Combattere il Coronavirus. A Napoli il Muhammad Alì dello street artist Jorit

Lo street artist napoletano ha realizzato un murale che vede protagonista lo storico campione di boxe. “Lui può sicuramente dare un messaggio importante in questo momento di difficoltà per tutti”, ha dichiarato Jorit

Jorit Muhammad Alì a Napoli
Jorit Muhammad Alì a Napoli

“Non contare i giorni, fa che i giorni contino”. Il messaggio del campione di boxe Muhammad Alì è chiaro e diretto, soprattutto in questi giorni di isolamento per l’emergenza Coronavirus. Parole forti che sono diventate il sottotitolo della nuova opera dello street artist napoletano Jorit, 29 anni, che su un tetto di Napoli est, a Barra, dove sta rispettando le restrizioni e trascorre il tempo da solo, ha dipinto il volto di un giovane Alì.

Jorit Paolo Antonio Ascierto
Jorit Paolo Antonio Ascierto

L’OPERA DELLO STREET ARTIST JORIT A NAPOLI

Il pugile, nuovo “guerriero” della Human tribe raffigurato con due strisce rosse sulle guance, indossa i guantoni e guarda dritto l’avversario. “Ho scelto Muhammad Alì perché è stato un lottatore dentro e fuori dal ring. Lui può sicuramente dare un messaggio importante in questo momento di difficoltà per tutti. Bisogna andare avanti e resistere”, racconta l’artista urbano conosciuto in tutto il mondo, che ha dedicato la sua arte alle periferie e alla lotta degli ultimi, che ha già donato alla periferia orientale di Napoli diverse opere come il Maradona e il Che Guevara a San Giovanni a Teduccio e Ael a Ponticelli, tutti volti che ovviamente sono marchiati dai segni della Human tribe. Jorit, che a gennaio ha inaugurato l’enorme volto di Martin Luther King su un muro di Barra, e da metà marzo ha sospeso i lavori a Bacoli per la realizzazione della Sibilla, ha voluto dare un contributo alla lotta contro il coronavirus. Ha realizzato un’opera che ritrae il medico e oncologo Paolo Antonio Ascierto, che all’Istituto Pascale di Napoli è a capo dell’equipe medica che ha richiesto la sperimentazione ufficiale del farmaco Tolicizumab, già utilizzato contro l’artrite reumatoide, per la cura dei casi più gravi di coronavirus.

Jorit - Maradona
Jorit – Maradona

L’ASTA ONLINE CONTRO IL CORONAVIRUS

“Ho voluto realizzare un omaggio a tutto il Servizio sanitario nazionale”, spiega l’artista napoletano. Il volto dell’uomo divenuto simbolo della lotta medica al Covid-19 (il medico è ritratto coi segni sulla guancia della “Human Tribe”, tipico marchio di riconoscimento nei volti di Jorit) è stato messo in vendita grazie all’iniziativa promossa dalla casa d’aste internazionale di Napoli Blindarte, che ha lanciato una call ad artisti e collezionisti per sostenere lo sforzo del personale sanitario della Campania e della Lombardia. “Non c’è limite di tempo per donare”, spiega Jorit, “l’asta sarà aperta per tutto il periodo dell’emergenza. Difendiamo e miglioriamo il servizio sanitario pubblico nazionale”.L’intero ricavato dalla sua vendita (finora l’asta ha raggiunto quasi 13mila euro) servirà a finanziare la ricerca scientifica dell’istituto Pascale di Napoli, dove lavora Ascierto, ma anche per sostenere gli ospedali della Lombardia, messi a dura prova dall’emergenza coronavirus. “Questo periodo di isolamento è un’occasione per pensare un po’ alle nostre vite”, continua lo street artist. “Valutare il peso del consumismo. Questa tragedia ci ridimensiona e ci aiuta a capire quali sono le cose importanti. Istruzione per tutti, cultura per tutti e salute per tutti. Questa tragedia deve farci riflettere. Abbiamo capito che non siamo onnipotenti e che sicuramente dobbiamo ragionare di più sulle cose. Siamo tutti un po’ in pericolo”. 

– Carlo d’Elia

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Carlo d'Elia
Giornalista freelance, pugliese di nascita e di carattere, ho trasformato la mia passione nel lavoro dei sogni. Vivo a Lodi e lavoro a Milano. Da tempo collaboro con il quotidiano Il Giorno e la rivista online Lettera43. Ho partecipato a diversi concorsi con due documentari che ho realizzato. Uno dal titolo "Filocontinuo" che parla di integrazione e l'altro sul sociale, "Teste d'amianto", che descrive una realtà difficile delle periferia Est di Napoli.