Cosa significano quei manifesti su Gramsci che hanno invaso Roma?

Una citazione di Antonio Gramsci diventa uno degli interventi di arte pubblica nell’ambito della mostra La Strada, promossa dal MAXXI di Roma. Ne abbiamo parlato con Alfredo Jaar.

Alfredo Jaar, Chiaroscuro, LA STRADA. Courtesy Fondazione MAXXI
Alfredo Jaar, Chiaroscuro, LA STRADA. Courtesy Fondazione MAXXI

LA STRADA. Dove si crea il mondo è il titolo della mostra esposta al MAXXI fino al 28 aprile 2019, di cui abbiamo già parlato nell’intervista all’artista Robin Rhode che partecipa alla collettiva, e che porta la strada nello spazio museale romano ma, allo stesso tempo, esce fuori dal museo tramite interventi e performance. Lo fa ad esempio Jeremy Deller con la sua performance How to leave Facebook, che ha coinvolto il Mercato Testaccio, la Galleria Alberto Sordi e la stazione San Giovanni della Metro C; è anche il caso del wallpaper The Streets of the Story di Liu Qingyuan, realizzato presso la stazione della Metro A di Piazza Vittorio; e di Chiaroscuro, un’invasione per la Capitale di manifesti verdi e rossi, opera di Alfredo Jaar. Nei manifesti ospitati dal circuito comunale delle affissioni cittadine fino al 24 dicembre 2018, e distribuiti liberamente sotto forma di poster all’interno del museo per tutta la durata della mostra, l’artista cileno Alfredo Jaar, che è solito affrontare temi sociali con interventi urbani, ha selezionato una citazione di Antonio Gramsci spiegando ad Artribune il motivo della sua scelta.

IL CONCEPT DEL PROGETTO

In tempi come questi, in cui il fascismo sembra riaffermarsi, torno sempre a Gramsci e al suo pensiero, all’ombra del quale si è sviluppato Il mio lavoro. La dichiarazione che ho usato per il mio intervento pubblico a Roma è una riflessione perfetta su quello che penso stia accadendo oggi in Italia”, dichiara ad Artribune l’artista Alfredo Jaar. “La frase originale di Gramsci era la seguente: La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non può nascere: in questo interregno si verificano i fenomeni morbosi più svariati. Questa dichiarazione è stata tradotta in molte lingue e la mia versione preferita era in francese: Le vieux monde se meurt, le nouveau monde tarde à apparaître et dans ce clair-obscur surgissent les monstres. Poi per caso, ho scoperto una versione italiana, traduzione di quella francese, che mi è piaciuta moltissimo perché al posto della parola interregno usa chiaroscuro, e al posto di i fenomeni morbosi più svariati usa mostri. Ho usato questa traduzione perché la trovo potente e poetica allo stesso tempo”. E così l’artista cileno ha realizzato manifesti verdi e rossi con caratteri in bianco che recitano: Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri, una citazione della prima metà del Novecento, ma purtroppo sempre attuale. “A certi studiosi di Gramsci potrebbe non piacere, ma come artista mi sono preso la licenza poetica di usarla” afferma Jaar. “In un certo senso, si è trattato di un pretesto per portare la voce e le idee di Gramsci nell’Italia di oggi, perché sento che è necessario più che mai. Questo progetto dice: Antonio Gramsci, Ritorna!”.

– Ilaria Bulgarelli

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AutoreAlfredo Jaar
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Ilaria Bulgarelli
Ilaria Bulgarelli (Roma, 1981) ha studiato presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, conseguendo la laurea triennale in Ingegneria Edile, poi presso “Sapienza Università di Roma”, per terminare i suoi studi con la laurea specialistica in Architettura. Un mix di studi scientifici e creativi che si vanno a fondere con la sua passione per l’arte. Sarà proprio questa passione a condurla verso l’arte contemporanea frequentando il Master of Art della LUISS Creative Business Center. Una formazione che le permette di curare mostre dal progetto curatoriale all’allestimento, collaborando così con artisti di arte contemporanea. È uno stage presso la redazione di “Rai Arte” e una collaborazione con l’ufficio stampa di MondoMostre, a portarla verso la comunicazione e il giornalismo.