Bookcrossing, l’era del possesso è finita

Poteva mancare su Artribune una rubrica dedicata all’editoria? Ma mica si parlerà dei cataloghi delle mostre, belli qualche volta, che fanno la loro figura, ma che sono solo la punta di un iceberg che soffre a stare sotto il pelo dell’acqua. E allora c’è bisogno di ossigeno, di circolazione d’idee. Di Bookcrossing, per l’appunto.

La Biblioteca Universitaria di Bologna in uno scatto di Candida Hoefer

La lettura, questa sconosciuta. In Italia si legge poco, ripetiamolo ancora una volta. Le ragioni sono tante, e non è questo il luogo per analizzarle. Anche per ciò, qui su Artribune, ci siamo inventati format nuovi e diversificati, pure per recensire le mostre. Non è forse anche quella lettura? D’altro canto, il dibattito sul ruolo della critica pare essersi riacceso, proprio nel momento in cui gli si canta la Messa da morto, per l’ennesima volta. Perché non cogliere l’occasione allora? Proprio nel momento della crisi nascono le idee interessanti.
Forse è il momento di chiudere con tanti cataloghi editi dalle gallerie, che radono al suolo le foreste e intasano gli inceneritori; forse è finalmente il momento di stilare cataloghi generali disponibili – a pagamento, perché no? – in rete, agilmente aggiornabili, a costi ridotti, anziché pubblicare tomi costosissimi e che, a un giorno dalla stampa, risultano obsoleti.

La Biblioteca di Alessandria d'Egitto

Fine della carta? Tutt’altro. Sarebbe la rinascita della carta stessa. Meno quantità, più qualità. E il discorso vale per ogni comparto editoriale, dalle riviste alla saggistica. Per dire, un buon blog vale più di 4-5 riviste amatoriali. Per dire, impariamo a leggere Rosalind Krauss o Boris Groys in inglese, così magari gli editori italiani inizieranno a prendere in considerazione la pubblicazione dei nostri – tanti e bravi e giovani – autori.
Sono piccoli spunti, tensioni, direzioni, tendenze che intravediamo e che vorremmo vedere avvicinarsi. Magari con un pizzico d’aiuto da parte di questa rubrica. Il suo ruolo? Essere un crocevia, un incrocio, un passaggio, un luogo comune. Per questo, tutto quel che è editoria su Artribune ci sarà il tag Bookcrossing.

La biblioteca "in negativo" di Claudio Parmiggiani

Di cosa ci sarà modo di parlare? Qualche esempio, facendo leva su recenti publbicazioni: di intersezioni fra narrativa e mondo dell’arte (Al limite della notte di Michael Cunningham), di come son fatte le copertine e le carte e le rilegature (l’eccellente Mousse Publishing), dei microsaggi che fanno il verso agli instant book (la collana sms di Skira), dei piccoli editori che ancora si ostinano a pubblicare saggistica di “nicchia” (Postmediabooks), del luogo della critica (Site-Writing di Jane Rendell), della capacità di riassumere in poche righe un pensiero profondo (gli Scritti presocratici di Andrea Branzi), di dove ha origine la stampa (d’arte, nel volume scritto da Lorenza Salamon), di cosa significa descrizione, commistione di medium, in una parola ecfrasi, magari spingendoci indietro nel tempo (il Leonardo raccontato da Carmelo Occhipinti), dei mercati che impazzano (i cinesi indagati da Silgerbeld e Ching per la Princeton U.P.), dei maestri contemporanei e di come si scrivono monografie che lasciano il segno (Alex Kitnick per Dan Graham e Rachel Haidu per Marcel Broodthaers), del valore dei documenti (gli scambi fra Ragghianti, Gnudi e Morandi, o le Lettere scelte di Dante Gabriel Rossetti), del ruolo delle riviste (gli anni ruggenti di seleArte), di come si può giocare seriamente (Le ricette dei designer), dei progetti monumentali che possono trasformarsi in una “leggera” e stimolante polifonia (il Painting curato da Terry R. Myers), di inguaribili gerontocrazie (l’Autoritratto a stampa di Renato Barilli) e di indagini che i luoghi comuni li decostruiscono (i Contemporary Green Buildings in China).

Una cancellatura libresca di Emilio Isgrò

Sono solo alcuni esempi provenienti da una pila di libri freschi di stampa. Ma di stampa parleremo sempre più fra virgolette. Non per far morire la carta, ma per renderla meno asociale.

Marco Enrico Giacomelli

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.