Collezione Gaddi. Raccontata da Vittorio

Il 14 luglio, la Collezione Nunzia e Vittorio Gaddi apre un nuovo esclusivo nella campagna di Lucca. A fianco alla villa dove da anni ha sede la collezione. Con una serata ad arte per amici, collezionisti, galleristi, critici, curatori, giornalisti e amanti dell’arte. Intervista con Vittorio Gaddi e spazi in anteprima.

Collezione Nunzia e Vittorio Gaddi

Promotore culturale attento a sottolineare il proprio gusto e la propria metodologia d’acquisizione (collezione è termine che indica l’effetto del raccogliere – il colligere, appunto – e, nello stesso tempo, l’atto di cogliere e dunque quello riflessivo dello scegliere), istitutore di uno spazio per l’arte che muta il piacere privato in godimento pubblico o il possesso in accesso (Rifkin), patrocinatore atto a mostrare, produrre e promuovere, spesso, giovani artisti, critici e curatori, Vittorio Gaddi, tra i più importanti collezionisti italiani di origini versiliesi, annuncia i nuovi spazi di una passione privata (di una collezione aperta al pubblico su appuntamento) che non solo guarda ai giovani e al presente dell’arte ma, con disinvoltura, scommette sulle nuove leve. Sui nuovi brani linguistici ed estetici di un territorio magico in continua metamorfosi.

Vittorio Gaddi

Fotografia, video, scultura, installazione, pittura. Ma anche progetti site specific nati per ricalibrare un luogo a partire da manovre artistiche squillanti e suadenti. Una selezione ad ampio raggio, insomma, che punta l’indice sull’attualità e propone un’emozione progettuale multidisciplinare, aperta a sconfinamenti e a pulsioni plurali. La Collezione Nunzia e Vittorio Gaddi, nata dalla passione di Vittorio, si nutre di presente e di presenze internazionali (Pawel Althamer, Thomas Demand, Olafur Eliasson, Isa Genzken, Wade Guyton, Carsten Höller, Roman Ondák, Anri Sala, Monika Sosnowska, Giuseppe Stampone e Simon Starling ne sono alcuni) che testimoniano un amore per l’arte e un gusto in cui il piacere dei sensi e quello della riflessione (è Kant a evidenziare con acume questa doppia valenza del gusto) si intrecciano per costruire un percorso accattivante e coinvolgente.

Padrona assoluta e incontrastata dello spazio – di uno spazio acquistato, inizialmente, con lo scopo di realizzare una residenza estiva di campagna e modificata, sin da subito, in esclusiva sede della collezione -, l’arte, in tutte le sue varie declinazioni attuali, è per Gaddi, figura costante, scommessa culturale, curiosità, felice intuizione collezionistica.
Composta da circa trecento lavori – tra questi sfilano East LA Figure (Crouching) (2009) di Thomas Houseago, Prince Harry, September 1998 (1998) di Elizabeth Peyton, Substrat 26 III (2005) di Thomas Ruff, Cut Me / Fix Me (2008) di Tom Burr, Circle Smile (2007) di Andro Wekua, Pepsi (2010) di Danh Vo, Hard Facts Lab (2009) di Gabriel Kuri, il video News from the near future (2003) di Fiona Tan, Moebius Night Sky Model Mark I (2003) di Angela Bulloch e The three of them (2007) di Nedko Solakov – la collezione messa in piedi da Nunzia e Vittorio Gaddi propone, attualmente, un ventaglio di opere che assorbe i vari strati dell’arte per tracciare segni e segnali di scenari multidisciplinari e polifonici.

Una collezione che il prossimo 14 luglio, apre una nuova ala espositiva per esprimere appieno gli acquisti e le scelte. Una nuova ala completamente diversa dalla parte della villa già destinata a collezione, una nuova ala restaurata con l’obbiettivo di essere museo, spazio espositivo. Dunque,  soprattutto, per dare alle opere una giusta ubicazione spaziale, una giusta impaginazione, un più preciso ed esatto ambito di collocamento per opere uniche e preziose.

testo Antonello Tolve
videointervista Massimiliano Tonelli

collezionegaddi.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Antonello Tolve
Antonello Tolve (Melfi, 1977) è titolare di Pedagogia e Didattica dell’Arte all’Accademia Albertina di Torino. Ph.D in Metodi e metodologie della ricerca archeologica e storico artistica (Università di Salerno), è stato visiting professor in diverse università come la Mimar Sinan Güzel Sanatlar Üniversitesi, la Beǐjin̄g Yuy̌ań Daxué, l’Universitatea de Arta si Design de Cluj-Napoca e la Universidad Central de Venezuela. Critico d’arte e curatore, è stato commissario in diverse giurie internazionali. Tra i suoi libri si ricordano “Gillo Dorfles. Arte e critica d’arte nel secondo Novecento” (La Città del Sole, 2011), “ABOrigine. L’arte della critica d’arte” (PostmediaBooks, 2012), “Ubiquità. Arte e critica d’arte nell’epoca del policentrismo planetario” (Quodlibet, 2013), “La linea socratica dell’arte contemporanea. Antropologia Pedagogia Creatività” (Quodlibet, 2016), “Istruzione e catastrofe. pedagogia e didattica dell’arte nell’epoca dell’analfabetismo strumentale” (Kappabit, 2019), “Me, myself and I. Arte e vetrinizzazione sociale ovvero il mondo magico del selfie” (Castelvecchi, 2019), “Atmosfera. Atteggiamenti climatici nell’arte d’oggi” (Mimesis, 2019). Ha curato con Stefania Zuliani il volume di Filiberto Menna, “Cronache dagli anni settanta. Arte e critica d'arte 1970-1980” (Quodlibet, 2017) e, con S. Brunetti, “Il sistema degli artisti. Collezione, conservazione, cura e didattica nella pratica artistica contemporanea” (Mimesis, 2019). Dal 2018 e Direttore della sede romana della Fondazione Filiberto e Bianca Menna e dal 2014 è curatore della Gaba.Mc – Galleria dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.