Tante immagini da documenta Atene. “Generare significati da nuovi scenari per l’arte”

Voce al curatore Adam Szymczyk: “Non stiamo cercando di fare di Atene una meta per gli amanti dell’arte contemporanea”. Immagini dalla sede di Parko Eleutherias

Ho pensato che il raddoppio di prospettiva sarebbe stato produttivo, per diverse ragioni. Uno spostamento della mostra che permette di generare significati in un luogo non proprio centrale nelle dinamiche creative contemporanee”. Vi abbiamo raccontata la preview di documenta ad Atene nel suo quadro generale, poi sottolineando alcuni aspetti particolari: ora diamo voce al curatore Adam Szymczyk, da una delle tante interviste rilasciate in questi giorni. “Non stiamo cercando di fare di Atene una meta per gli amanti dell’arte contemporanea, ma stiamo cercando di pensare a un luogo che è diventato sinonimo di realtà molto profonde e dure della crisi sociale ed economica che la Grecia sta vivendo almeno dal 2008, anche se le radici di questa crisi sono più profonde”. Se vi avevamo anticipate le connessioni della rassegna alla realtà socio-economica, queste parole le confermano: qui immagini dalle sedi di Parko Eleutherias, Conservatory Athens Hall e National Museum of Contemporary Art…

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1 COMMENT

  1. Sale semivuote, oggetti in diversi casi minimali, capanne e accampamenti, sedute di terapia collettiva, artigianato etnico, cumuli di rifiuti, qualche addobbo alla bell’e meglio.
    A occhio mancano lavori che concretamente parlino dell’attuale stadio del capitalismo caotico: inutile tentare di rintracciare riferimenti all’evasione fiscale legale degli armatori greci, noti sponsor dell’arte che conta. Ma se non c’è niente da vedere forse ci sarà abbondanza di scritti sul catalogo , ma non è scontato nemmeno questo.
    Quella che era la più importante manifestazione artistica del mondo, insieme alla Biennale di Venezia sembra Manifesta : mancano solo le quintalate di sterco fognario secco esposte nell’ultima edizione della disastrosa Biennale itinerante dei dilettanti.
    A questo punto rivaluto damien hirst, anche se lo scrivo con le minuscole, che in fin dei conti è più comodo delle montagne russe.
    Aspettiamo Kassel e vedremo, io questa non me la vado certo a vedere: se posso vado a vedermi invece il Partenone e a godermi il sole e mare sulle isole: se l’arte è terreno dei mediocri e di questi curatorini meglio la natura!

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