Combattere il degrado con l’arte pubblica. A Camden (New Jersey) ci provano coi soldi di Bloomberg

Arrivata in finale assieme ad altre quattro città americane, Camden si aggiudica l’ambito premio di un milione di dollari, grazie ai quali promuoverà l’arte, e combatterà il problema dell’illegal dumping che la affligge.

Row homes in Camden NJ by Blake Bolinger
Row homes in Camden NJ by Blake Bolinger

L’investimento in America è una pratica diffusa, che funziona ed è finalizzata a rivitalizzare interi settori delle comunità interessate. Ne è un esempio la Public Art Challenge, il bando promosso dalla Bloomberg Philanthropies, che ha da poco assegnato un milione di dollari a ognuna delle cinque città americane finaliste della competizione. Tra i progetti più interessanti si trova quello di Camden, in New Jersey, che con la vincita del concorso lancerà A New View, una mostra di arte pubblica situata nelle zone più degradate della città.

LA PUBLIC ART CHALLENGE

Tra i 14 partecipanti arrivati in finale, sono cinque le città premiate dalla Bloomberg Philanthropies: Anchorage in Alaska, Coral Springs in Florida, Jackson in Mississippi, Tulsa in Oklahoma e ovviamente Camden, New Jersey. Il progetto A New View consisterà in una mostra collettiva diffusa nelle aree più critiche della città, con l’obiettivo di riqualificarle. Come ad esempio la linea ad alta velocità di Port Authority Transit Corporation, la ferrovia leggera RiverLine e il sentiero Camden GreenWay, vittime di “dumping illegale”, ovvero lo scarico non autorizzato di rifiuto. Una missione che unisce la promozione artistica al tema ecologico e al rispetto della propria città. Elementi che stano molto a cuore a Michael R. Bloomberg, fondatore di Bloomberg Philanthropies e Bloomberg LP: “L’arte pubblica ha il potere di riunire le persone per rafforzare le loro comunità”, ha affermato “Camden sta sfruttando questo potere trasformando le discariche in opere d’arte lungo le rotte di trasporto pubblico, che simboleggiano – e stimolano ulteriormente – il risorgimento in corso della città. Voglio congratularmi con Camden per essere stato il vincitore della nostra Public Art Challenge“. Una dichiarazione a cui ha fatto seguito quella di Francisco Moran: “Il dumping è sgradevole illegale, e costa alla città 4 milioni di dollari all’anno. Questo progetto vincente offre un modo unico di riunire residenti e artisti per affrontare questo problema con creatività e creare un futuro più luminoso per Camden”

BLOOMBERG PHILANTHROPIES

Fondato dall’imprenditore e politico americano Mike Bloomberg (sindaco di New York City dal 2001 al 2013), questo potente ente filantropico eroga ogni anno milioni di dollari, incentivando progetti e iniziative volti a migliorare le emergenze del nostro tempo. Cinque in particolare i campi di interesse attraverso i quali si muove la Bloomberg Philantropies: salute pubblica, ambiente, istruzione, innovazione governativa e arte e cultura. Settori diversi tra loro ma che vengono affrontate con un unico approccio, quello di cogliere sfide ambiziose, diffondere programmi, studiare politiche e strategie efficaci nel tentativo di raggiungere una gamma il più vasta possibile di problemi. Quella della Public Art Challenge in particolare, è un’iniziativa che si ripete ogni anno dal 2014, e ha fin ora riattivato la vivacità di intere regioni, favorendo attraverso l’arte iniziative pubbliche, introiti economici e di visitatori.

-Giulia Ronchi

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.

LEAVE A REPLY