La Quadriennale la facciamo noi!

Come si dice in gergo: riceviamo e pubblichiamo. A firmare questo intervento sono Cecilia Casorati, Raffaele Gavarro e Claudio Libero Pisano. E la questione in campo è la Quadriennale che non si fa. La causa? I soliti soldi che non ci sono. Ma loro la vogliono fare, e con i soldi che restano (e quelli che si possono ancora raggranellare).

Quadriennale di Roma
Quadriennale di Roma

Il livello di sopportazione pare esaurirsi ogni giorno di più. E la notizia della soppressione della Quadriennale hanno sollecitato la reazione di alcuni curatori che, a Roma, propongono di occuparsi loro della Quadriennale. Tra l’altro, a quanto è emerso, la rassegna non si terrebbe perché in cassa l’istituzione avrebbe solo (“solo”…) trecentomila euro. “Ma con trecento mila euro noi possiamo farvi una Biennale, altro che Quadriennale” potrebbero pensare molti critici e curatori di questi tempi. La lettera di Gavarro, Casorati e Pisani va in questa direzione. La direzione che manca è capire cosa deve essere la Quadriennale. Una mostra che, ogni quattro anni, mostra il meglio di quello che è uscito dalle accademie italiane? Una mostra che, ogni quattro anni in un paese diverso, organizza una grande mostra del meglio dell’arte italiana all’estero? Insomma qualsiasi cosa abbia un senso, un ruolo, un senso…

Davvero. Non è più possibile tollerare oltre questo stato di cose. L’unica manifestazione che per statuto si occupa dell’arte italiana dichiara, attraverso il suo presidente Jas Gawronsky, che purtroppo la prossima Quadriennale prevista per ottobre 2012 non si farà.
La ragione è naturalmente economica. Lo Stato, attraverso la società Arcus, non ha versato i due milioni di euro necessari e nel fondo cassa della fondazione restano circa 360mila euro. Il progetto previsto, quindi, non si riesce a realizzare. Con tutto il rispetto per il presidente e per il progetto previsto, noi riteniamo che la Quadriennale si debba fare.
La Quadriennale la facciamo noi, che siamo certi che la somma a disposizione sia sufficiente per costruire un buon programma che dia una visione chiara dello stato attuale dell’arte italiana. Abbiamo inoltre, e sempre con massimo rispetto, una domanda da porre: siamo certi che un grande giornalista, che pure ha a cuore l’arte italiana, conosca così a fondo i diversi aspetti gestionali, manageriali e curatoriali necessari per la realizzazione di una grande manifestazione come la Quadriennale?

Jas Gawronski

Nessuno di noi si sognerebbe di dirigere una redazione o un giornale, essendo critici d’arte e curatori.
Con immenso rispetto chiediamo quindi al presidente Jas Gawronsky di darci la possibilità di realizzare la prossima Quadriennale, presentando un progetto curatoriale in linea con lo statuto della fondazione, accompagnato da una previsione di spesa coerente con i fondi a disposizione e da un adeguato piano di fund raising.
Siamo certi che il presidente non potrà che essere d’accordo con le nostre parole, conoscendo il suo amore e la sua attenzione per l’arte contemporanea italiana, e attendiamo fiduciosi di essere convocati per definire le modalità di presentazione del nostro progetto per la realizzazione della XVI edizione della Quadriennale di Roma.

Cecilia Casorati
Raffaele Gavarro
Claudio Libero Pisano

www.quadriennalediroma.org 

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