Nuova Tate St. Ives. La sede in Cornovaglia del museo britannico raddoppia gli spazi

L’ampliamento, necessario per la crescente popolarità della sede distaccata della Tate Gallery di Londra, darà uno spazio permanente agli artisti di St. Ives accanto a mostre di artisti inglesi riconosciuti all’estero.

Tate St. Ives - photo Ian Kingsnorth, 2013
Tate St. Ives - photo Ian Kingsnorth, 2013

Dopo quattro anni di lavoro, il progetto di ampliamento della Tate St. Ives in Cornovaglia sta per diventare realtà. Sull’esempio della Tate Modern che l’ha preceduta di un anno, il prossimo 14 ottobre s’inaugura un nuovo edificio di 600mq – con un giardino pubblico sul tetto collegato alla scogliera e alla spiaggia sottostante – accanto a quello già esistente aperto al pubblico nel 1993 come parte della rete della Tate Gallery. Affidato allo studio di architettura Fobert, il progetto della nuova Tate St. Ives ha richiesto un investimento di 20 milioni di sterline da parte di una serie di finanziatori pubblici, tra cui Cornwall Council, Arts Council England, e privati come fondazioni e donatori individuali, reso necessario per ospitare il grande numero di visitatori che attrae ogni anno (una media di 240mila turisti all’anno).

UNA COLLEZIONE VERY BRITISH

Quando abbiamo deciso di aprire una galleria della Tate a St Ives, sapevamo che sarebbe stato un luogo davvero unico per sperimentare l’arte”, ha dichiarato il direttore uscente della Tate Nicholas Serota in una nota stampa del museo britannico. “Ma non avremmo mai potuto prevedere che sarebbe diventato così popolare. Questo nuovo progetto nasce a partire da quel successo e offre l’opportunità a curatori, artisti e visitatori, di sperimentare in un colpo solo sia la St Ives storica che quella più recente dell’arte contemporanea”. Per la prima volta, infatti, il raddoppio del museo permetterà di dare una sede permanente – oltre che a nomi dell’arte britannica e internazionale da Ben Nicholson a Piet Mondrian – anche a tutti quegli artisti del XX secolo che hanno vissuto e lavorato in città, dimostrando il ruolo di questa cittadina di mare nella storia dell’arte moderna. A questa si affiancherà un programma di mostre stagionali che si apriranno con una prima grande personale nel Regno Unito di Rebecca Warren, l’artista britannica nominata per il Turner Prize nel 2006 nota per le sue sculture di grandi dimensioni e materiche, a cui seguirà nel 2018 una retrospettiva di sole artiste donne ispirata all’opera di Virginia Woolf.

Claudia Giraud

www.tate.org.uk

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).