A Catania il progetto fotografico dedicato ai giovani detenuti

A picco sul mare, sull’isola di Nisida, si trova l’istituto penitenziario minorile di Napoli, che si distingue per una politica rieducativa all’avanguardia. A raccontarlo sono gli scatti di Yarin Trotta del Vecchio, protagonista del secondo capitolo della rassegna dedicata alla libertà da 2LAB a Catania

Nisida è una raccolta fotografica sulla libertà dei giovani detenuti. Non a caso il manifesto della mostra, allestita nella galleria catanese 2LAB, ritrae un ragazzo a braccia aperte nel Mediterraneo.
Sono 17 gli Istituti Penali per Minorenni presenti in Italia e circa 300 i ragazzi sotto i 25 anni che oggi stanno scontando una pena. Un numero esiguo rapportato ai dati presentati negli anni addietro, raggiunto grazie alle attività rieducative presentate dagli Istituti. Tra questi si distingue Nisida, che, oltre a offrire un programma vasto e diversificato, accoglie opportunità provenienti dal territorio.
Delimitato dalle mura di cinta e isolato dal centro abitato, l’IPM di Nisida include una biblioteca, un teatro (ora chiuso per inagibilità) e spazi dedicati alla formazione professionale (ceramica, arte presepiale, formazione edile e pasticceria).
Di fatto i ragazzi che frequentano l’Istituto provengono da realtà ghettizzate. Abituati a vivere in contesti costruiti al pari di una prigione, qui hanno la possibilità di beneficiare della “cura trascendentale della bellezza, come ha affermato durante il talk presentato da 2LAB Yarin Trotta del Vecchio (1991), il fotografo protagonista della mostra nella galleria catanese.

Yarin Trotta del Vecchio, dalla serie Nisida, 2022

Yarin Trotta del Vecchio, dalla serie Nisida, 2022

LE FOTOGRAFIE DI YARIN TROTTA DEL VECCHIO

Due amici sulla scogliera, un giovane nel bosco e una ragazza che accarezza un coniglio accovacciato sulle sue mani. Poi le sbarre. Il racconto fotografico di Yarin Trotta del Vecchio si apre con l’immagine della florida isola, il luogo che l’ha accolto per un anno, e approda alle barriere che delimitano la libertà dei giovani detenuti.
Perseveranza e dedizione definiscono la ricerca del fotografo documentarista, che ha potuto osservare i ragazzi durante l’emergenza pandemica; un’occasione fortuita se si pensa che il gruppo dei giovani con cui ha lavorato è rimasto invariato. Ed è forse proprio per questo che le foto di Nisida presentano un’alleanza sinergica di corpi.
Corpi senza un volto, non direttamente riconoscibili, per via delle circostanze. Il progetto di Yarin Trotta del Vecchio ha dovuto fare i conti con una nuova estetica della visione, riuscendo a raffigurare i suoi soggetti senza la necessità di sfocare le loro figure. Il loro aspetto è tangibile, e allora ecco mantenuta la promessa del fotografo di rappresentare questi ragazzi come giovani e non come detenuti.

Yarin Trotta del Vecchio, dalla serie Nisida, 2022

Yarin Trotta del Vecchio, dalla serie Nisida, 2022

NISIDA SECONDO YARIN TROTTA DEL VECCHIO

La mostra Nisida è stata introdotta dal talk con il giudice del Tribunale per i minorenni di Catania, Emma Seminara. Un dialogo incentrato sulle implicazioni che il corpo bloccato nel carcere porta con sé e sulle nuove strade su cui scommettere con le attività proposte dagli educatori e dalle figure professionali esterne.
Evitare di cadere negli stereotipi e scardinare la figura del criminale, in cui i ragazzi si riconoscono, sono gli obbiettivi principali delle attività rieducative, per questo la proposta di Yarin Trotta del Vecchio ha rappresenta un’ottima opportunità.
Un atteggiamento propositivo, che permette un nuovo racconto della realtà carceraria, differente da quello proposto al PAC di Milano con RI-SCATTI. Per me si va tra la perduta gente. Una mostra fotografica in cui gli stessi detenuti e le guardie carcerarie hanno avuto la possibilità di ritrarre personalmente la loro quotidianità.
Il lavoro di Yarin Trotta del Vecchio demolisce l’idea del panopticon a favore di una reciprocità di sguardi. Dall’essere oggetto all’essere soggetto, Nisida supera quell’idea di solitudine e diventa un atto comunicativo.

Vittoria Mascellaro

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Vittoria Mascellaro

Vittoria Mascellaro

Vittoria Mascellaro è nata a Monza nel 1996. Si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, per poi conseguire un biennio specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA. Attualmente è cultrice di sociologia dell’arte all’Accademia di…

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