Città transitorie. Fabrizio Milani a Milano per il progetto in progress “Circostanze Urbane”

Un progetto di rigenerazione sociale e urbana, condotto attraverso una serie di attività didattiche e ricreative, ha visto nascere in Via Gola a Milano un tendone da circo speciale, come metafora della città. Ecco di che si tratta

Circostanze Urbane a Milano
Circostanze Urbane a Milano

A Milano, dopo 8 mesi di interviste, di incontri e di dibattiti con oltre 50 persone residenti in via Gola (grazie al gruppo informale di residenti “Occupiamoci di via Gola”) e dopo aver promosso laboratori con oltre 20 bambini (accuditi da “Spazio Aperto Servizi società cooperativa sociale ONLUS”), l’artista Fabrizio Milani e la curatrice Simona La Neve hanno creato un evento-performance pubblico per una sola sera, dalle 18 alle 23 dello scorso 19 ottobre. Con il primo atto del progetto in progress Circostanze Urbane che una traversa del Naviglio Pavese ha cercato di trasformarsi nel passaggio per un altrove, animato da dj-set e da consumazioni gratuite al Bridge Bar.

Circostanze Urbane a Milano
Circostanze Urbane a Milano

ARTE E RIGENERAZIONE URBANA

C’è chi, nel quartiere, non ha il coraggio di attraversare la via, solo per paura, perché da diversi anni è interessata da una realtà complessa, ma con questo progetto abbiamo cercato di stringere una relazione più intima con le persone incontrate” spiega Simona La Neve. “L’obiettivo è sempre stato quello di creare arte informale per un pubblico afflitto da numerose difficoltà, dagli sgomberi, dallo spaccio, dalla disoccupazione e da problemi logistici, soprattutto per i commercianti, che operano in un’area pedonale pronta ad essere inglobata e standardizzata dalla movida”. Fabrizio Milani ha trasformato un furgone da esercente mobile in un tendone da circo semipermanente. Le strisce verticali dei tendaggi e i colori intermittenti raccontano solo in parte l’installazione creata prevalentemente per i più piccoli del quartiere, per vederli stare assieme nella loro via, ma in un mondo protetto e immaginario, almeno per una sera. Vari elementi, luci, tendaggi appesi e fissati come fossero una tensostruttura – composta da più elementi e concepita attraverso disegni su tessuto –, e realizzati con tecniche per colori acrilici e da paraffina, perseguono parallelamente la missione dell’avvio di laboratori per la progettazione di bandierine e di decorazioni di tessuto, a mo’ di segnaletica.

IL TENDONE COME LUOGO DELLE ORIGINI

Un’attività didattico-ricreativa leggermente diversa, rispetto ad un’altra serie di laboratori che, in questi mesi, con ragazzi delle medie e delle elementari, hanno approfondito la colorazione ad immersione promuovendo il concetto di meticciamento dei colori e, più in generale, delle visioni. “Fabrizio lavora sul Gioco senza senso di Gadamer” continua la curatrice, “mentre io sono interessata allo sviluppo dei fenomeni urbani, all’idea di città-circo. Io e Fabrizio ci siamo incontrati un anno e mezzo fa e abbiamo cominciato a studiare il tendone come luogo delle origini, che serviva per proteggersi, proprio come le prime città e le loro morfologie. Il circo è nato come struttura stabile, poi si è trasformato in una città viaggiante, sviluppando diverse tipologie di tendoni, che spesso si compartimentavano e si agglomeravano per fusione, riunendo diverse attività (dal costumista al parrucchiere) che poi venivano ripristinate nel luogo in cui si stanziavano. Noi riteniamo che la nascita della città si leghi strettamente alla nascita del circo così come la fine della città e dunque alla crisi del circo. Perché oggi il concetto di temporaneità e di transitorietà non è più contemplabile in territori in cui la stabilità è diventato elemento redditizio. E via Gola è un simbolo di quanto questo fenomeno sia perfettamente in atto”.

– Ginevra Bria

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.