I collezionisti Harry e Linda Macklowe divorziano e si litigano la collezione da un miliardo

Si separano dopo oltre cinquant’anni di matrimonio Harry e Linda Macklowe tra i maggiori collezionisti al mondo di arte del dopoguerra e contemporanea. Un divorzio senza esclusione di colpi, seguitissimo dai media americani. Oggetto del contendere una collezione d’arte stratosferica che si aggira intorno al miliardo di dollari

Harry e Linda Macklowe
Harry e Linda Macklowe

Dopo la separazione di Roman Abramovich e Dasha Zhukov, un altro divorzio scuote il sistema dell’arte contemporanea. Harry e Linda Macklowe, coppia d’oro dell’art-system e tra i massimi collezionisti statunitensi, hanno annunciato la fine del loro matrimonio, dopo più di cinquant’anni di vita insieme. La notizia è rimbalzata immediatamente su tutti i media americani non solo per gli aspetti più strettamente legati al gossip – Harry ha chiesto il divorzio dalla moglie per sposare in seconde nozze una donna decisamente più giovane – ma soprattutto per l’aspetto economico della vicenda. Con la collezione d’arte contemporanea a giocare un ruolo di primo piano.

LA COLLEZIONE CONTESA

Sì perché Harry Macklowe, magnate dell’edilizia e proprietario di alcuni dei più prestigiosi grattacieli di New York e dell’Apple Store sulla Fifth Avenue, ha messo su, insieme alla moglie Linda, una delle collezioni d’arte più ambite della Grande Mela che comprende opere di Picasso, Pollock, diverse tele di Rotkho, la serie di Marilyn Monroe di Andy Warhol, Giacometti e molti altri. 170 opere, tutte di valore museale, acquistate dalla coppia, inserita da Artnews tra i cinquanta maggiori collezionisti del pianeta, durante gli anni del matrimonio ed ora contesa da entrambi. Ed è proprio sul valore della collezione che si gioca lo scontro durissimo tra le parti.

IL VALORE DELLA COLLEZIONE SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

Per ottenere rapidamente il divorzio dalla moglie, l’ottantenne Harry, la cui fortuna è stimata intorno ai 2 miliardi di dollari, ha offerto alla donna l’intera collezione d’arte fissandone il valore ad un miliardo di dollari. Linda Macklowe ha rifiutato la proposta giudicandola inadeguata. Secondo i consulenti della Macklowe, che è nel board dei trustees del Metropolitan Museum e ha ottenuto un posto nel consiglio di amministrazione del Guggenheim dopo aver donato all’istituzione 2,5 milioni di dollari oltre a rivestire il ruolo di consulente per le arti visive per la città di New York, la collezione d’arte vale 625 milioni di dollari. Una cifra giudicata troppo bassa dagli avvocati di Harry Macklowe che attestano un valore nettamente superiore. In particolare, oggetto del contendere è l’opera di Alberto GiacomettiThe Nose” stimata da Christopher Gaillard, consulente artistico di Linda Macklowe, 38 milioni di dollari, una cifra nettamente inferiore rispetto ai 70 milioni pagati da Harry Macklowe per acquistarla. L’uomo accusa la moglie di voler abbassare il prezzo della collezione per ottenere più soldi in sede di separazione. A differenza di Roman Abramovich e Dasha Zhukov, che hanno tutelato la loro privacy facendo trapelare pochissime informazioni sulla loro separazione, dichiarando in una nota congiunta di aver scelto di continuare a lavorare fianco a fianco nella gestione del Garage Museum e della collezione d’arte contemporanea, i coniugi Macklowe sono invece avviati sulla strada di un divorzio lungo e tortuoso, seguito con forte interesse dai media americani, che rischia di rivelarsi un boomerang per entrambi costretti a dichiarare pubblicamente il valore di quanto posseduto.

Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.