Atelier Van Lieshout apre lo studio per l’art week olandese. Nuovo progetto sul Futurismo

A spiegarlo ad Artribune è Joep Van Lieshout mentre mostra le fasi sperimentali di questo progetto che rappresenta una ulteriore fase nel lavoro dell’artista olandese. E che dal movimento italiano prende i concetti di ricostruzione e decostruzione, affrontandoli in chiave contemporanea

AVL-Mundo, Rotterdam
AVL-Mundo, Rotterdam

C’è una fondazione alle porte di Rotterdam che porta il nome di un famoso “brand” d’arte. L’acronimo, AVL Mundo, sta infatti a rappresentare l’Atelier Van Lieshout. Fondato da Joep Van Lieshout è lo spazio–laboratorio collocato in un ex edificio industriale, dove le opere del famoso team prendono vita. In questi giorni, per la art week della città olandese a pochi chilometri dalla capitale Amsterdam, la fondazione è stata coinvolta nella realizzazione di un evento fruibile fino a domenica: in questa occasione lo studio apre le porte con la mostra Happening con opere di Jason Page, Jennifer Caubet, Felix Burger, video dalla Hugo Brown Family Collection e, naturalmente l’Atelier Van Lieshout. Nel frattempo Joep trova il tempo per parlarci di un nuovo progetto e per mostrarci la fase sperimentale nel suo studio, che si concluderà con la realizzazione di un video, montaggio di pillole più brevi.

UN PROGETTO CHE PARLA ITALIANO

È un luogo denso di immagini e di sensazioni sonore, con macchine, presse, grandi tronchi d’alberi, marchingegni che lavorano tutti insieme come un organismo vibrante, in una fase evolutiva dell’estetica del team, consequenziale ma diversa da tutti i lavori che conosciamo. Il progetto affonda le sue radici nel movimento futurista: e mentre presse distruggono oggetti, pressandoli e rendendoli liquidi, altri macchinari decostruiscono e costruiscono nuove opere; Joep nel frattempo spiega ad Artribune le ragioni della sua ricerca sulla corrente italiana nata all’inizio del XX secolo da artisti come Umberto Boccioni, Giacomo Balla e dal poeta ideologo Filippo Tommaso Marinetti, per citarne alcuni: “Il Futurismo mi interessa perché come movimento artistico si è concentrato sulle grandi trasformazioni tecnologiche e sociali dell’epoca. L’idea centrale del futurismo è fare piazza pulita del passato e delle sue idee per creare un nuovo inizio, con tutto quello che storicamente poi ha comportato anche di negativo. Dunque dalla distruzione si può ricostruire qualcosa di completamente nuovo. Se ci pensiamo oggi stiamo vivendo un momento storico analogo con nuove tecnologie, nuovi media, nuovi stimoli e molte tensioni allo stesso tempo sociali e politiche. Ecco perché riflettere su quel periodo può essere utile, anche se io non voglio dire che sto facendo un lavoro politico”. Ecco tutte le immagini…

Santa Nastro

AVL-Mundo
Keileweg 18 – 3029 BS Rotterdam
avlmundo.org

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.