La trasformazione di Teufelsberg a Berlino. La montagna del diavolo diventa museo?

Una ex stazione radio americana a Berlino, su una collina di detriti bellici. Un sito di Street Art. Un progetto culturale per trasformare l’area in un centro d’arte. E non mancano le polemiche…

Teufelsberg, Berlino
Teufelsberg, Berlino

Come un frammento di memoria bellica può trasformarsi in chance culturale. Un luogo intriso d’inquietudine, musealizzato e consegnato alla contemplazione collettiva; un luogo che per qualcuno, invece, deve tornare a vivere. Sostituendo il culto del reperto alla celebrazione del nuovo.
Siamo a Berlino Ovest, al centro della foresta di Grunewald, là dove si erge la collina di Teufelsberg (letteralmente “montagna del diavolo”), un cumulo di detriti della Seconda guerra mondiale, alto 115 metri. Qui campeggiano i relitti di una stazione radio dei servizi segreti americani, dismessa dopo la caduta del Muro. Le quattro poderose antenne, che svettano contro il cielo come dei titani spenti, sono teatro di decine e decine di interventi di Street Art, tutti abusivi, realizzati intrufolandosi oltre la recinzione metallica. Un posto surreale, con vista mozzafiato sulla città, in cui sembrano ancora echeggiare le voci intercettate dagli apparecchi radio, negli anni del conflitto e poi della guerra fredda. Circa ventiquattromila visitatori vi arrivano ogni anno in pellegrinaggio – pagando anche un regolare ticket – per scoprirne i segreti e le cicatrici.

UN MUSEO SULLA MONTAGNA DEL DIAVOLO

Nel 2015 l’unico inquilino del luogo, il giovane guardiano Shalmon Abraham, assunto dalla società che gestiva le visite guidate, è stato sfrattato. Un nuovo proprietario si insediava e gli obiettivi cambiavano. Nonostante l’impegno di Abraham per garantire un afflusso di pubblico, potenziando l’apporto degli artisti e accogliendo i turisti al meglio, l’immobiliarista Marvin Schütte iniziava a mettere a punto altre strategie. Già un decennio prima, il padre, l’architetto Hanfried Schütte, aveva scommesso insieme a un gruppo di investitori sulla costruzione di un hotel, di un residence con appartamenti di lusso e di una torre-osservatorio, proprio nel cuore della collina: progetto fallito e permessi di costruzione scaduti nel 2006.
Oggi Schutte junior è tornato in campo. Immaginando per questo posto un futuro di sviluppo, investimenti, turismo e cultura. Con le cose fatte come si deve. L’idea è di crearvi un museo, una residenza per artisti e uno spazio per incontri. Il progetto è in via di definizione e il prossimo autunno sarà consegnato al distretto di Charlottenburg.

Teufelsberg, Berlino
Teufelsberg, Berlino

SPECULAZIONE EDILIZIA O CULTURA? I SOLITI SOSPETTI

Ma, a scanso di polemiche – per altro già partite – il nuovo padrone di casa ha precisato: “Vogliamo preservare tutto; non costruiremo niente di nuovo e non danneggeremo nulla“. Insomma, di speculazioni immobiliari non si parla, tantomeno di ruspe e di cantieri per cambiare radicalmente volto a questo iconico angolo di Berlino. Perché, come ha ben intuito Schütte, mantenerne il fascino e l’unicità è l’unico modo per potenziare i transiti, per valorizzarne ulteriormente il nome.
Ma non tutti, per l’appunto, si fidano. Un museo a Teufelsberg? Per le associazioni locali e i residenti lo spettro dello sfruttamento c’è eccome; e a interessare i nuovi proprietari sarebbe più il ritorno economico che non il bene della città e della comunità. Vecchia storia. I conservatori del caso, con le argomentazioni di rito, sfoggiano il solito muro di sospetti e resistenze. Soprattutto in presenza di privati che pensano di investire (e naturalmente, che male c’è, di guadagnare).
L’idea di base – non conoscendone ancora i dettagli – parrebbe invece buona. Nella speranza che chi debba controllare controlli davvero: valorizzare e riqualificare sì, ma avendo cura di quel che resta, di quel che lascia risuonare ancora la sua voce.

– Helga Marsala

 Teufelsberg
Teufelsseechaussee 10, 14193, Berlino
Orari: da lunedì a domenica, ore 10-19
chiuso il venerdì

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d'arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è stata anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatorice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.