Sono la figlia di Salvador Dalì. E il giudice richiede la riesumazione del cadavere del pittore

La donna sarebbe nata da una relazione segreta tra il pittore e la cameriera. Ma non è la prima volta che Pilar Abel Martínez è coinvolta in una causa. Cartomante in tv, avrebbe già denunciato uno scrittore per essersi riconosciuta in uno dei suoi romanzi.

Salvador Dalì
Salvador Dalì

Su Salvador Dalì e il suo rapporto aperto con la moglie Gala, conosciuta nel 1929, ex coniuge di Paul Éluard, poi amore e musa del maestro surrealista, ci sono molte storie e pettegolezzi, che vedrebbero soprattutto lei al centro di molte relazioni extra-coniugali. Ma se dobbiamo dare credito alla storia che viene da Figueres, Girona parrebbe che anche il famoso pittore non sia stato con le mani in mano.
Una donna, Maria Pilar Abel Martínez, nata nel 1956, avrebbe dichiarato di essere la figlia segreta di una scappatella tra Dalì e una cameriera a servizio da amici dell’artista. La donna si sarebbe poi sposata e avrebbe continuato la sua vita senza avanzare pretese nei confronti del pittore, ma la storia sarebbe comunque saltata fuori. E ora Pilar pretende il riconoscimento della paternità biologica e il test del DNA. Un magistrato ha deciso di accogliere la sua richiesta e ha ordinato la riesumazione del corpo dell’artista scomparso nel 1989 e sepolto a Figueres, perché “non ci sono prove biologiche, né effetti personali sui quali si può effettuare il test presso l’Istituto nazionale di Tossicologia”.

CHI È PILAR

Salvador Dalí, L'enigma del desiderio, 1929. Münich, Staatsgalerie Moderner Kunst
Salvador Dalí, L’enigma del desiderio, 1929. Münich, Staatsgalerie Moderner Kunst

La riesumazione dovrebbe avvenire nei primi di luglio. Pilar, che per otto anni ha letto i tarocchi in uno show televisivo di Girona, sta combattendo dal 2007 per questo riconoscimento. La madre le avrebbe rivelato di avere avuto una relazione clandestina con Dalì a Port-Lligat, dove questi aveva lo studio. Inoltre Pilar, per tutta la vita, sarebbe stata accusata dalla nonna di essere una “fricchettona” come suo padre.
La Fondazione Gala-Dalì non si è espressa pubblicamente in merito, ma ha già preso le sue contromisure. Che la signora sia credibile o meno, non è ancora dato di saperlo: d’altra parte non è la prima volta che è impegnata in una causa. La prima era stata nel 2006 contro lo scrittore Javier Cercas: la donna si era riconosciuta in un personaggio, una Pizia, di uno dei libri dell’autore, Soldados de Salamina, chiedendo ben 700.000 euro di danni. Ma il tribunale non le aveva dato ascolto.

Gala and Salvador Dalí, c. 1933
Gala and Salvador Dalí, c. 1933

COSA CAMBIEREBBE

Se venisse dimostrata la paternità, Pilar diverrebbe a tutti gli effetti una degli eredi del pittore e potrebbe utilizzare il cognome del padre, oltre a poter beneficiare dei diritti d’autore, attualmente gestito da Nicolàs Decharnes, figlio dell’ex segretario di Dalì, Robert, morto nel 2014 (anche se, in questo caso, dovrebbe affrontare una ulteriore causa).C’è anche un altro dettaglio interessante. L’avvocato di Abel, Francesc Bueno è lo stesso che ha rappresentato il cameriere Albert Solà che affermava di essere il figlio di Re Juan Carlos I. Ma la giustizia aveva poi dato ragione al monarca.

IL PRESUNTO FIGLIO DI DALÌ

Tra gli altri “figli” di Dalì, figura José Van Roy Dalì, che si dichiara erede legittimo di Gala e Salvador (Gala in realtà ebbe solo una bambina, Cécile, da Paul Èluard), e che fa anch’egli l’artista. Nel suo sito web, la “minibiografia” racconta: “José Dalì nasce a Perpignan nella Catalogna alle ore 12 .45 del 17 febbraio, figlio di Salvador Dalì Domenech, illustre pittore e della sua consorte Elena Deluvina Diakonov (Gala).Nelle sue numerose memorie, José ha  sovente descritto le difficoltà della sua primissima infanzia, che una psicologa sua amica (D.ssa Gabriella Tupini) ricondurrà ad “una situazione traumatica originale”, costituita da “una serie quasi allucinogena di casi oggettivi” legati essenzialmente alla figura del famoso padre Salvador”. Sarebbe poi cresciuto in Italia e diventato artista come il padre, praticamente adottato poi da una certa “famiglia Rossi” di Verona. Sono state molte le vertenze in corso con la Fondazione che porta il nome dell’artista e anche gli articoli che tendono a “smascherare” Van Roy Dalì, il quale tuttavia ha costruito tutta la sua storia intorno al suo rapporto col padre. Verità, bugia o operazione artistica?

– Santa Nastro

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.