aspettiamo che venga presa una decisione definitiva. L’inizio dei lavori è previsto per il 2021 con la conclusione nel 2025, ma difficile che si giunga ad una decisione nei tempi previsti.

– Valentina Poli

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Valentina Poli
Nata a Venezia, laureata in Conservazione e Gestione dei Beni e delle Attività Culturali presso l'Università Ca' Foscari di Venezia, ha frequentato il Master of Art presso la LUISS a Roma. Da sempre amante dell'arte ha maturato più esperienze nel settore della didattica progettando e gestendo laboratori, in quello della preparazione di piccoli e grandi eventi culturali, nel settore delle gallerie d'arte e in campo giornalistico con collaborazioni con riviste del settore. Oggi vive a Roma.

1 COMMENT

  1. Chi non è mai stato a Stonehenge, non può sapere che la magia di questo luogo non consiste solo nell’anello di pietre megalitiche, ma nella sua precisa collocazione in un contesto spaziale che si articola intorno al monumento stesso, in modo che da esso si possa osservare la volta celeste e percepirla come più estesa di quanto normalmente possa accadere; il complesso è posizionato su di una quasi invisibile altura che degrada in modo del tutto impercettibile verso la linea dell’orizzonte, e questo cinge tutto lo spazio, dando la sensazione di un’estensione e di una saturazione spaziale mai percepita in nessun altro luogo prima d’ora.
    Come in molte situazioni, anche in questa, quando viene chiesto di guardare in una direzione, è molto più saggio dare uno sguardo intorno, prima…

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