Wopart. A Lugano va in fiera la carta

Sta per aprire i battenti la prima edizione della Work on Paper Fair, l’innovativa rassegna fieristica completamente dedicata alle opere su carta. Dal 2 al 5 settembre, cinquanta gallerie internazionali affolleranno il Centro Esposizioni di Lugano con una serie di lavori realizzati su un supporto antico, che mantiene vivo il suo fascino anche nel presente. Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori.

Valerio Berruti, Kizuna, 2011 - Courtesy by Galleria Doppia V
Valerio Berruti, Kizuna, 2011 - Courtesy by Galleria Doppia V

In un panorama fieristico sempre più affollato, spicca l’iniziativa destinata a regalare a Lugano una nuova occasione di visibilità. Wopart – Work on Paper Fair si prepara al debutto in terra elvetica, coniugando una pratica che affonda le radici nella storia ai dettami creativi più recenti. Il giornalista e critico Giandomenico Di Marzio – a capo del comitato scientifico insieme al collega e pittore Paolo Manazza – ci ha raccontato dettagli e obiettivi di un appuntamento fieristico che punta a guadagnarsi un ruolo di tutto rispetto nello scenario internazionale.

Una fiera per opere esclusivamente su carta: perché una scelta così “settoriale”?
In questi anni le fiere d’arte si sono moltiplicate, in Italia quasi ogni città ne possiede una. Cercare di replicare dei format non avrebbe avuto senso. Abbiamo quindi deciso di concentrarci su un argomento che, in questi anni, ha riscosso un interesse via via crescente: le opere su carta. Ne è un esempio non soltanto il successo di fiere storiche come il Salon du Dessin di Parigi, specializzato nel disegno antico – un genere tutt’altro che minore, soprattutto dalla fine dell’Ottocento in poi, quando ha conquistato la sua autonomia artistica –, ma anche ciò che accade nel contesto di fiere prestigiose come il Tefaf di Maastricht, dove la sezione dedicata alla carta si è ingrandita anno dopo anno, attraendo i collezionisti. Inoltre, il filone delle opere su carta è una miniera immensa: molte gallerie contemporanee possiedono una cospicua collezione di disegni che magari non espongono e Wopart è un’occasione per farlo. Lia Rumma, ad esempio, ci ha promesso che esporrà alcuni disegni di Ettore Spalletti, cui il pubblico non è abituato.

Scuola Kano, Paesaggio primaverile con fagiani, XVIII sec. - Courtesy by Giuseppe Piva, Milano
Scuola Kano, Paesaggio primaverile con fagiani, XVIII sec. – Courtesy by Giuseppe Piva, Milano

A quale pubblico si rivolge la fiera?
Le opere su carta, di artisti e periodi storici differenti, catalizzano l’attenzione di un’ampia fetta di collezionismo. Non solo i collezionisti esperti, che possono trovare qualche chicca, ma anche i collezionisti medi e piccoli, meno esperti, che vogliono togliersi lo sfizio di acquistare una stampa antica oppure un bozzetto di Picasso senza spendere cifre esorbitanti, anche in risposta agli effetti della bolla speculativa che ha investito il mercato dell’arte. Una fiera come Wopart è democratica, non nel senso di low cost, ma di luogo in cui, con un investimento ragionevole, si può entrare in possesso di opere di qualità. Queste ultime, inoltre, appartengono a un orizzonte temporale molto vasto – dall’antico al contemporaneo –, vero tocco di innovazione che abbiamo voluto dare alla fiera.

La Svizzera ha un panorama collezionistico non molto sviluppato. A Lugano ci sono però figure importanti, come i coniugi Olgiati. Qual è il vostro punto di vista in merito?
Solo la Svizzera ha numerosi istituti di cultura con collezioni legate alla grafica. È l’Italia a considerare il disegno un genere minore. La fiera, però, non è stata pensata per rivolgersi esclusivamente alla Svizzera. Lugano è un punto di contatto sia con il nostro Paese, data la sua vicinanza a Milano, sia con il resto del territorio elvetico. La Svizzera è un luogo strategico, che può attirare un pubblico composito.

Robert Indiana, Star of HOPE (PurpleGreenBlueRed), 2013 - Courtesy by ContiniArt UK, Londra
Robert Indiana, Star of HOPE (PurpleGreenBlueRed), 2013 – Courtesy by ContiniArt UK, Londra

Come è strutturata l’organizzazione della fiera?
Il comitato scientifico, in questa prima edizione, è composto soprattutto da italiani, ma l’intenzione, a partire dal prossimo anno, è di creare un comitato internazionale. Quest’anno sono presenti, tra i membri del comitato, storici e critici dell’arte come Elena Pontiggia, Marco Meneguzzo, Marco Vallora, grandi esperti del settore, per il momento prevalentemente nostrani.

Tornando agli autori presenti in fiera, quali nomi incontreremo?
Ci saranno acquerelli di Matisse, Picasso, Kandinsky, bozzetti futuristi, incisioni di Tiepolo e molti contemporanei, come Kentridge. Giuseppe Piva porterà, ad esempio, degli splendidi paraventi giapponesi ottocenteschi, a riprova della grande versatilità del supporto cartaceo. Senza dimenticare le gallerie straniere.

Fortunato Depero, Gianni e L’Armadillo, 1949 - Courtesy by IntArt Gallery, Lugano
Fortunato Depero, Gianni e L’Armadillo, 1949 – Courtesy by IntArt Gallery, Lugano

Quali sono gli obiettivi minimi che vi siete posti per questa prima edizione? E quali le speranze per le prossime?
Ci aspettiamo un buon numero di visitatori – che speriamo raggiungano la fiera nonostante questa abbia luogo nei primi giorni di settembre, quando in molti, soprattutto italiani, sono ancora in ferie – e delle buone compravendite, così da favorire il ritorno dei galleristi. L’anno prossimo punteremo a rendere la fiera più internazionale e magari a farla coincidere con un periodo differente.

Arianna Testino

Lugano // dal 2 al 5 settembre 2016
inaugurazione su invito giovedì 1° settembre
WOPART – Work on Paper Fair
CENTRO ESPOSIZIONI LUGANO
Via Campo Marzio 6900
www.wopart.eu

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/55593/wopart-capolavori-su-carta/

 

 

 

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Arianna Testino
Arianna Testino è nata nel 1983. Ha studiato storia dell’arte medievale-moderna a Bologna e si è specializzata nelle arti contemporanee a Venezia. Appassionata di scrittura e curatela, è interessata all'approfondimento e all'ideazione di attività artistiche a carattere pubblico e sociale.
  • http://www.saatchiart.com/grazi Roberto Scala

    carta grossa stropicciata nera bianca e gialla ma allora

    Effettivamente trovare parametri ed indicatori “scientifici” o di
    valenza culturale per valutare un lavoro artistico è quantomeno
    difficile e discutibile ma quale sarà la carta migliore.

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