Il Metropolitan Museum di New York mette online gratuitamente 375mila immagini

Una nuova iniziativa open source arriva dagli States. Il Met di New York mette online il proprio archivio di immagini ad alta risoluzione per un uso ampio e aperto. E si accorda con altri siti per la loro diffusione

Metropolitan Museum of Art, New York
Metropolitan Museum of Art, New York

Non si ferma la rivoluzione open source dei musei americani. Dopo il MoMA, che ha messo online gratuitamente le proprie collezioni e i propri cataloghi, anche il Metropolitan Museum imbocca la strada della condivisione liberando un patrimonio di oltre 375mila immagini, che saranno accessibili a tutti sia per utilizzo di studio che commerciale, grazie all’adozione di una policy Open Access e alla collaborazione con realtà come Creative Commons, Wikimedia, Artstor, the Digital Public Library of America (DPLA), Art Resource e Pinterest. E sono proprio queste partnership a rendere unica l’iniziativa del Met, che arriva in ultimo in ordine di tempo seguendo l’esempio di altre istituzioni importanti come lo Smithsonian Design Museum di New York, la National Gallery of Denmark di Copenhagen, il Rijksmuseum in Amsterdam e il già citato MoMA.

WIKIPEDIA E PINTEREST

In questo caso però, il progetto prevede non solo la digitalizzazione, ad altissima risoluzione, delle immagini, ma anche una strategia di disseminazione del materiale presso un pubblico ampio: gli utenti non dovranno per forza raggiungere il sito web del museo per trovare il materiale, ma potranno scaricarlo anche da altri siti che già conoscono, come Wikipedia e Pinterest. Si tratta di un’azione importantissima, sia a livello pratico che simbolico, perché per la prima volta viene riconosciuta a pieno l’importanza dell’utilizzo di Internet per la diffusione dell’arte e della cultura, abbracciando, senza paura e senza inutili protezionismi, la sua potenza di fuoco in tutta la sua estensione, lasciando che le immagini vengano scaricate e utilizzate liberamente anche da un pubblico diverso da quello specializzato.

Valentina Tanni

http://metmuseum.org/openaccess

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.

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