Correva l’anno 1969: la Olivetti, Kounellis e Szeemann, i moti studenteschi in Portogallo

Nuovo episodio di “Correva l’anno”, la rubrica settimanale di Artribune che racconta i fatti dell’arte del passato senza pretese di esaustività storica. Con un occhio all’attualità. Questa volta parliamo del 1969

Il gruppo Olivetti, mostra Olivetti formes et recherche. Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano, Galleria Lia Rumma, Milano Napoli
Il gruppo Olivetti, mostra Olivetti formes et recherche. Fotografie Ugo Mulas © Eredi Ugo Mulas. Courtesy Archivio Ugo Mulas, Milano, Galleria Lia Rumma, Milano Napoli

Siamo quasi nel 2019, anno in cui ricorre il cinquantesimo anniversario della mostra che la Società Olivetti organizzò nel novembre del 1969 a Parigi per documentare, attraverso servizi fotografici di grandi maestri, l’operato della sua azienda a Ivrea – dichiarata a luglio città Unesco, proprio nell’anno del 110° anniversario della nascita della Olivetti – che coniugava arte, industria, design, produzione e creazione di valore. La mostra poi proseguì a Barcellona, Madrid, Edimburgo e Londra, per concludersi infine a Tokyo nell’ottobre 1971, avvalendosi di volta in volta di fotografi del calibro di Ugo Mulas, Alberto Fioravanti, Giorgio Colombo, Tim Street-Porter. Per l’occasione CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia e Associazione Archivio Storico Olivetti presentano a Torino dal 6 dicembre al 24 febbraio 2019 l’esposizione 1969. Olivetti formes et recherche, una mostra internazionale, ricostruendo quello storico allestimento, curato dall’architetto Gae Aulenti. Ma cos’altro è successo di preponderante nell’arte in quello scorcio di fine anni ’60 del secolo scorso? Dai celebri cavalli vivi di Jannis Kounellis esposti da Fabio Sargentini a Roma, alla fondamentale mostra Live in Your Head. When Attitudes Become Form, ideata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna, fino ai moti studenteschi nella città di Coimbra che innescarono la rivoluzione in Portogallo contro il lungo regime autoritario fondato da António Salazar, ecco una selezione di fatti d’arte da ricordare…

– Claudia Giraud

1. I 12 CAVALLI VIVI DI JANNIS KOUNELLIS ESPOSTI DA SARGENTINI A ROMA

L’Attico dentro L’Attico. Courtesy Ass. cult. L’Attico Fabio Sargentini

Il 1969 è l’anno della celebre mostra di Jannis Kounellis – uno dei maestri dell’arte povera scomparso nel febbraio 2017 – con dodici cavalli vivi alla Galleria L’Attico di Roma, che ha portato una nuova vitalità nel mondo dell’arte contemporanea. Ora, lo storico spazio di Fabio Sargentini ospita fino al 4 gennaio undici gigantografie, relative al garage di via Beccaria, installate nelle stanze di via del Paradiso: una di queste, realizzata da Claudio Abate, ritrae proprio il momento in cui la saracinesca si alza per far entrare il primo dei dodici cavalli di Kounellis.

2. LA STORICA MOSTRA DI HARALD SZEEMANN ALLA KUNSTHALLE DI BERNA

Kunsthalle

Il 1969 è anche l’anno di una mostra che ha fatto epoca: Live in Your Head. When Attitudes Become Form, ideata da Harald Szeemann alla Kunsthalle di Berna (di cui è stato direttore dal 1961 al 1969), ha fatto discutere per l’approccio curatoriale innovativo, che concepiva la stessa dimensione espositiva come una pratica linguistica. Ora, due mostre ideate dal Getty Research Institute di Los Angeles, con l’obiettivo di presentare per la prima volta a un vasto pubblico il lavoro del grande curatore svizzero, sono in corso fino al 20 gennaio 2019 alla Kunsthalle di Düsseldorf. Successivamente le mostre si sposteranno al Castello di Rivoli e poi all’Istituto Svizzero di New York.

3. LA RIVOLUZIONE STUDENTESCA IN PORTOGALLO

Marcelo Brodsky, Coimbra 1969. Courtesy Museu Coleção Berardo (Lisbon)

Nel 1968, il Portogallo viveva da 42 anni sotto regimi autoritari, di cui 35 sotto il regime di Estado Novo guidato da António de Oliveira Salazar, un ex professore di Legge all’Università di Coimbra, che in quello stesso anno fu sostituito, apparentemente per motivi di salute, da Marcelo Caetano.  Questa transizione ha suscitato aspettative di maggiore libertà tra gli studenti che, in stile maggio francese sessantottino, nel 1969 si sono schierati contro il regime, chiedendo più diritti e innescando una crisi che avrebbe portato alla cosiddetta Rivoluzione dei garofani del 1974. Questo e altri episodi di manifestazioni e campagne di studenti e lavoratori negli Anni Sessanta nel mondo, sono ora in mostra al Museu Coleção Berardo di Lisbona grazie alla rivisitazione di Marcelo Brodsky, artista e attivista argentino, che presenta per la prima volta il suo lavoro in Portogallo.

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AutoriJannis Kounellis, Claudio Abate, Harald Szeemann, Gae Aulenti, Ugo Mulas, Giorgio Colombo
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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).