Red carpet a Venezia. Inizia la Mostra del Cinema

Al via Venezia 73, una edizione della Mostra del Cinema che assorbe le vicende del contemporaneo con una freschezza e un’agilità nuove per il festival di cinema più antico al mondo. A presentarlo, uno dei nostri tanti inviati in Laguna: l’artista Mariagrazia Pontorno.

Il Leone di Venezia
Il Leone di Venezia

VENEZIA LOW PROFILE IN RISPETTO DELLE VITTIME DEL TERREMOTO
È di nuovo fine agosto, per gli appassionati di cinema una sorta di capodanno alternativo, accolto del tepore mite della laguna di fine estate. Alla Mostra del Cinema di Venezia, oggi 30 agosto, è previsto come anteprima un omaggio ai cento anni dalla nascita di Luigi Comencini, con la proiezione di Tutti a casa. Anticipato da 9 rarissime vedute di Venezia (città vedutista per eccellenza), riprese centoventi anni fa dagli operatori Lumière.
Il festival diretto da Alberto Barbera (ancora una volta) e la cui presidenza è affidata quest’anno a Sam Mendes (American Beauty) decide di aprire le danze, è il caso di dirlo, con La la land, musical in concorso del giovanissimo Damien Chazelle (31 anni, al suo terzo lungometraggio). Un segnale di sognante leggerezza in un momento storico tanto complesso e drammatico, che però non dimentica le vicende di queste ultime ore: l’onda emotiva del sisma che ha colpito il centro Italia è arrivata anche in Laguna, e con un comunicato di cordoglio: la Biennale di Venezia annulla la cena di gala e il ricevimento sulla spiaggia che segue la cerimonia di apertura.
Alle sezioni tradizionali (Venezia 73, Fuori Concorso, Orizzonti, Settimana Internazionale della Critica, Giornate degli Autori) si affiancano anche quest’anno Biennale College Cinema, un laboratorio di alta formazione per giovani autori sostenuti nella produzione di lungometraggi a microbudget (che la scorsa edizione ha già riservato bellissime sorprese, come The Fits di Anna Rose Holmer); e Cinema nel Giardino, sezione di film introdotti da autori, produttori, artisti nella cornice informale ed en plein air dei giardini del Casinò.

I CAPISALDI DELL’EDIZIONE NUMERO 73
La qualità di un Festival non si può stabilire prima di vedere i film, e i nomi in concorso non sono sempre garanzia, ma di certo alcuni fanno ben sperare: Wim Wenders, Emir Kusturica, Terrence Malick, Pablo Larraín, François Ozon.
Le pellicole italiane in concorso sono tre, indizio questo di una stagione felice e di rinnovata qualità per la nostra cinematografia: Piuma di Roan Johnson e Questi giorni di Giuseppe Piccioni, entrambi focalizzati sul tema della giovinezza disincantata che si affaccia sulla responsabilità del divenire adulti; e infine Spira Mirabilis di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti, documentario che ripercorre come in una sinfonia per immagini i quattro elementi in una ideale tensione all’immortalità.
Ad essi si affiancano i titoli italiani delle altre sezioni: Tommaso di Kim Rossi Stuart presentato Fuori Concorso e Liberami di Federica Di Giacomo, documentarista al suo primo lungometraggio di finzione, presentato nella sezione Orizzonti.

LIBERTÀ D’ESPRESSIONE
Il Lido è anche un porto rassicurante per pellicole fuggite alla censura e qui ospitate con coraggio: c’è grande attesa per The Nights of Zayandeh-rood di Mohsen Makhmalbaf (della omonima famiglia di cineasti), film del 1990 mutilato di 37 minuti dal comitato di censura iraniano, che dopo ventisei anni rivede in parte la luce, e soprattutto viene proiettato in prima mondiale come apertura di Venezia Classici grazie al rocambolesco recupero di alcuni dei minuti tagliati. E sempre dall’Iran arriva alla Settimana della Critica Drum di Keywan Karimi, regista di origini curde, condannato a un anno di prigione, 223 frustate e una multa in danaro per offesa alla sacralità islamica e che per ovvie questioni non potrà presenziare.
L’attualità è ancora protagonista di MigrArti, evento speciale che raccoglie una serie di corti dedicati alle migrazioni, tra cui No borders di Haider Rashid, che usa la tecnologia VR per creare una identificazione tra il punto di vista dell’attore (Elio Germano), del regista e dello spettatore. Un esempio di come la tecnica possa divenire metafora di uno stato d’animo e di una propensione alla solidarietà, assumendo lo sguardo dell’altro.

David Lynch
David Lynch

NUOVE TECNOLOGIE
La tecnologia VR è anche protagonista di Jesus VR – The Story of Christ, primo lungometraggio al mondo in realtà virtuale, girato con una troupe italiana a Matera, che oltre alla location ha i medesimi produttori esecutivi e persino consulenti spirituali di The Passion. Seguendo l’esempio di Gutenberg, il lancio di un nuovo dispositivo di comunicazione è affiancato alla narrazione rassicurante di un classico della cristianità.
Il ricorso alle potenzialità delle nuove tecnologie non si attua solo in ambito visivo ma anche produttivo: David Lynch. The Art Life è il documentario dedicato all’autore più visionario del cinema realizzato interamente con fondi raccolti sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Potenziata inoltre la Sala Web, spazio virtuale che darà accesso a una selezione di 18 titoli.
Le 55 pellicole della sezione ufficiale (che raddoppiano se si tiene conto delle sezioni collaterali) annunciano insomma una grande abbuffata visiva, con l’opzione della speciale via di fuga di Venezia Classici Restaurati, in caso il cinema contemporaneo dovesse tradire le aspettative. In questa oasi sarà per esempio possibile perdersi nella Manhattan di Woody Allen, terrorizzarsi con Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis, o con Zombi di George Romero, introdotto a mezzanotte da Dario Argento. Oppure farsi Stalker e vagare per la Zona alla ricerca della Stanza che realizza ogni desiderio: ancora una volta il cinema?

Mariagrazia Pontorno

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