Pisa, arriva a Palazzo Blu la grande retrospettiva dedicata a Keith Haring

Pisa e Keith Haring, dal 1989 una storia di intesa e di amore iniziata con il murales Tuttomondo. Ecco le immagini

© Foto Daniela Meucci, Collezione Cineclub Arsenale
© Foto Daniela Meucci, Collezione Cineclub Arsenale
Una superficie di 180 metri quadri, su una parete del convento di Sant’Antonio a Pisa, nel 1989, accoglieva il grande murales Tuttomondo dello street artist Keith Haring. Da oggi 12 novembre fino al 17 aprile 2022 Haring torna a Pisa: apre a Palazzo Blu una grande mostra dedicata all’artista, una rara occasione per poter ammirare oltre 170 delle sue opere. È la prima volta che in Europa viene prestata una collezione così ingente: il merito è di Kazuo Nakamura, collezionista appassionato e fondatore della Nakamura Keith Haring Collection, in Giappone.
© Keith Haring Foundation
© Keith Haring Foundation

KEITH HARING A PISA. LA MOSTRA

La mostra, realizzata dalla Fondazione Pisa in collaborazione con MondoMostre, rappresenta un compendio dai primi lavori di Haring fino alle ultime creazioni: accoglie cicli completi come Apocalypse (1988) e Flowers (1990), disegni, sculture e tele di larga scala come Untitled (1985), e indaga la vasta gamma di tecniche espressive da lui vagliate e approfondite – pittura, disegno, scultura, video, murales, arte pubblica e commerciale. Dai primi interventi in metropolitana, Subway Drawings, 1981-1983 in cui impiegò il gesso bianco, si giunge infine al portfolio delle 17 serigrafie di The Bluprint Drawings, l’ultima serie su carta che, pur riproducendo pure narrazioni visive nate nel 1981, venne pubblicata nel 1990, un mese prima della sua morte. Ecco tutte le immagini
– Giorgia Basili
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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.