Tremate, tremate! Le streghe (di Bruegel) son tornate

Sint-Janshospitaal, Bruges – fino al 26 giugno 2016 La cittadina medioevale belga ospita una mostra dedicata alla rappresentazione delle streghe. Attraverso le opere del pittore olandese e di altri artisti fiamminghi.

David Teniers II, Vertrek naar de sabbat, ca. 1640-50 - © Akademie der bildenden Künste, Gemäldegalerie, Wenen
David Teniers II, Vertrek naar de sabbat, ca. 1640-50 - © Akademie der bildenden Künste, Gemäldegalerie, Wenen

BRUEGEL E LE STREGHE
Come ve la immaginate una strega? A creare pozioni attorno a un calderone, a cavallo di una scopa o in compagnia di un gatto nero? Questa, nell’immaginario occidentale, la rappresentazione iconografica comune. Pochi però sanno che tale rappresentazione è nata circa 450 anni fa, frutto dell’immaginazione di Pieter Bruegel il Vecchio.
Sono bastate due incisioni del grande artista olandese per introdurre questa sua versione di stregoneria in Europa. E proprio queste incisioni introducono a una delle mostre principali del 2016 a Bruges, in Belgio, allestita nella suggestiva cornice del Sint-Janshospitaal, antico ospedale dell’XI secolo oggi museo ospite di una collezione permanente e di varie esposizioni temporanee.
Si tratta de Le streghe di Bruegel, una raccolta di oltre 150 opere, non solo firmate da Bruegel, ma anche da artisti fiamminghi quali David Teniers II, Leonaert Bramer, Cornelis Saftleven, Bartholomeus Spranger e Frans Francken II. E ancora libri, manufatti, incisioni, autentici utensili antichi usati per praticare la stregoneria.

Met spelden doorprikte wassen pop en wassen hart - © MAS, Anversa
Met spelden doorprikte wassen pop en wassen hart – © MAS, Anversa

UNA MOSTRA AZZECCATA
L’esposizione parte dai dipinti e dalle incisioni per assumere poi fattezze tridimensionali, anzitutto con la serie di reperti (specchi magici, bambole per incantesimi, attrezzature punitive) ma soprattutto attraverso l’allestimento e l’interazione con i visitatori di ogni età.
Tutto inizia al primo piano del museo, con l’invito a prendere tra le mani una candela artificiale, da portare con sé durante tutta la visita. Le applique alle pareti hanno la forma di mani dalle cui punte emergono delle luci a mo’ di fiammella, a ricordare proprio l’usanza delle streghe di usare le mani dei cadaveri come candele per i sortilegi.
Ma è salendo nell’incantevole soffitta che gli adulti e ancor di più i bambini rimarranno stupiti: qui si può cavalcare una scopa e volare sui tetti di Bruges grazie a un sistema interattivo che fa sentire un po’ streghe. E in questo si dimostra tutta l’abilità belga messa in campo dalla curatrice Renilde Vervoort, quella che rende la valorizzazione del patrimonio, grande e piccolo che sia, un atto concreto e inclusivo. Per una cultura che si dimostra utile e valido intrattenimento da sempre, senza spaventare o annoiare.

David Teniers II (attr.), Hekserijscène, 1635 ca.
David Teniers II (attr.), Hekserijscène, 1635 ca.

TRA ARTE E STORIA
Il percorso restituisce la duplice vocazione della mostra, artistica e storico-sociale. Per quanto, infatti, ci si cali perfettamente in un’intrigante atmosfera quasi cinematografica – c’è anche un breve corridoio dedicato alle fattucchiere del grande e piccolo schermo – la rassegna fornisce anche uno spaccato dell’epoca in cui è stata creata l’immagine stereotipata della strega: abitudini quotidiane e credenze popolari – ritratte dallo stile visionario di Bruegel, come in Saint James and the Fall of the Sorcerer – fino alle tante morti con l’accusa di stregoneria.
Nella preparazione di una mostra artistica sulle streghe, è stato impossibile escludere i fenomeni sociali e le condizioni di vita”, spiega la curatrice, “la figura della strega si sviluppa in un periodo in cui dietro a fenomeni naturali, come il riscaldamento globale o semplicemente le abbondanti nevicate, la gente vedeva l’opera del Maligno. Questo è un aspetto fondamentale da conoscere”.
Iniziativa di punta che accompagna i tanti turisti di Bruges fino alla piena estate, Le streghe di Bruegel è una valida motivazione per visitare la celeberrima cittadina delle Fiandre, tra percorsi a tema storico e folcloristico, edifici storici e musei – tappa obbligatoria il Groeningemuseum, con una collezione che spazia attraverso sei secoli di arte fiamminga e belga.

Simone Zeni

Bruges // fino al 26 giugno 2016
Bruegel’s Witches
a cura di Renilde Vervoort
SINT-JANSHOSPITAAL
Mariastraat 38
+32 (0)50 448743
[email protected]
www.museabrugge.be

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Simone Zeni
Giornalista di lifestyle, è senior web editor di Fine Dining Lovers. Attualmente, oltre che con Artribune, collabora con Wu Magazine, Club Milano e Wired. Tra le mostre a cui ha lavorato: Da Fuori (Castello Sforzesco, Vigevano, 2015), Pneuma03 (PlasMa, Milano, 2015), Etonne-moi (PlasMa, Milano, 2015), Inside (PlasMa, Milano, 2016), Pasta al Nero di Seppia Reloaded (The Small, Milano, 2017), P.A.R.T.Y. (Spazio Kryptos, Milano, 2018).