Florens 2012. Passerella per chi ha fallito

Incendiario come sempre, Luca Nannipieri prende posizione nettamente sulla biennale in corso a Firenze. Dove a parlare sono soprattutto i “grandi vecchi” dei beni culturali. Che però in questi ultimi decenni ben poco hanno fatto per sviluppare il comparto. Anzi…

Mimmo Paladino per Florens 2012 - photo Peppe Avallone

L’Italia ha un patrimonio storico-artistico in coma che fa vergognare invece che esserne fieri; ha più di 3.500 musei nella maggior parte dei quali non vi mette piede neanche un topo; ha 12.400 biblioteche e archivi la cui unica missione è accumulare libri, carte e debiti finanziari; se poi non vi entra nessuno, pazienza, l’importante è conservare; ci sono 28 milioni di cittadini, ovvero metà italiani, che non sono mai andati in uno dei 5.600 siti archeologici del Paese, anche perché più dei tre quarti sono coperti da rovi e sterpaglie, e il rimanente è una serie di muretti, tombe o loculi che non sai capire e nessuno ti sprona a farlo; eppure, nonostante questo fallimento, noi continuiamo a offrire passerelle di lusso e prestigio a coloro che ne sono responsabili.
Florens 2012, la Biennale Internazionale dei Beni Culturali, è l’ultima passerella di lusso offerta ai protagonisti di questo fallimento. Peccato che nella carrellata di ospiti manchi Massimo Augello, il rettore dell’Università di Pisa che in tempo di crisi ha fatto mettere il lucchetto a tempo indeterminato alla maggiore biblioteca della città, ma di pari passo si è raddoppiato la retribuzione (95mila euro, più lo stipendio da docente ordinario).
Per il resto ci sono tutti. Ci sono tutti coloro che negli ultimi trent’anni ci hanno riempito di omelie su come salvare il patrimonio, ma poi nei loro ruoli di potere e di istituzione non hanno mosso una virgola affinché il patrimonio non affossasse così in basso.

Florens 2012 – inaugurazione dei Crocifissi nel Battistero

Sono lì sulla scena pubblica da sempre e, nonostante le bellezze d’Italia stiano sbriciolandosi come macerie, Florens non trova niente di meglio che offrire a questi intellettuali, professori e alti funzionari, un altro pulpito da cui parlare.
Mancano all’appello Stefano Rodotà, Umberto Eco, Salvatore Settis, ma forse erano impegnati in altri pulpiti. Gli altri ci sono tutti: da Antonio Paolucci ad Andrea Carandini, da Alberto Asor Rosa a Gustavo Zagrebelsky, da Cristina Acidini a Fabio Roversi Monaco. Sono decenni che si dividono la piazza della cultura impegnata nella difesa del sapere umanistico e impartiscono lezioni magistrali. Peccato che le loro lezioni non abbiano motivato un solo italiano in più a prendersi cura del museo della sua città.
A Firenze hanno un’altra passerella a disposizione, super-reclamizzata dal Corriere della Sera perché si è comprata molta pubblicità sul giornale e dal Sole 24 Ore perché la Confindustria ci mette i soldi (fa sorridere che Confidustria stia sempre a richiedere un maggior accesso dei privati nella gestione dei musei e poi paghi manifestazioni le cui lectio magistralis sono affidate al Gotha dello statalismo che vede i privati come il demonio).
La paghiamo anche noi, questa passerella. Florens infatti è foraggiata anche dal Ministero dell’Ambiente, da Arcus del Ministero dei Beni Culturali, dalla Regione Toscana e dal Comune di Firenze.

Cristina Acidini

Davvero davanti al disastro dei beni culturali, l’innovazione per le future generazioni passa da Andrea Carandini, che da presidente del Consiglio Superiore dei Beni culturali ha dichiarato che questo ente è pressoché inutile perché la politica non lo ascolta? Perché allora non si è dimesso dopo una settimana? Intanto, tra le migliaia di edifici storici, il Ministero ha finanziato con 289mila euro il restauro del suo castello di famiglia. Nulla di illecito, perché il Castello di Torre in Pietra è tutelato e vincolato, però la situazione fa riflettere.
Davvero davanti al disastro dei beni culturali, l’innovazione passa da Antonio Paolucci, che fu ministro vent’anni fa e da ministro non ricordiamo una sola proposta, se non sostenere la biblioteca di Macerata con i libri doppi pronti per il macero della Biblioteca Nazionale di Firenze?
Davvero l’innovazione passa dall’alta funzionaria Cristina Acidini, che – rammentiamolo – è coinvolta nella vicenda che ha portato lo Stato a comprare per 3.250.000 euro un crocifisso ligneo attribuibile per pochissimi a Michelangelo, per la maggioranza a un artista di bottega, il cui valore non avrebbe superato le poche migliaia di euro?
Davvero dobbiamo ancora ascoltare Alberto Asor Rosa, che ha confessato lui stesso la sconfitta generazionale del ceto intellettuale a cui lui per primo appartiene?

Installazione dell’opera di Mimmo Paladino per Florens 2012

Chi è parte della malattia non può proporsi come cura.
Il problema degli italiani è questo: hanno paura del parricidio. Lo diceva anche il poeta Umberto Saba: “Gli italiani non sono parricidi, sono fraticidi”. Si scannano i piccoli fratelli senza potere, mentre nella stanza dei bottoni restano i vecchi. Florens ne è l’esempio perfetto. Una passerella ingloriosa di coloro che propongono ricette fallimentari da decenni, senza nessuno che si alzi renzianamente e dica loro: “Grazie mille, adesso fatevi da parte”.

Luca Nannipieri

www.lucanannipieri.com
www.fondazioneflorens.it

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