Dal 20 novembre al 18 dicembre 2022 il Qatar ospiterà la FIFA World Cup, la prima mai ospitata in Medio Oriente e la prima a svolgersi in periodo autunnale. Cinque città e otto stadi – di cui sei completamente nuovi e realizzati per l’evento – vedranno dunque nazionali da tutto il mondo contendersi l’ambito titolo di Campione del Mondo. La nazionale azzurra manca all’appello per la mancata qualificazione.

I MONDIALI IN QATAR E I DIRITTI CIVILI NEGATI

Al centro del dibattito pubblico non c’è tuttavia tanto la goliardia calcistica legata all’evento, quanto la discussione in merito al Paese ospitante, che sembra aver più volte manifestato ritrosia ad accettare alcuni importanti diritti civili – l’omossessualità è qui considerata un reato. Nonostante lo sforzo poderoso posto in essere dalla possente e ricca macchina organizzativa nel mostrare il Qatar aperto e desideroso di ospitare tutti i tifosi, sono emerse proprio in questi ultimi giorni pre-evento posizioni politiche destabilizzanti. L’ambasciatore del Qatar per la Coppa del Mondo 2022, Khalid Salman ha dichiarato infatti, durante un’intervista trasmessa dall’emittente pubblica tedesca ZDF: “Durante i Mondiali arriveranno molte cose nel nostro Paese. Parliamo dei gay. La cosa più importante è la seguente: tutti accetteranno che vengano nel nostro Paese. Ma loro dovranno accettare le nostre regole”. L’intervento del portavoce del comitato organizzativo dei Mondiali, che ha chiuso bruscamente l’intervista, non ha impedito a Salman di aggiungere che: “L’omosessualità è proibita perché è un danno psichico”.

#COLORSOFLOVE: L’INIZIATIVA DI PANTONE E STOP HOMOPHOBIE

Sebbene la comunicazione del mega evento abbia posto l’accento sul desiderio del Qatar di abbracciare le innovazioni più visionarie, legandole alla memoria collettiva e al folklore locale – come dimostra la scelta di coinvolgere l’artista locale Bouthayna Al Muftah (Qatar, 1987) che ha realizzato per l’occasione otto poster volti a celebrare la passione del Paese per il calcio – dichiarazioni come quelle dell’ambasciatore Salman gettano nuove ombre sul governo mediorientale. Sono così insorte organizzazioni per i diritti civili, star internazionali, opinion leader, che hanno invitato a boicottare i Mondiali. Pantone e l’associazione francese Stop Homophobie hanno risposto ironicamente alla questione, proponendo un modo per aggirare il divieto imposto in Qatar di sventolare la bandiera arcobaleno. Dalla loro collaborazione è infatti nata una bandiera bianca a strisce: su ogni riga è riportato il codice pantone dei corrispettivi colori che compongono lo stendardo simbolo LGBTQ. “La più grande competizione calcistica del mondo si sta avvicinando e i diritti LGBT in alcuni paesi stanno tornando indietro. Perché dovremmo sempre poter sfoggiare i nostri colori, Stop Homophobia e Pantone presentano #ColorsOfLove”.

Roberta Pisa

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Roberta Pisa
Vive a Roma dove si è laureata in Scienze politiche e Relazioni internazionali. Da sempre si occupa di cultura e comunicazione digitale. Dal 2015 è pubblicista e per Artribune segue le attività social.