A Torino si può di nuovo visitare l’Armeria di Palazzo Reale (aspettando la riapertura della Rotonda)
Oltre agli spazi dell’Armeria nella Galleria Beaumont, tornano visibili anche il Medagliere e il Gabinetto Cinese, grazie a un importante intervento finanziato dal PNRR. E per il 2026 è prevista la riapertura della Rotonda di Pelagio Palagi, a completamento del percorso espositivo
I visitatori di Palazzo Reale a Torino hanno nuovamente la possibilità di accedere a tre importanti sezioni del circuito museale che erano chiuse da 160 giorni per lavori di riqualificazione. Si tratta della Galleria Beaumont, la parte più spettacolare e scenografica dell’Armeria Reale, e di due ambienti più piccoli, ma egualmente interessanti come il Medagliere e il Gabinetto Cinese. “È stato un intervento complesso ma eseguito velocemente grazie all’ottimo coordinamento della squadra dei Musei Reali con le diverse ditte che hanno esegui i lavori” spiega Paola D’Agostino, neodirettrice dei Musei Reali. Gli interventi hanno portato a un miglioramento della sostenibilità energetica, della qualità degli ambienti e dell’esperienza di visita. In particolare, si è provveduto ad aggiornare ed efficientare gli impianti di controllo della temperatura e dell’illuminazione, con l’obiettivo di ottimizzare il microclima, valorizzare le architetture storiche e rendere più confortevole la fruizione degli spazi. “Nei giorni d’estate più torridi eravamo costretti a chiudere l’Armeria per il troppo calore, ora non sarà più così” aggiunge D’Agostino. Gli interventi sono costati complessivamente 900.000 euro e sono stati realizzati grazie ai finanziamenti del PNRR. Un progetto messo in cantiere inizialmente dall’ex direttrice dei Musei Reali, Enrica Pagella, e seguito anche dal direttore delegato Mario Turetta.

La storia dell’Armeria Reale di Torino
Con oltre 1700 manufatti esposti al pubblico (dei 5.000 che costituiscono l’intera collezione), l’Armeria Reale di Torino è una delle più prestigiose collezioni di armi e armature d’Europa. Fu istituita per volere del re Carlo Alberto di Savoia nel 1837 e ancora oggi è situata nella sua collocazione originaria, lo spettacolare scenario settecentesco della Galleria Beaumont. Prende il nome dal pittore di corte Claudio Francesco Beaumont (Torino, 1694 – 1766) che tra il 1738 e il 1743 eseguì le decorazioni delle volte con le Storie di Enea. Nel 1842 il museo venne ampliato con la Rotonda progettata da Pelagio Palagi (Bologna, 1775 – Torino, 1860), destinata alle collezioni più recenti, tra cui armi appartenute a Napoleone Bonaparte e agli ultimi sovrani d’Italia, oltre a una importante scelta di armi orientali. Con l’avvento della Repubblica nel 1946, l’Armeria divenne quindi museo statale.
L’allestimento dell’Armeria
L’allestimento attuale, inaugurato nel 2005, conserva gli elementi espositivi ottocenteschi e adotta il criterio scenografico fedele al progetto originario di Carlo Alberto, nelle grandiose panoplie collocate sulle pareti e nella suggestiva parata di cavalieri in armi su cavalli lignei bardati, che a coppie si fronteggiano dai due lati opposti della Galleria, evocando visioni di tornei, battaglie e sfilate militari. Il percorso dell’Armeria Reale si completerà nel 2026, con l’apertura della Rotonda al momento ancora chiusa al pubblico per il riallestimento dopo la conclusione dei lavori.
La collezione del Medagliere Reale
Con l’Armeria Reale riapre anche il Medagliere Reale, una delle raccolte numismatiche più significative d’Italia, che conserva oltre 31.000 pezzi, di cui 28.601 monete e 3.700 tra medaglie, sigilli e impronte. La collezione nasce nel 1832 per volontà di Carlo Alberto, che la inserisce nel più ampio programma culturale volto a conferire prestigio storico al Regno di Sardegna. Ben presto la vocazione del Medagliere supera i confini della storia sabauda, ampliandosi a monete antiche e medievali e a emissioni di altri Stati. Tra le acquisizioni più rilevanti figura la collezione Gradenigo (circa 20.000 monete, tra cui 8.000 greche e 3.000 medievali). Questi ampliamenti definiscono l’identità enciclopedica del Medagliere, che diventa una risorsa essenziale per gli studi numismatici ottocenteschi. “A partire da marzo proporremo delle piccole esposizioni per valorizzare al meglio questo patrimonio di monete e medaglie” spiega Elisa Panero, curatrice delle collezioni del Medagliere Reale.
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Il Gabinetto Cinese
La chiusura temporanea dell’Armeria Reale ha consentito di programmare un restauro conservativo anche nell’adiacente Gabinetto Cinese dell’Appartamento di Rappresentanza. I lavori, durati cinque settimane, sono stati diretti da Tiziana Sandri, restauratrice coordinatrice dei Laboratori di restauro Musei Reali e Lorenza Santa, curatrice delle collezioni di Palazzo Reale. Lo straordinario ambiente, realizzato negli Anni Trenta del Settecento su progetto dell’architetto Filippo Juvarra (Messina, 1678 – Madrid, 1736) per Carlo Emanuele III di Savoia, re di Sardegna, si caratterizza per la sua eccezionale qualità artistica, in cui spiccano i pregiati pannelli laccati su fondo nero, provenienti dalla Cina, raffiguranti motivi naturalistici con fiori, foglie, uccelli, insetti e rocce. A questi si aggiungono le decorazioni parietali eseguite nel 1736 dal torinese Pietro Massa, che rendono il Gabinetto Cinese un raffinato esempio della moda per le cineserie in Europa, e la decorazione della volta, a opera di Claudio Francesco Beaumont, con scene mitologiche tratte dall’Iliade, tra cui il Giudizio di Paride. La sala, unica per eleganza e preziosità, conserva anche sei grandi specchiere e numerosi arredi, come un divano, un paravento, sedie e sgabelli con rivestimenti in tessuto. Su quattro tavoli a muro si possono apprezzare i dinamici gruppi in marmo raffiguranti le Allegorie delle Stagioni, capolavori dello scultore veneto Francesco Bertos (1739), sopra il camino un Mosè scolpito da Filippo Collino (1758) su modello del celebre capolavoro di Michelangelo e, sulla specchiera, l’orologio da parete in bronzo dorato e cesellato con meccanica francese (1740 circa).
Dario Bragaglia
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