Il Movie Museum del regista Peter Jackson a Wellington non si farà. Per la città costa troppo

Il regista neozelandese che ha diretto pellicole come Il Signore degli Anelli e Lo Hobbit non trova l’accordo con l’amministrazione di Wellington per via dei costi elevati di realizzazione del museo. Ecco la storia…

Peter Jackson
Peter Jackson

Musei che inaugurano, musei che si rimandano. Solo un paio di giorni fa vi parlavamo del National Comedy Center, il museo dedicato alla commedia americana che ha aperto le sue porte al pubblico a Jamestown, a New York: uno spazio espositivo di oltre 3.400 metri quadrati, per un investimento pari a 50milioni di dollari. Ammonterebbe invece a 88milioni l’ambizioso progetto di Peter Jackson, il regista di celebri pellicole come Il signore degli Anelli e Lo Hobbit che da anni lavora alla realizzazione del suo sogno nel cassetto: aprire a Wellington un museo dedicato ai film. Ma dopo lunghe trattative con l’amministrazione della città, arriva in queste ore la notizia che il museo di Jackson, almeno per il momento, non si farà. Il motivo? Sembrerebbe essere legato ai costi esosi del progetto.

IL MUSEO PENSATO DA JACKSON

L’idea del Movie Museum nasce dalla volontà di Peter Jackson di dare una casa alla sua grande collezione di scenografie, oggetti e modelli cinematografici, come l’auto d’epoca del film Chitty Chitty Bang Bang. Il museo, secondo un primo accordo tra The Movie Museum Limited – la società fondata da Peter Jackson, Fran Walsh, Richard Taylor e Tania Rodger per lo sviluppo e la gestione del Museo del Film a Wellington – e il Wellington City Council, avrebbe dovuto trovare collocazione presso il Centro Congressi che si trova sul lungomare della città, e su cui l’amministrazione comunale sta investendo non poche risorse. Ma a causa dei costi di realizzazione del museo, le due parti hanno optato per una “separazione reciprocamente concordata”. “Rimaniamo impegnati nella creazione di un museo del cinema a Wellington e ora prenderemo in considerazione altre opzioni”, ha dichiarato The Movie Museum Limited, mentre la città di Wellington è concentrata sul portare a termine il progetto del Centro Congressi: “ci stiamo preparando per una svolta nel 2019”, ha dichiarato il sindaco Justin Lester.

DAL CINEMA ALLA CULTURA MAORI

All’interno del Centro Congressi 1500 metri quadrati saranno comunque destinati a spazi espositivi, e per la loro gestione l’amministrazione comunale sta trattando una partnership con il Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa, museo dedicato alla cultura Maori e alla Storia naturale del Pacifico. “Gli spazi espositivi di tutto il mondo stanno subendo una rinascita, in particolare con la fusione di arte e tecnologia”, continua Lester. “Ci aspettiamo che questo spazio sia un punto di svolta che non solo porti il meglio del mondo in Nuova Zelanda, ma dia anche una piattaforma al nostro settore creativo per pensare in grande”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.