L’artista Agostino Iacurci trasforma la Torre di Arrighetti a Milano per glo for art

Dry Days, Tropical Nights è il nome dell’installazione che Iacurci porta sulla facciata e all’interno della storica torre di Brera, destinata alla demolizione. Il progetto, promosso grazie all’iniziativa glo™ for art, sarà visibile fino al 23 aprile

In Largo Treves la torre di nove piani che a lungo ha ospitato uffici comunali fu inaugurata nel 1955, su progetto del grande architetto milanese Arrigo Arrighetti (1922 – 1989). L’architetto è celebre in città per la moltitudine di edifici pubblici realizzati in diversi quadranti della città, dalla Biblioteca Civica a Palazzo Sormani (1947) alla scuola per bambini ambliopici (1955), alla piscina Solari (1963); ma a lui si devono anche la spettacolare chiesa di San Giovanni Bono alla Barona (1968), o la copertura della stazione della metropolitana di piazza Amendola (linea 1), del 1960.

Agostino Iacurci, Dry days, Tropical nights, Torre Arrighetti, Milano, 2023

Agostino Iacurci, Dry days, Tropical nights, Torre Arrighetti, Milano, 2023

LA TORRE DI ARRIGHETTI A LARGO TREVES

Nello stesso anno in cui guidava il cantiere delle case popolari INA in piazzale Gabrio Rosa, al Corvetto, Arrighetti consegnava il palazzo per gli uffici comunali in zona Brera. Ormai in disuso, l’edificio è stato acquistato nel 2021 dal gruppo Stella Re per 52 milioni di euro. E presto, in parallelo con la riqualificazione di largo Treves quasi conclusa per pedonalizzare parzialmente la piazza, la torre sarà abbattuta, per far posto a un nuovo edificio residenziale destinato a ospitare appartamenti di lusso. Prima che sia cancellato dalla memoria urbanistica di Milano, però, nei giorni della Design Week la Torre di Arrighetti – che l’architetto realizzò sulle ceneri della prima sede della Bocconi, in largo Treves dal 1902 al 1941, prima del trasferimento in via Sarfatti – accoglie per l’ultima volta il pubblico, grazie al progetto artistico itinerante glo™ for art, nato in seno alla società di sigarette elettroniche per sostenere l’arte e diffondere la cultura, favorendo un processo di democratizzazione dell’esperienza artistica.

Agostino Iacurci, Dry days, Tropical nights, Torre Arrighetti, Milano, 2023

Agostino Iacurci, Dry days, Tropical nights, Torre Arrighetti, Milano, 2023

AGOSTINO IACURCI PER GLO FOR ART

Nella tappa milanese, l’iniziativa coinvolge l’artista Agostino Iacurci (Foggia, 1986) e mette in scena una serie di incontri e attività all’interno della torre. L’intervento di Iacurci, dal titolo Dry Days, Tropical Nights, sarà visibile fino al 23 aprile, e prende forma sulla facciata dell’immobile (per poi svelarsi anche all’interno), trasformato temporaneamente in una imponente installazione artistica. L’ispirazione arriva dal lavoro di due climatologi, che hanno immaginato come potrebbe diventare l’Italia per effetto della crisi climatica, tra paesaggi desertici e tropicali: il nome dell’opera prende infatti in prestito i due indicatori ambientali che riportano la severità del caldo, mentre visivamente il lavoro mostra un’alternanza di elementi grafici che evocano l’atterraggio di una sorta di oasi pop nel bel mezzo di Brera. L’ingresso all’interno dell’edificio, consentito per la prima volta, è libero, ma soggetto a prenotazione per partecipare a eventi e workshop organizzati da glo™ for art. In programma, oltre alle quotidiane colazioni “Oasis” del mattino (dalle 9.30), talk di architettura “parlante” in compagnia di Iacurci, Cristiano Seganfreddo e Domitilla Dardi, un incontro con Toilet Paper, un workshop di mixology con il bartender Flavio Angiolillo, l’incontro di sabato 22 aprile sulla trasformazione del paesaggio urbano. Dalle 9 alle 18 (fino alle 21 venerdì 21), l’installazione negli spazi della torre sarà visitabile liberamente, tra cactus e palme al neon e luci tropicali. L’iniziativa gloTM for art torna così nuovamente a manifestarsi a Milano, dopo l’appuntamento dell’autunno 2022 in Darsena, con il successo di Mare a Milano (in quell’occasione Nico Vascellari presentò Falena, recentemente donata – sempre col supporto della società di sigarette elettroniche – alla Triennale Milano e al MAXXI di Roma).

Livia Montagnoli

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