The web is broken. Il fallimento di un progetto libertario

Controllo e mercificazione: ormai descrivono così Internet, quelli che ne sono stati prima gli inventori e poi i pirati. Magari esagerano, ma intanto discussioni di questo genere si fanno su social network che appartengono proprio ai Lord of the Web…

The Pirate Bay
The Pirate Bay

DIGITAL MAKER VS. LORDS OF THE WEB
Mentre la Rete diventa luogo di guerra telematica fra le Nazioni, supporto di azioni economiche a vasto raggio, foto-ricordo di serial killer, tutto si mischia e procede fra ipotesi utopiche e improvvisi squarci di violenta realtà. È nata (e forse è già sorpassata?) un’ipotesi sul denaro virtuale come possibilità di circolazione monetaria telematica. Difficili gli accordi fra agenzie economiche e banche. La cosa non sembra stabilirsi né definirsi in maniera soddisfacente. Forse perché siamo in una fase in cui il denaro è volatile e la fiducia verso le strutture digitali cala con la loro facilità di sofisticazione e mistificazione.
Il sito dyne.org fornisce liberi software online per diverse funzioni, secondo una logica della condivisione delle tecniche che è tradizione della cultura democratizzante della Rete. Ma come si è diffusa questa offerta e questa alternativa? È difficile verificarne l’impatto a distanza di anni e di tanti mutamenti culturali e tecnici. È difficile dire cosa è realmente accaduto e se la generosa iniziativa di alcuni digital maker sia riuscita a spostare, anche se di poco, l’onnipotenza dei Lords of the Web.

MAPPE PER CIECHI: UNA GOCCIA NEL MARE
Un progetto di Antoni Abad, BlindWiki, propone un data bank sulla Rete per raccogliere informazioni su “ostacoli al movimento” per i ciechi. Molte applicazioni aiutano le associazioni per tutte le attività di assistenza ai migranti, per la ridefinizione del rapporto con il sociale e per offrire pari opportunità. Ma resta difficile quantificare il peso di queste operazioni nel quadro complessivo della comunicazione digitale.
Sparate quando vedete il bianco dei loro occhi”: la celebre frase resta nella storia americana perché pronunciata nella battaglia vinta dai coloni americani contro l’Inghilterra. E bene esprime l’atmosfera violenta scatenata dai social network prima, e poi dalla lotta per il controllo dell’immagine (vedi Youtube) che prepara l’arrivo della televisione online.

The Pirate Bay
The Pirate Bay

IL PESSIMISMO DEI PADRI FONDATORI
Pessimista è Peter Sunde, fondatore di Pirate Bay (famosa net-impresa che lavora sul libero scambio sulle Rete): “The Internet is shit today. It’s broken. It was probably always broken, but it’s worse than ever”. I problemi sono quelli del sogno di una società di free download che si scontra con una chiusa gestione della Rete.
La “nullificazione della merce” voluta dalla controcultura digitale si scontra con le mille barriere del mercato e soprattutto della politica. Per esempio con la protervia di Donald Trump che, approfittando del massacro dell’Isis, invoca un blocco totale all’immigrazione dai Paesi islamici e un controllo totale sulla Rete.

Lorenzo Taiuti
critico di arte e media
docente di architettura – università la sapienza di roma

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #29

Abbonati ad Artribune Magazine
Acquista la tua 
inserzione sul prossimo Artribune

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Lorenzo Taiuti
Lorenzo Taiuti ha insegnato corsi su Mass media e Arte e Media presso Academie e Università (Accademia di Belle Arti di Torino e Milano, e Facoltà di Architettura Roma). È esperto delle problematiche estetiche dei nuovi media. È autore di video, installazioni e website, collabora con musicisti sperimentali in produzioni audiovisive. Ha collaborato sui temi di arte e media con vari periodici, tra cui "Giornale dell’Arte", "Virus", "Alias"", "Terzocchio", "Linea d'Ombra", "Repubblica", “Juliet”, “Exibart”, “Artribune”, “Arte e Critica”, “Digimag”, “Noema”, “D’Ars”. Ha pubblicato i seguenti testi sulle tematiche dell’arte e i nuovi media: Arte e media. Avanguardia e comunicazione di massa (Costa & Nolan 1996), Corpi Sognanti. L’Arte nell’epoca delle tecnologie digitali (Feltrinelli 2001), Multimedia. L’Incrocio dei linguaggi comunicativi (Meltemi 2005), I linguaggi digitali (per la serie XXI secolo - Enciclopedia Treccani 2010).