Vitrine Piemonte. La Gam di Torino e il territorio

Prende il via domani il progetto “Vitrine”. Un ciclo di personali molto glocal, con protagonisti artisti torinesi nati fra gli anni ‘60 e ‘80. Ne abbiamo parlato con Luigi Fassi, curatore del primo step. Ispirato al romanzo novecentesco di Federico Tozzi, “Con gli occhi chiusi”, sul tema della miopia interiore.

Renato Leotta per Vitrine - Gam, Torino

La giovane arte piemontese ha ottenuto finalmente la sua brava vetrina in un’istituzione pubblica di Torino. La Gam, dopo le nuove sale riservate rispettivamente alla sperimentazione internazionale (Underground Project) e al patrimonio di stampe e disegni poco noti della sua collezione (Wunderkammer), ha deciso di adempiere in toto al suo ruolo di Galleria Civica, dedicando uno spazio alla proposta locale contemporanea con il progetto Vitrine. Che, caratterizzato da una programmazione annuale di curatele sempre diverse, vede esordire, al timone del primo ciclo di mostre personali a rotazione fino a luglio, il curatore torinese Luigi Fassi, attuale direttore artistico di Ar/Ge Kunst, Kunstverein di Bolzano.

Gianluca e Massimiliano de Serio per Vitrine - Gam, Torino

L’incarico mi è stato proposto da Danilo Eccher, con il quale avevo già collaborato per il numero 1 di MAG, la rivista della GAM nata l’anno scorso e oggi giunta quasi al terzo numero”, spiega Fassi. “A progetto MAG concluso [il curatore di questa ultima edizione è Alessandro Rabottini, N.d.R.], Eccher mi ha chiesto di ricollaborare a un progetto sulla scena artistica torinese”. Con l’obiettivo di presentare alla Galleria d’Arte Moderna opere nuove o inedite per Torino.

Alessandro Sciaraffa per Vitrine - Gam, Torino

Ma la scelta di collocarle in spazi un po’ marginali e solitamente non espositivi come l’atrio e, nel seminterrato, l’area davanti all’Underground Project, non è un po’ penalizzante? “L’idea di occupare spazi interstiziali è stata una sfida postami dalla GAM”, replica Fassi. “Il fine è attivare il museo in luoghi di passaggio, come in una project room diffusa che catturi l’attenzione degli spettatori nel corso del loro percorso. Questa condizione influisce nella strutturazione dei progetti, orientando me e gli artisti a sintetizzare delle presentazioni acute e coinvolgenti, capaci di concentrare il messaggio degli artisti in poche linee decisive”. Una missione che il curatore torinese ha condensato nel progetto espositivo Con gli occhi chiusi, dal titolo del romanzo d’esordio di Federico Tozzi del 1919, che costituisce un’ipotesi di lettura delle opere, sulla falsariga della miopia del protagonista, adombrata nel racconto.

Isola e Norzi per Vitrine - Gam, Torino

In merito alla scelta degli artisti, che sono Renato Leotta, Gianluca e Massimiliano de Serio, Isola e Norzi, Alessandro Sciaraffa, Caretto e Spagna, Fassi dice: “Si è pensato di operare senza particolari limiti generazionali, e io ho voluto coinvolgere alcuni degli artisti, a mio avviso, tra i più significativi oggi a Torino, nati in tre decenni diversi, ‘60-‘70-‘80. Si tratta di artisti attivi a vari livelli, locale, nazionale e internazionale. Alcuni di loro sono abituati a esporre più fuori Italia che in casa (penso ad esempio a Caretto/Spagna). Punto chiave nella mia scelta è stato, in ogni caso, il coinvolgimento di artisti che non avessero mai esposto alla GAM e potessero così avere l’opportunità di mostrare per la prima volta parte del loro lavoro nella Galleria Civica della città”.

Caretto/Spagna per Vitrine - Gam, Torino

Si comincia col più giovane del gruppo, Renato Leotta, classe 1982, che alla GAM presenterà un percorso filmico-fotografico-installativo ambientato nelle città di Torino, Catania e Napoli. In attesa di vederlo poi all’opera in veste di curatore (insieme a Christian Frosi e Diego Perrone) per Artissima Lido, il pacchetto di mostre, performance, proiezioni, concerti e conversazioni in programma a novembre al Quadrilatero Romano.

Claudia Giraud

Torino // dal 27 settembre all’11 novembre 2011
Con gli occhi chiusi
Renato Leotta
a cura di Luigi Fassi
www.gamtorino.it

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).