Aleppo e l’Hotel Baron. Una memoria indimenticabile

Parlare dell’Hotel Baron vuol dire parlare della storia di una famiglia, di una città, di un Paese e di una zona geopolitica, il Medio Oriente, in cui si sono svolti molti incontri, decisioni e iniziative. Ma vuol dire anche e soprattutto parlare della storia di molti importanti personaggi e del loro successo personale e professionale. Ecco il racconto di Ghiath Rammo.

Hotel Baron, Aleppo
Hotel Baron, Aleppo

UNA STORIA LUNGA UN SECOLO
È nel lontano 1911 che la famiglia Mazloumian, armena, fuggita dalle persecuzioni degli Ottomani e giunta ad Aleppo, decide di costruire il primo albergo di tipo moderno dell’intero Levante: un albergo con tutti i comfort occidentali nell’arredamento e pure nell’offerta dei servizi. Così una città come Aleppo, abituata ad avere i propri “Khan” storici nel cuore pulsante del suk – dove però lusso e privacy non sono certamente offerte presenti tra i vari servizi – inizia ad avere il suo Hotel Baron, “signore” in lingua armena. Il Baron si trova proprio a due passi dal suk, tappa di visita obbligatoria per tutti coloro che giungono ad Aleppo: mercanti, viaggiatori, pellegrini e, soprattutto, politici ed esploratori.
Per l’Hotel Baron, nella prima metà del secolo scorso, sono passati i personaggi più importanti del mondo: dal re Feysal I al generale Charles de Gaulle, dalla scrittrice Agatha Christie al regista Pier Paolo Pasolini. L’hotel era inoltre l’oasi preferita dagli archeologi giunti in Siria in cerca dei famosi tell, le colline di terra e sabbia, paradiso per gli esploratori, che nascondono i segreti delle più antiche civiltà, come gli Assiri, gli Hurriti, i Sumeri, gli Akkadi e tante altre ancora.

Hotel Baron, Aleppo
Hotel Baron, Aleppo

UN RIFUGIO PER GLI ARCHEOLOGI…
Max Von Oppenheim, Leonard Wolley, T.E. Lawrence – il famoso Lawrence d’Arabia – e Max Mallowan furono tra gli ospiti più abituali dell’Hotel Baron. Ieri come oggi, le stagioni di scavo sono due, primavera e autunno. Da dicembre a marzo, infatti, solitamente piove in Siria e le condizioni della terra non permettono di scavare; da giugno a settembre, invece, gli archeologi restavano senza operai perché gli uomini tornavano a casa per lavorare nei loro campi. Questi furono i pionieri, ma, subito dopo, ne arrivarono molti altri: tedeschi, italiani, francesi e inglesi.
Il famoso archeologo italiano, Paolo Matthiae, aveva solo ventidue anni quando già faceva parte della squadra di studio, anch’essa italiana, che prese alloggio proprio al Baron. E fu da qui che cominciò addirittura la scoperta del sito di Ebla (l’odierna Tell Mardikh), una potenza nel II e III millennio a.C. Questa fu una delle scoperte archeologiche più importanti e clamorose tra tutte quelle avvenute nella seconda metà del XX secolo, grazie al ritrovamento di un importante e grandissimo archivio di tavolette cuneiformi.

Hotel Baron, Aleppo
Hotel Baron, Aleppo

… E OSPITI ILLUSTRI
Negli anni successivi la missione archeologica italiana prese dimora nei pressi degli scavi nella cittadina di Tell Mardikh, ma l’Hotel Baron rimase per gli italiani il luogo di riposo dopo la settimana di scavo sotto il sole estivo, quando la temperatura supera facilmente i 40° all’ombra. Non è difficile immaginare le chiacchiere e i racconti dei giovani studiosi italiani seduti in terrazza o sui morbidi divani dei salotti, tra un sorso di birra e gli ottimi pistacchi freschi di Aleppo.
Non solo archeologia, però. Nel 1968 arrivò in Siria anche Pasolini con la sua troupe per girare alcune scene di Medea, tra la cittadella di Aleppo e alcuni paesaggi nei dintorni. Il Baron fu ovviamente il quartiere generale per l’intero gruppo. “Alle cinque del mattino una marea di persone, casse, valigie, bauli, apparecchiature cinematografiche si rovesciò nella hall del Baron”: così all’hotel ricordano l’arrivo di Pasolini.

UN RIFUGIO DALLA GUERRA
Oggi il Baron di Aleppo, dopo cinque anni di guerra civile in Siria, è stato trasformato da monumento turistico che accoglieva personaggi famosi a riparo per i rifugiati scappati dai combattimenti, collocato nella zona di confine tra le forze governative e gli oppositori, assediata da cecchini e dai razzi che cadono in continuazione.
Prima o poi la guerra finirà e il Baron ritornerà al suo antico splendore, accogliendo i molti visitatori di nuovo nella capitale commerciale e industriale della Siria: Aleppo.

Ghiath Rammo

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Ghiath Rammo
Archeologo orientalista, laureato in Archeologia presso l’Università di Aleppo (Siria). Tra il 2004 e il 2010 ha partecipato agli scavi dell’antica città di Ebla (Siria) come membro della Missione Archeologica Italiana in Siria. Ha maturato esperienza in campo turistico ad Aleppo, lavorando a stretto contatto con i turisti, svolgendo attività di accompagnatore e guida turistica. Parla fluentemente arabo, curdo, italiano e inglese. È co-fondatore dell’Associazione Culturale L’Asino d’Oro attiva su Roma e gestisce il blog Marhaba Roma sulla storia e la cultura di Roma in lingua araba e curda.